Speed Legends: 32 moto leggendarie raccontano la storia della MotoGP a EICMA 2026
Dalla Moto Guzzi 8 cilindri alle Yamaha di Valentino Rossi, fino alla Ducati di Bagnaia e alla nuova Aprilia RS-GP26. A EICMA 2026 una mostra ripercorre oltre settant’anni di motociclismo attraverso le moto che hanno segnato la storia delle corse
Trentadue motociclette, oltre settant'anni di competizioni e alcuni dei piloti che hanno cambiato il volto del motociclismo. A EICMA 2026, la mostra Speed Legends riunisce per la prima volta in Italia una selezione di modelli che hanno segnato la storia della classe regina, dalle prime 500 alle moderne MotoGP. Un percorso che permette di osservare da vicino l'evoluzione delle moto da competizione, tra intuizioni progettuali, ricerca tecnologica e rivalità sportive.
Allestita al padiglione 22 di Fiera Milano Rho, l'esposizione parte dal 1949, con la AJS Porcupine di Leslie Graham, primo campione del mondo della classe 500, per arrivare all'Aprilia RS-GP26, esemplare della stagione attuale. Nel mezzo ci sono le moto di Giacomo Agostini, Barry Sheene, Kevin Schwantz, Mick Doohan, Valentino Rossi, Casey Stoner, Jorge Lorenzo, Marc Márquez e Francesco Bagnaia.
Dalle prime 500 alla rivoluzione tecnologica
Tra i modelli che raccontano gli inizi del Motomondiale spicca la Moto Guzzi 8 cilindri del 1955, una delle realizzazioni più sorprendenti nella storia dell'ingegneria motociclistica. Il suo motore V8 rappresentava una soluzione tecnica decisamente fuori dagli schemi, testimonianza di un periodo in cui i costruttori sperimentavano architetture e configurazioni diverse per spingere sempre più in là i limiti delle prestazioni. Accanto a lei ci sono la MV Agusta 6 cilindri del 1958 e la Norton Manx del 1960.
Gli anni Sessanta e Settanta sono rappresentati da modelli come la Benelli Quattro di Mike Hailwood, la Ducati 500 Bicilindrica di Bruno Spaggiari e le MV Agusta di Giacomo Agostini e Phil Read. In mostra anche la Yamaha OW23 del 1975, legata al passaggio di Agostini alla casa giapponese dopo i successi conquistati con MV Agusta.
Con gli anni Ottanta e Novanta cambia anche il modo di interpretare le corse. La Suzuki di Barry Sheene, la Yamaha OW86 di Eddie Lawson e la Suzuki RGV di Kevin Schwantz raccontano una stagione caratterizzata da grandi rivalità e da un'evoluzione sempre più rapida delle tecnologie. Tra le protagoniste figurano inoltre la Honda NSR di Mick Doohan e la Cagiva C593 di John Kocinski, espressioni di un periodo in cui la competizione tra i costruttori diventa sempre più sofisticata.
Valentino Rossi, Márquez e Bagnaia: le moto dei campioni
Il passaggio alla MotoGP, nel 2002, apre una nuova fase. L'elettronica assume un ruolo crescente, l'aerodinamica diventa progressivamente più sofisticata e lo sviluppo tecnico si concentra su ogni dettaglio in grado di migliorare accelerazione, frenata e stabilità in curva.
A rappresentare questa trasformazione ci sono le Yamaha YZF-M1 di Valentino Rossi del 2004 e del 2009, due moto legate ad altrettanti momenti importanti della carriera del pilota italiano. Accanto a loro, la Ducati Desmosedici GP6 di Loris Capirossi e la GP8 di Casey Stoner raccontano il percorso della casa di Borgo Panigale verso il vertice della categoria.
La mostra prosegue con la Yamaha di Jorge Lorenzo, la Honda RC213V di Marc Márquez, la KTM RC16 di Pol Espargaró e la Yamaha di Fabio Quartararo. Presente anche la Ducati Desmosedici GP22 di Francesco Bagnaia, protagonista del titolo mondiale conquistato nel 2022.
A chiudere il percorso è l'Aprilia RS-GP26, che rappresenta lo stato attuale della tecnologia MotoGP. La sua presenza guarda già alla prossima trasformazione della categoria: dal 2027, infatti, la cilindrata massima passerà dagli attuali 1.000 agli 850 cc, inaugurando una nuova fase nello sviluppo delle moto da Gran Premio.