Luca Parmitano, l’uomo che porterà l’Europa nella nuova corsa alla Luna

Luca Parmitano, l’uomo che porterà l’Europa nella nuova corsa alla Luna

di Francesco De Nicola

La NASA ha scelto l’astronauta italiano come pilota di Artemis III, la missione prevista per il 2027 che segnerà una tappa cruciale nel ritorno dell’umanità oltre l’orbita terrestre

Il prossimo grande passo dell'Europa verso la Luna parla italiano. Il 9 giugno 2026 la NASA ha annunciato l'equipaggio di Artemis III, una delle missioni più importanti dell'intero programma lunare americano. Tra i quattro astronauti selezionati c'è anche Luca Parmitano, che diventerà il primo astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea a ricoprire il ruolo di pilota in una missione Artemis. Per l'Italia non si tratta soltanto di un traguardo simbolico. È il punto più alto di una carriera costruita tra cabine di pilotaggio, passeggiate spaziali e oltre un anno trascorso in orbita.

Quando la missione partirà nel 2027, Parmitano sarà chiamato a svolgere un ruolo centrale in una delle operazioni più delicate dell'intero programma. Per l'Europa rappresenterà un momento storico: mai prima d'ora un astronauta ESA aveva fatto parte di un equipaggio Artemis. Eppure, la prima volta che il mondo sentì parlare davvero di lui fu per un incidente che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia.

Era il 16 luglio 2013. Durante una passeggiata spaziale all'esterno della Stazione Spaziale Internazionale, il casco dell'astronauta italiano iniziò lentamente a riempirsi d'acqua. In pochi minuti la visibilità si ridusse quasi a zero. Respirare diventò difficile. A oltre 400 chilometri dalla Terra non esiste alcun margine per l'improvvisazione.

Parmitano mantenne il controllo, seguì le procedure e riuscì a rientrare all'interno della stazione orbitale. Quell'episodio avrebbe potuto segnare la fine della sua carriera. Invece, col tempo, è diventato il simbolo della sua capacità di gestire le situazioni più estreme.

Negli anni successivi avrebbe raccontato quell'esperienza come una lezione sulla gestione della paura. Come spiegò in diversi incontri pubblici dedicati all'esplorazione spaziale, 'La paura è un'emozione. Non è il problema. Il problema è come reagisci alla paura'. Una frase che oggi appare quasi come la sintesi perfetta del suo percorso professionale.

Dalla Sicilia allo spazio

Nato a Paternò, in provincia di Catania, il 27 settembre 1976, Parmitano appartiene a quella generazione che ha vissuto l'epoca successiva alle missioni Apollo immaginando lo spazio più attraverso la letteratura e il cinema che attraverso imprese realmente possibili. Prima di diventare astronauta è stato ufficiale dell'Aeronautica Militare e pilota collaudatore. Migliaia di ore di volo e una preparazione tecnica rigorosa gli hanno permesso di sviluppare quella combinazione di disciplina, lucidità e capacità decisionale che caratterizza i grandi esploratori. La svolta arriva nel 2009, quando viene selezionato dall'Agenzia Spaziale Europea tra migliaia di candidati provenienti da tutta Europa. È l'inizio di un percorso che lo porterà a diventare uno dei volti più autorevoli dell'esplorazione spaziale europea.

La missione Volare e il giorno che cambiò tutto

Nel maggio 2013 Parmitano raggiunge per la prima volta la Stazione Spaziale Internazionale con la missione Volare. Durante quella permanenza realizza la prima attività extraveicolare mai effettuata da un astronauta italiano. Ma è la seconda passeggiata spaziale a entrare nella storia.

Una perdita d'acqua all'interno del casco trasforma una normale operazione in una situazione di emergenza. L'acqua continua a salire fino a raggiungere occhi, naso e orecchie. Per alcuni minuti Parmitano perde quasi completamente la visibilità. Gli esperti della NASA considerano ancora oggi quell'episodio uno dei più seri incidenti sfiorati durante un'attività extraveicolare.

La sua reazione, però, diventa un caso di studio sulla gestione del rischio. Mantenere il controllo, seguire le procedure e continuare a ragionare lucidamente in una situazione estrema è ciò che distingue un astronauta esperto da un semplice professionista altamente qualificato.

Beyond e il comando della ISS

Se Volare rappresenta il debutto, la missione Beyond del 2019 consacra definitivamente Parmitano tra gli astronauti più autorevoli della sua generazione. Nel 2019 torna sulla ISS e diventa il primo italiano e il terzo europeo a ricoprire il ruolo di comandante della Stazione Spaziale Internazionale. Durante quella missione coordina attività scientifiche e una delle più complesse operazioni di manutenzione mai effettuate in orbita, contribuendo alla riparazione dell'Alpha Magnetic Spectrometer, uno degli strumenti scientifici più sofisticati mai installati nello spazio.

È anche il periodo in cui emerge la sua capacità di raccontare l'esplorazione spaziale al grande pubblico. Attraverso fotografie, collegamenti video e interventi pubblici, Parmitano contribuisce a rendere la scienza accessibile senza privarla della sua complessità.

Osservando la Terra dalla Cupola della ISS, ha spesso ricordato come la prospettiva dello spazio cambi radicalmente il modo di guardare il mondo. Come ha raccontato in più occasioni, 'Dallo spazio non si vedono confini'. Una riflessione che nel tempo è diventata uno dei messaggi più associati alla sua esperienza orbitale.

Al termine delle sue due missioni spaziali il bilancio è impressionante: oltre 366 giorni trascorsi nello spazio, sei passeggiate spaziali e più di 33 ore di attività extraveicolare.

Randy Bresnik, ESA (European Space Agency) Luca Parmitano, Frank Rubio, Andre Douglas

Il volto europeo di Artemis

La nuova pagina della sua carriera si chiama Artemis. Per la NASA si tratta del più ambizioso programma di esplorazione umana dai tempi delle missioni Apollo. L'obiettivo è costruire una presenza sostenibile sulla Luna e utilizzare il satellite come laboratorio per preparare il viaggio verso Marte.

Il 9 giugno 2026 l'agenzia spaziale americana ha annunciato ufficialmente l'equipaggio di Artemis III. A guidare la missione sarà Randy Bresnik nel ruolo di comandante. Accanto a lui voleranno Frank Rubio, Andre Douglas e Luca Parmitano come pilota.

La missione è attualmente prevista per il 2027 e rappresenta una tappa decisiva nello sviluppo delle tecnologie che consentiranno il ritorno dell'uomo nell'ambiente lunare e, successivamente, le missioni verso lo spazio profondo. Per Parmitano si tratta di un riconoscimento storico. Nessun astronauta europeo aveva mai fatto parte di un equipaggio Artemis.

Commentando l'annuncio, ha mantenuto il tono misurato che da sempre lo contraddistingue: 'Sono onorato del ruolo che mi è stato affidato e umile di fronte al compito che ci aspetta'. Parole che raccontano bene il suo approccio: meno eroismo, più responsabilità. Meno celebrazione individuale, più attenzione alla dimensione collettiva dell'esplorazione.

Un simbolo per l'Italia

Negli ultimi anni Parmitano è diventato qualcosa di più di un astronauta. Le sue immagini della Terra, la capacità di raccontare la scienza e il ruolo assunto nelle missioni internazionali lo hanno trasformato in uno dei volti più riconoscibili della ricerca europea. In una riflessione sul significato dell'esplorazione spaziale, ha spiegato che 'Esplorare è parte della natura umana'. È una frase che oggi, alla vigilia della sua nuova avventura con Artemis III, assume il valore di una dichiarazione programmatica. Quando la missione partirà nel 2027, Luca Parmitano non rappresenterà soltanto l'Italia o l'Europa. Rappresenterà una delle idee più antiche e potenti della nostra specie: la volontà di spingersi sempre un po' più lontano dell'orizzonte visibile.