La giacca maschile sta cambiando (e non tornerà più come prima)
Photo by Kevin Mazur/Getty Images for The Recording Academy

La giacca maschile sta cambiando (e non tornerà più come prima)

di Giulio Solfrizzi

Non è più solo monopetto o doppiopetto, ma si sta contaminando con il womenswear. Basti vedere Robert Pattinson in Dior, Harry Styles in Dior o Bad Bunny in Schiaparelli. Questi look sono lo spunto per riflettere su cosa sta diventando la giacca maschile nel 2026

Se ricordate la giacca maschile come un indumento caratterizzato da geometrie precise e codici immutabili, dovreste cambiare idea. Monopetto o doppiopetto, spalle strutturate e linee dritte sono la basa da cui si parte, ma che oggi non è più una regola assoluta. Anzi, quel linguaggio chiaro e rassicurante, che potremmo quasi definire “normativo”, è ormai un ricordo lontano. Si è incrinato e difficilmente tornerà alla sua forma originaria, con lo zampino degli stilisti che hanno sdoganato nuove giacche meritevoli d’attenzione. Così come di essere acquistate e indossate. Normalizzate nel menswear.

Robert Pattinson
Photo by Stephane Cardinale – Corbis/Corbis via Getty Images
Robert Pattinson

La nuova giacca maschile

La giacca maschile contemporanea, infatti, non è più soltanto un capo sartoriale. È proprio un territorio di sperimentazione in cui le silhouette si ammorbidiscono, si stringono, si modellano sul corpo in modi che fino a pochi anni fa appartenevano esclusivamente al womenswear. E questo non è un semplice dettaglio estetico, piuttosto un cambio di paradigma netto: da un lato i classici e dall’altro le novità, da una parte la sicurezza e dall’altra la ricerca.

Basta osservare alcune delle immagini più recenti provenienti sia dai red carpet sia dalle sfilate. Robert Pattinson ha indossato una giacca Dior sfiancata, quasi scolpita sul corpo, che rompe con la tradizione della linea maschile rigida. Harry Styles da tempo gioca con questo confine, alternando giacche Chanel, Valentino e Dior che dialogano apertamente con codici femminili. E poi Bad Bunny, che in Schiaparelli ai Grammy 2026 porta in scena una mascolinità completamente ridefinita, dove il concetto stesso di “giacca da uomo” sembra dissolversi.

Bad Bunny Grammy
Photo by Neilson Barnard/Getty Images for The Recording Academy
Bad Bunny ai Grammy 2026

Il menswear 2.0

Parlare di moda genderless comunque sarebbe sbagliato. La giacca maschile resta quella che è sempre stata, per struttura e fascino, eppure alcune sue caratteristiche vengono rilette. Vuoi la lunghezza sostituita da fit cropped, il profilo a clessidra, la scollatura più profonda. Così la struttura si piega all’identità, non il contrario. E la giacca smette di essere un simbolo di autorità standardizzata e diventa un mezzo espressivo. 

Questa contaminazione con il womenswear non è casuale. Il guardaroba femminile ha storicamente lavorato su variazione, interpretazione e relazione con il corpo. Portare questi elementi nella giacca maschile significa introdurre complessità dove prima c’era rigidità. Le linee si fanno più aderenti o più fluide, i materiali più leggeri, i dettagli più decorativi. La funzione resta, ma cambia il significato. Un’evoluzione a tutti gli effetti, che è anche il riflesso di un cambiamento culturale più ampio, ossia il rapporto tra corpo, identità e abito è sempre meno codificato. 

Harry Styles Grammy
Photo by Emma McIntyre/Getty Images for The Recording Academy
Harry Styles ai Grammy 2026

Cosa ne sarà della giacca da uomo

C’è anche una dimensione simbolica da considerare. Per decenni, la giacca è stata il segno visibile del potere maschile, a partire dall’ufficio per arrivare alla politica. Le donne fino agli anni Settanta e Ottanta non era molto solite sfoggiarla, per poi appropriarsene rivendicandone il possesso. Adesso la parte più “femminile” della giacca sta avendo la meglio su quella “maschile”, che riduceva la moda a qualcosa di estremamente essenziale e – bisogna ammetterlo – a volte apersonale. Le maison del lusso, però, hanno compreso il valore della diversificazione dell’offerta, incentivati dalle celeb che danno visibilità alle scelte dei direttori creativi.

Dunque, la domanda da porsi in un momento transitorio come questo non è se la giacca tornerà come prima, perché la risposta è già evidente: no. La vera questione è capire fino a che punto questo processo di ibridazione si spingerà. Ormai il dialogo con altri codici è avviato, dunque è probabile che tale capo non smetterà più di aggiornarsi. E forse è proprio nell’instabilità che risiede la sua nuova forza.