Perché le auto si chiamano così? Dieci esempi di nomi curiosi

Perché le auto si chiamano così? Dieci esempi di nomi curiosi

di Marco Coletto

Dai mammiferi marini alle popolazioni dell’Iran, passando per venti, orsi e sigle misteriose: ecco come sono nati alcuni dei nomi più originali del mondo delle quattro ruote

Dietro il nome di un’automobile si nasconde spesso molto di più di quanto si possa immaginare. Se alcuni modelli si affidano a semplici sigle e numeri, altri puntano su parole capaci di evocare prestazioni, avventura o tecnologia già prima di mettersi al volante.

La scelta del nome rappresenta una fase fondamentale nello sviluppo di una nuova vettura. Esistono addirittura aziende specializzate che si occupano esclusivamente di questo aspetto: il loro compito è trovare denominazioni efficaci, facili da ricordare, pronunciabili in tutto il mondo e soprattutto in grado di comunicare l’identità del modello. Un naming riuscito è più efficace di una riuscita campagna pubblicitaria.

Le strategie seguite dalle Case sono molteplici. C’è chi preferisce le sigle alfanumeriche, utili per identificare il posizionamento all’interno della gamma, e chi invece sceglie riferimenti alla natura, agli animali, ai luoghi geografici o a concetti legati alla velocità e alla libertà di movimento.

In altri casi i nomi vengono creati completamente da zero: parole che non hanno un significato preciso ma che sono studiate per evocare sensazioni e qualità ben definite. Dalla BYD Seal alla Volkswagen Passat, ecco dieci esempi che dimostrano quanto può essere interessante la storia nascosta dietro il nome di un’auto.

BYD Seal

BYD Seal

La cinese BYD ha deciso di legare gran parte della propria gamma al mondo dei mammiferi marini. Accanto alle Dolphin e alla Sealion (“leone marino”) 7 trova posto anche la Seal, berlina elettrica introdotta nel 2022 il cui nome significa semplicemente “foca”. Disponibile con trazione posteriore e 313 CV oppure in versione integrale bimotore da 530 CV, è proposta a partire da 45.900 euro.

Honda Prelude

Honda Prelude

Per la coupé oggi arrivata alla sesta generazione, Honda scelse nel 1978 un nome ispirato al mondo della musica. Prelude significa infatti “preludio”, una soluzione in linea con quella adottata due anni prima per la berlina Accord. Esiste però una curiosità poco nota: il nome era già stato registrato da Toyota, che ne concesse l’utilizzo alla rivale. La sportiva full hybrid giapponese monta un motore 2.0 ibrido benzina da 184 CV e costa 50.900 euro.

Jeep Compass

Jeep Compass

Giunta alla terza generazione, la Jeep Compass porta nel nome uno degli strumenti più amati dagli esploratori: la bussola (“compass” in inglese). Una scelta che comunica immediatamente l’idea di viaggio, avventura e capacità di raggiungere qualsiasi destinazione, valori da sempre associati al marchio statunitense. Questa SUV media disponibile a trazione anteriore o integrale è in vendita a prezzi che partono da 40.900 euro e ha una gamma motori composta da cinque unità: un 1.2 turbo tre cilindri mild hybrid benzina da 145 CV, un 1.6 turbo ibrido plug-in benzina da 224 CV e tre propulsori elettrici da 213, 231 e 375 CV.

Nissan Qashqai

Nissan Qashqai

Nissan nel 2006 ha scelto un nome decisamente insolito per il suo modello di punta, un mezzo che ha rivoluzionato il concetto di SUV compatta: Qashqai è infatti una popolazione presente in Iran, Anche in questo caso si tratta di un richiamo agli spazi sconfinati e all’off-road. Questa ibrida a trazione anteriore o integrale, arrivata alla terza generazione e sviluppata sullo stesso pianale della Renault Austral, è offerta con due motori 1.5 turbo tre cilindri benzina: un mild hybrid da 158 CV e un full hybrid da 205 CV. Prezzi da 33.100 euro.

Peugeot Rifter

Peugeot Rifter

Per sottolineare il carattere “avventuroso” della sua multispazio Peugeot ha deciso di creare un nome completamente nuovo. Rifter è stato studiato per evocare il mondo delle attività all’aria aperta. Offerta in due varianti di carrozzeria (“normale” lunga 4,41 metri o Long di 4,75 metri), è disponibile con quattro motori: un 1.2 turbo tre cilindri benzina da 110 CV, due 1.5 turbodiesel da 102 e 131 CV e un’unità elettrica da 136 CV. I prezzi? Da 27.080 euro.

Porsche 911

Porsche 911

Oggi è uno dei nomi più famosi dell’automobilismo ma inizialmente la Porsche 911 avrebbe dovuto chiamarsi 901. La Peugeot, però aveva registrato per la Francia tutti i numeri a tre cifre con lo zero centrale e, per evitare di cambiare la denominazione solo in un Paese, la Casa tedesca scelse 911 per tutti i mercati. Disponibile coupé o cabriolet, è in vendita a prezzi che partono da 145.376 euro e ha una gamma motori boxer sei cilindri composta da sei unità: quattro benzina (due 3.0 biturbo da 394 e 480 CV, un 4.0 da 510 CV e un 3.6 biturbo da 650 CV) e due 3.6 ibridi benzina (turbo da 541 CV e biturbo da 711 CV).

Skoda Kodiaq

Skoda Kodiaq

Il nome della Skoda Kodiaq richiama l’orso kodiak, uno dei più grandi predatori terrestri. La lettera finale “q” rappresenta invece un riferimento alla lingua degli aleuti, popolazione indigena delle isole Aleutine tra Alaska e Russia. La seconda generazione della SUV media ceca, disponibile a trazione anteriore o integrale, è sviluppata sullo stesso pianale della Volkswagen Tayron e i suoi prezzi partono da 42.050 euro. Sei i motori, tutti turbo: un 1.5 mild hybrid benzina da 150 CV, due 2.0 benzina da 204 e 265 CV, un 1.5 ibrido plug-in benzina da 204 CV e due 2.0 diesel da 150 e 193 CV.

Suzuki Swift

Suzuki Swift

Swift in italiano significa “veloce”: una definizione perfetta che evoca la capacità della piccola Suzuki di sgusciare nel traffico cittadino. È una giapponese mild hybrid benzina offerta a trazione anteriore o integrale in vendita a prezzi che partono da 21.450 euro. Uno solo il motore: un 1.2 tre cilindri da 83 CV.

Toyota bZ4X

Toyota bZ4X

Più che un nome quello della Toyota bZ4X è un codice fiscale. La sigla bZ significa “beyond Zero” (cioè “oltre le zero emissioni) e identifica la famiglia di elettriche del marchio giapponese, il numero 4 richiama le dimensioni simili a quelle della RAV4 mentre la X indica la natura crossover del modello. “Gemella” della Subaru Solterra, è una SUV media offerta in due varianti di carrozzeria (“normale” lunga 4,69 metri o Touring di 4,83 metri) a prezzi da 42.500 euro. C’è a trazione anteriore (con 169, 224 o 227 CV) o integrale bimotore con 347 o 384 CV.

Volkswagen Passat

Volkswagen Passat

Passat è il nome tedesco degli alisei, venti che soffiano con regolarità nelle zone tropicali. Non si tratta di un caso isolato: la Volkswagen si è spesso legata ai fenomeni atmosferici. Polo, Golf e Jetta richiamano infatti rispettivamente i venti polari, la corrente del Golfo e quella a getto. Arrivata alla nona generazione e disponibile solo station wagon a trazione anteriore o integrale, condivide il pianale con la Skoda Superb ed è in vendita a prezzi che partono da 44.600 euro. Sei i motori, tutti turbo: un 1.5 mild hybrid benzina da 150 CV, due 1.5 ibridi plug-in benzina da 204 e 272 CV e tre 2.0 diesel da 122, 150 e 193 CV.