Chi è Clavicular, il creator che ha scosso la Fashion Week di Parigi
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Chi è Clavicular, il creator che ha scosso la Fashion Week di Parigi

di Tiziana Molinu

Ha aperto lo show di 424 a Parigi vestito di bianco, tra i fischi di alcuni ospiti e la curiosità di altri. Ma chi è davvero l’uomo dietro il nome più discusso delle ultime settimane

Si chiama Braden Eric Peters, ha vent'anni ed è conosciuto online come Clavicular. Il 23 giugno ha aperto la sfilata Spring/Summer 2027 di 424, il marchio californiano fondato da Guillermo Andrade, camminando come Look 01 nel cortile del Musée des Archives Nationales. Total white, fischi in sala, sorpresa, sguardo basso e un passo che di sicuro aveva ben poco: rigido, meccanico, più da chi si è esercitato davanti allo specchio di casa che da chi la passerella la respira.

Se l'obiettivo di 424 era far parlare di sé, bersaglio centrato: nel giro di poche ore il nome di Clavicular ha oscurato quello della collezione. Anche se, a dire il vero, non era la sua prima volta in passerella. Pochi mesi prima Elena Velez lo aveva scelto per chiudere il suo show alla New York Fashion Week. Ma stavolta la macchina del clamore ha girato più in fretta, e più forte.

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Clavicular: dal looksmaxxing alla passerella

Prima di arrivare in passerella, Clavicular si è costruito un pubblico enorme attorno al fenomeno del looksmaxxing: la caccia ossessiva della massima attrattività fisica, nata nei forum incel ed evolutasi in un movimento online negli ultimi anni. Nel loro gergo si "ascende" dalla media all'élite: chirurgia (anche al limite), integratori, palestra, tutto documentato in diretta.

Clavicular ha fatto della sua trasformazione fisica uno spettacolo pubblico e, a differenza dei biohacker della longevità che infarciscono ogni sforzo di lessico salutista, non si nasconde dietro l'alibi del benessere: dominanza, status, desiderabilità sono gli obiettivi che rivendica apertamente. Un grande rappresentante della manosfera che, con le sue dirette su Kick, dove mette in scena interventi estetici e abitudini al limite, gli fruttano (secondo il New York Times) circa 100.000 dollari al mese.

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Il personaggio arriva dunque a Parigi già carico di controversie. Un mese prima dello show di 424, l'ex star Disney Skai Jackson lo aveva bollato pubblicamente come razzista e arrogante. A completare il quadro, legami documentati con ambienti dell'estrema destra online e apparizioni accanto a figure come Nick Fuentes e i fratelli Tate, oggi sotto processo. In passerella a Parigi, alcuni ospiti gli hanno riservato il dito medio al suo passaggio, e i video hanno fatto il giro dei social in poche ore.

Anche i media di settore si sono spaccati. A prevalere, però, è un pensiero comune: a restare impresso non saranno stati gli abiti, ma la piattaforma concessa a una figura del manosphere. Tanto che della collezione di Andrade, alla fine, si è parlato pochissimo.

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Un sistema che punta alle views

Il caso Clavicular racconta molto sulla direzione del fashion business. È il prodotto più coerente di un sistema che ha smesso da tempo di selezionare per talento o estetica, e ha iniziato a selezionare per la capacità di generare conversazione. Il rischio, per i brand che lo ingaggiano, è scambiare la visibilità per credibilità: il suo pubblico, in gran parte adolescente, non si converte in clientela per capi di fascia alta.
Resta la domanda che la stampa di moda si pone da settimane: ignorarlo significa perdere il polso di una conversazione che comunque avviene altrove; raccontarlo significa alimentarla. Per ora, la moda ha scelto la seconda strada, due volte in pochi mesi.