Torna Pitti Uomo, una bussola per orientarsi nel mondo della moda maschile

Torna Pitti Uomo, una bussola per orientarsi nel mondo della moda maschile

di Angelo Pannofino

Da 10 al 13 gennaio Firenze ospiterà l’edizione 103 della più importante fiera al mondo per l’abbigliamento maschile, che conferma la ripresa del settore, testimoniata dai dati in crescita: aumenta il numero di brand presenti, arrivano nuove sezioni, crescono gli eventi. Guest Designer l’anglo-giamaicana Martine Rose

Chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo? E soprattutto come dobbiamo vestirci? La moda, in particolare la più importante fiera al mondo per l’abbigliamento maschile, è sempre un ottimo osservatorio per trovare risposta ad alcune di queste domande, per decifrare il mondo, non solo della moda, leggendo tra le righe (magari di un gessato), per capire che direzione sta prendendo in questi anni, diciamo così, “complicati”, per usare un eufemismo, con la coda dell’uragano pandemico che ancora si fa sentire, e il sopraggiunto fronte temporalesco di una guerra a due ore e mezza di aereo da Firenze che, in attesa di capire se diventerà tempesta o lascerà posto a cieli azzurri, intanto ha provocato un aumento dei costi dell’energia che impatta sulle aziende del settore.

VAIN-Model-Jaakko-Sihvonen-shot-by-Sala-Mboup

«Futuro nuvoloso», lo definisce Claudio Marenzi, comunque fiducioso sulla tenuta del made in Italy, parlando dal suo punto di vista di imprenditore oltre che presidente di Pitti Immagine, durante la conferenza stampa svoltasi il 15 novembre a Milano per presentare la nuova edizione dell’evento, che si svolgerà come sempre a Firenze, alla Fortezza da Basso per 4 giorni, dal 10 al 13 gennaio 2023. Se al futuro associa la parola “incertezza”, del presente, invece, Marenzi parla con ottimismo, perché non solo le parole ma soprattutto i numeri confermano un’evidente ripresa. In base ai dati Istat la moda maschile italiana, nei primi sette mesi del 2022, ha evidenziato un aumento delle esportazioni del 6%, per un totale di 4,1 miliardi di euro (menzione speciale per gli USA che, con un incremento del 46,7%, salgono al quarto posto tra gli importatori, con il 9,6% del totale), mentre le importazioni sono aumentate del 28,6% arrivando a 3,3 miliardi di euro. Non siamo ancora ai livelli pre-Covid ma sono numeri che invogliano all’ottimismo e che, come detto, si riflettono anche in quelli più specifici dell’evento fiorentino: è infatti in crescita non solo il numero di brand che hanno assicurato la loro presenza (al 14 novembre sono già 759, il 40% dall’estero) ma anche quello delle sezioni, degli eventi, degli spazi, dei progetti…

Martine Rose look SS23

Non a caso, di «bussola, anzi, più bussole» parla Agostino Poletto, direttore generale di Pitti Immagine, per descrivere un evento di portata mondiale che aiuta a definire la rotta nel settore della moda maschile: «Chi vuole essere sul mercato deve passare da Pitti per capire cosa succede nel mondo», chiosa l’ad Raffaello Napoleone. Altra parola chiave: ovviamente, “ripartenza”. «Ripartire è il desiderio di tutti» spiega Poletto nel descrivere Pittiway, il tema di questa edizione con accompagnamento di un video di presentazione, protagonisti un ballerino molto vestito e tante frecce, segni grafici che vogliono essere metafora delle molteplici direzioni da prendere e della difficoltà a orientarsi: «Fare delle scelte non è semplice in questo momento, per questo i saloni di Pitti Immagine saranno la bussola per definire nuove direzioni». Tanti i punti cardinali di Pitti: ai classici (le sezioni Fantastic Classic, Futuro Maschile, Dynamic Attitude, Superstyling) attraverso cui si racconta l’evoluzione dell’abbigliamento maschile dal formale al contemporaneo, dallo sportivo alle tendenze più estreme, fino all’outdoor (con i ritorno della sezione I Go Out), si aggiungono le novità the SIGN (dedicata al design) e Pitti Pets (accessori e prodotti per gli animali domestici, che sono 900 milioni nel mondo e generano un volume d’affari salito a 350 miliardi di dollari). Senza dimenticare, ovviamente, la sezione S|Style, sustainable style, supportata da Unicredit, che è anche il main sponsor di Pitti Immagine, e dedicata al tema, attualissimo, della sostenibilità. 

Jan-Jan Van Essche portrait Photo by Wannes Cré

Ospite d’onore di Pitti Uomo 103 sarà la designer anglo-giamaicana Martine Rose (presenterà la sua nuova collezione mercoledì 12 gennaio), mentre il belga Jan-Jan Van Essche è il Designer Project (la prima sfilata del suo brand, prevista mercoledì 11 gennaio). E ancora, tra i progetti speciali, introdotti con parole alate e immaginifiche, la responsabile Francesca Tacconi segnala Pierre- Louis Mascia, che presenta l’antologia Philocalie (letteralmente “amore della bellezza”), il ritorno di Palazzo Finlandese, che presenta il brand Vain e infine l’esordio a Pitti di Chateau Orlando, brand di maglieria nato dall’estro proteiforme di Luke Edward Hall (recentemente protagonista anche di una cover del nostro magazine). Tra le collaborazioni internazionali, invece, Tacconi ricorda Scandinavian Manifesto (incentrata su brand, appunto, nordici), J-Quality Factory Brand Project (che riunisce 11 aziende manifatturiere giapponesi) e JLIA Japan Leather Booth (la pelletteria giapponese rappresentata da sei brand). Ovviamente questa è solo una parte di quanto andrà in scena a Firenze (il programma completo sul sito), ma è abbastanza per provare atrovare qualche risposta a quelle domandine iniziali.