Viaggi

L’arte di viaggiare in quarantena: i libri (e fotografie) per farlo

di Alessandra Mattanza - 16 Marzo 2020

Gli artisti e i loro libri per viaggiare anche quando si deve rimanere a casa

“Scrivere è viaggiare senza la seccatura dei bagagli” diceva lo scrittore di romanzi d’avventura Emilio Salgari.

Salgari inventò personaggi incredibili come la saga di Sandokan e del ciclo dei pirati della Malesia con Le tigri di Mompracem, pubblicato tra il 1883 e il 1884, successivamente trasposizione televisiva, o come Il Corsaro nero, del 1898. Pur ambientando le sue opere nella giungla indiana, nei mari delle Antille, nei deserti africani, non viaggiò mai fuori dall’Italia, ma la sua creatività fu ispirata o nutrita leggendo o documentandosi su atlanti e in biblioteche con ricerche certosine.

A volte, è bello, tra le mura della propria casa, lasciar cullare il pensiero dall’immaginazione, lasciarsi trasportare in un mondo fantastico, viaggiare con la mente in luoghi lontani e magnifici. Un sogno possibile e realizzabile, in tempi futuri.

Scoprire il mondo con Peter Lik

“Ho dedicato la mia esistenza a catturare la bellezza di Madre Natura” dice. Nel 2014 pare abbia venduto una fotografia per 6.5 milioni di dollari. Un record mondiale, mentre lui è considerato uno dei fotografi più di talento al mondo. Peter Lik, nato a Melbourne, in Australia, da immigrati cecoslovacchi, cominciò a fotografare a otto anni, dopo che i suoi genitori gli regalarono una macchina Brownie Kodak e da allora non si è più fermato. Totalmente autodidatta, la sua missione è stata fotografare la natura, la sua Australia, e poi gli Stati Uniti, ma anche il pianeta Terra, come mostrare immagini che rappresentano la sua visione meravigliosa del mondo. Le sue fotografie sono contraddistinte da colori, sensazioni, emozioni, luci e ombre, un’esperienza unica che travolge i sensi. Peter ha saputo essere allo stesso modo un imprenditore di se stesso, aprendo le sue gallerie d’arte, realizzando i suoi libri. Li potete scoprire sulla sua website. Qui sono in vendita sia le sue fotografie fine art più belle, che i suoi libri, ideali anche per collezionisti, tra cui New York, Las Vegas, Hawaii, America, Equation of Time. Magnifici sono anche, acquistabili su Amazon: Spirit of America,Great Barrier Reef, Australia, San Francisco, Wildlife Australia, Blue Mountains, Sunshine Coast, The Red Centre, Sydney.  

Alla scoperta degli oceani con Eric Sala

“Sogno di immergermi in due posti dove non sono ancora stato. Uno è l’Antartide, a causa delle sue acque cristalline e della straordinaria fauna, oltre alle cattedrali di ghiaccio. L’altro è l’Artico, dove mi piacerebbe vedere le foreste di alghe più a nord” immagina Eric Sala. Nato a Girona, in Catalonia, in Spagna, Sala è un esploratore del National Geographic, un grande ricercatore e un forte attivista nella protezione degli oceani. Nel libro Pristine Seas: Journeys to the Ocean’s Last Wild Places, con introduzione dell’attore Leonardo Di Caprio (fondatore della Leonardo Di Caprio Foundation, che ha sostenuto il progetto di Sala e molto attiva nella protezione dell’ambiente e delle culture indigene) racconta il suo viaggio per tutto il mondo in aree di oceano selvagge e remote, come tra le acque gelide della Russia o tra gli squali del Costa Rica. Sala ha creato il Pristine Seas Project, che sta tuttora portando avanti, per garantire la persistenza di questi luoghi e la creazione di nuove riserve marine, preservando finora 3 milioni di chilometri quadrati di territori di oceani. Ha ispirato la realizzazione del Pacific Remote Islands Marine National Monument, negli Stati Uniti, del Nazca-Desventuradas Marine Park e del Motu Motiro Hiva Marine Park, in Cile, del Palau National Marine Sanctuary a Palau,del Pitcairn Islands Marine Reserve in Gran Bretagna, del Southern Line Islands Marine Reserve a Kiribati, di un parco marino nel Gabon, della Seamounts Marine Managed Area in Costa Rica, del Darwin and Wolf Marine Sanctuary alle Galapagos, dell’espansione del Russian Artic National Park nella zona di Franz Josef Land, in Russia, e di quella della Malpelo Reserve, in Colombia.

Per il pianeta con la magia di Gregory Colbert

“Nell’esplorare il linguaggio condiviso e la sensibilità poetica di tutti gli animali, sto lavorando per riscoprire il terreno comune che una volta esisteva quando le persone vedevano se stesse come parte della natura e non al di fuori di essa. Il destino delle balene non può essere separato dal destino dell’uomo e il destino dell’uomo non può essere separato dal destino di tutta la natura. Sto esplorando nuove narrazioni che aiutano a costruire un ponte attraverso i confini artificiali che abbiamo stabilito tra noi stessi e le altre specie” crede Gregory Colbert. La sua fotografia, come i suoi video e i suoi film sono poesia pura, come specchio dell’umanità stessa. I suoi animali divengono un avatar verso altre dimensioni… “Le stelle che vedi di notte sono gli occhi sgraziati degli elefanti addormentati” riflette. Come: “Al principio dei tempi, i cieli erano pieni di elefanti volanti”. Colbert è nato a Toronto, in Canada, e ha cominciato la sua carriera a Parigi nel 1983, creando documentari su problematiche sociali. Girò il mondo per dieci anni nelle zone più remote del pianeta, incontrando genti e animali, prima di rivelare il suo lavoro in mostre interattive per tutto il mondo, tra cui all’Arsenale di Venezia, nel 2002. Il suo libro Ashes and Snow, che riprende, in diverse edizioni internazionali (le potete trovare sul suo sito), le sue fotografie e immagini è un vero capolavoro. I video e filmati che si possono ammirare sulla sua website come su You Tube portano anche a fare un viaggio straordinario tra la magia del pianeta e di alcuni suoi incredibili animali, come elefanti e balene, ma non solo.

Tra i luoghi del surf, l'Islanda e le isole della Russia con Chris Burkard

“Nella vita non ci sono scorciatoie per la gioia. Tutto ciò che vale la pena perseguire ci impone di soffrire solo un po’” riflette Chris Burkard. Nato a San Luis Obispo, in California, utilizza diversi media per realizzare le sue immagini, come i suoi progetti artistici. Appassionato surfista, ha esplorato questo sport in diverse località del mondo. Tra le sue mete preferite ci sono l’Islanda, la Norvegia, le isole Faroe Islands, l’India, Cuba, la Nuova Zelanda, la Russia, la Svizzera e l’Italia. Tra i suoi libri, reperibili su chrisburkard.com ci sono: At Glacier’s End, sui fiumi d’Islanda fotografati dall’alto come fossero dipinti astratti, Under An Artic Sky Photo Book, The California Surf Project, Distant Shores Book, un viaggio per i continenti, dall’Artico all’India, per scovare le migliori onde del surf e immortalarle in immagini spettacolari, Hight Tide: A Surf Odyssey. A settembre 2020 Burkard organizza un Boat Trip Photography workshop, di otto giorni, un corso fotografico in barca nelle isole Kuril Islands, in Russia.

In Africa con Nick Brandt

“Non mi interessa creare un lavoro che sia semplicemente un documentario o pieno di azione e drammaticità, che è stata la norma per la fotografia degli animali selvatici. Ciò a cui sono interessato è mostrare gli animali semplicemente nello stato dell’Essere. Nello stato dell’Essere prima che non lo siano più. Prima, almeno in natura, che cessino di esistere. Questo mondo è sotto una terribile minaccia, tutto ciò è causato da noi. Per me, ogni creatura, umana o non umana, ha un uguale diritto alla vita, e questa sensazione, questa convinzione che ogni animale e io siamo uguali, mi influenza ogni volta che incornicio un animale nella mia macchina fotografica. Le foto sono la mia elegia di queste belle creature, di questo mondo strabiliante e bello che sta costantemente, tragicamente, svanendo sotto i nostri occhi” sostiene Nick Brandt. Nato e cresciuto a Londra, ha studiato pittura e film alla Saint Martin’s School of Art, per trasferirsi nel 1992 a Los Angeles, dove ha diretto diversi video musicali per svariati artisti tra cui Michael Jackson, Moby, Jewel, XTC. Ma la sua rivelazione fu nel 1995: quando in Africa orientale per lavoro si innamorò della sua natura e dei suoi animali. E, decise di rappresentarli con una tecnica tutta sua, in bianco nero, e con uno spirito e un’anima che li rende unici. Tra i suoi libri, che si acquistano su Amazon o sul suo sito, www.nickbrandt.com, c’è la trilogia di On This Earth, con introduzione di Jane Goodall e prefazione di Alice Sebold, A Shadow Falls, Accross the Ravaged Land. Nel 2010 ha fondato la Big Life Foundation per preservare il delicato ecosistema di Kenya e Tanzania e combattere il bracconaggio. Altri suoi volumi, che comprendono anche suoi progetti di artista attivista, sono Inherit the Dust, che vuole testimoniare il cambiamento del continente africano, in particolare l’intervento umano su luoghi della natura dove prima c’erano gli animali, e This Empty World, sempre in tema sulla distruzione della natura africana da parte dell’uomo.

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