Pelle uomo, come indossarla nell’inverno 2026-27: le migliori idee di stile
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Pelle uomo, come indossarla nell’inverno 2026-27: le migliori idee di stile

di Tiziana Molinu

Hermès, Saint Laurent, Tod’s: le collezioni menswear AI 2026/27 portano la pelle anche nel territorio della sartorialità. Dal classico chiodo al full look: scopriamo le migliori combinazioni di stagione

Nel 1953 Marlon Brando entra in scena nel Selvaggio in sella a una Triumph, con un chiodo nero addosso. Da quel momento la giacca da motociclista diventa prima l'uniforme dei ribelli, poi dei rocker e infine un po' di tutti noi. Settant'anni dopo la pelle è ancora una grande protagonista del guardaroba maschile. Lo confermano anche Gucci, Saint Laurent, Prada, Hermès, Bottega Veneta che nelle sfilate uomo dell'autunno-inverno 2026-27 che l'hanno spinta oltre il classico chiodo nero. La pelle, materia rigida e protettiva per definizione, entra in questa stagione con naturalezza. Resta da capire come portarla, capo per capo.

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I capospalla in pelle di stagione

Il bomber e il chiodo restano i capi in pelle più facili da indossare prestandosi sia ad abbinanti casual che quelli più formali; perfetti tanto con un jeans tanto quanto con un pantalone sartoriale per intenderci. Anche se le passerelle più recenti spingono più sull'accostamento alla sartoria. Da Officine Générale, marchio parigino fondato da Pierre Mahéo nel 2012, un bomber nero in pelle va sopra un blazer scuro e un henley chiaro, mentre una giacca marrone dal taglio squadrato copre un completo grigio in lana. Da Hermès, nell'ultima collezione firmata da Véronique Nichanian dopo 37 anni alla guida dell'uomo, la pelle è stata protagonista, qui i bomber erano perlopiù foderati di shearling e portati con camicie e pantaloni sartoriali. Sacai, il marchio giapponese di Chitose Abe, propone un modello in pelle marrone dal taglio biker con camicia bianca, cravatta nera e pantaloni ampi. Tod's lavora la pelle cognac su un giubbotto con cappuccio, accanto a blouson e camicie-giacca in suede color cuoio e antracite.

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Con blazer e cappotti la pelle assume un carattere più d'impatto. Hermès ha aperto aperto lo show del 24 gennaio con un lungo cappotto nero in pelle su camicia e cravatta, poi ha mandato in passerella un completo gessato interamente in pelle, un blazer stampa coccodrillo e un trench con cintura. Saint Laurent, nella sfilata del 27 gennaio alla Bourse de Commerce, raddoppia i completi classici in pelle nera lucida e accosta trench lucidi a stivali alti fino alla coscia. Bottega Veneta, con la seconda collezione di Louise Trotter presentata a Milano a fine febbraio, porta l'intrecciato su un trench e disegna una cappa-cappotto in pelle blu notte. Il cappotto in pelle chiede una regola sola: trattarlo come un cappotto di lana. Quindi sopra la maglieria essenziale, la camicia, la cravatta, il pantalone con la piega. I colori che ricorrono in passerella sono il nero, il testa di moro, il taupe e il cognac.

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Il nodo dei pantaloni

Il pantalone in pelle è la scelta più delicata. E arriva in una stagione che ha riaperto la questione della silhouette. Lo sappiamo, lo slim è tornato a sfilare. In pelle, però, il rischio è quello di spostare il capo verso il costume: il rocker, il fetish, il palco. Per l'uso quotidiano si può iniziare con un modello dritto o leggermente ampio. La gamba lascia spazio al movimento, il materiale non aderisce eccessivamente al corpo e il risultato è meno legato a un immaginario caricaturale. Un pantalone nero dalla linea dritta, abbinato a un maglione grigio, un cappotto lungo e un paio di stivali essenziali, è un buon punto di partenza. Anche il marrone scuro può funzionare, soprattutto con tonalità neutre e texture opache.

La scelta più intelligente, dunque, non è necessariamente quella più alla moda. Se si indossano già pantaloni sartoriali ampi o denim rilassati, un modello di pelle dritto o wide-leg sarà probabilmente più facile da integrare. Se invece già si prediligono silhouette affusolate e slim, si può sperimentare con una gamba più stretta. In entrambi i casi, il pantalone deve sembrare parte di un guardaroba esistente, non un capo acquistato per inseguire una tendenza. Il pantalone in pelle non si improvvisa.

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Total leather: sì, ma con criterio

L'ultimo passo è la pelle dalla testa ai piedi. Le passerelle lo propongono senza esitazioni. Nella vita reale, ill total look si può portare, ma chiede attenzione. La regola è l'omogeneità: stessa pelle, stessa grana, stessa lucidità, meglio ancora capi della stessa collezione, nati per stare insieme. Un chiodo lucido su un pantalone opaco, o due neri di tonalità diverse, danno l'idea di pezzi accostati per caso. Con superfici coerenti il look appare pensato e misurato. Lo stesso criterio vale per il resto. La pelle ha già un peso visivo forte e fa da sola il lavoro, quindi meglio evitare accessori opulenti, gioielli vistosi, loghi in evidenza. Bastano un dolcevita in maglia fine o una camicia, una cintura discreta, uno stivale o un mocassino nero, come negli esempi visti da Hermès. Il resto lo fa la materia.