Couture, con Angelina Jolie dentro Maison Chanel e il dietro le quinte della Fashion Week

Couture, con Angelina Jolie dentro Maison Chanel e il dietro le quinte della Fashion Week

di Simona Santoni

Il film va nel backstage delle sfilate, nel microcosmo di truccatrici, sarte e modelle in prove di catwalk. Con la diva americana che sale l’iconica scalinata di rue Cambon

«Mi segua, rischierebbe di perdersi in questo labirinto». Ed è così che Angelina Jolie entra in Maison Chanel - e noi insieme a lei -, in rue Cambon a Parigi, nel film Couture, dal 26 agosto al cinema.
Dopo pochi minuti è chiamata a definire la moda in due parole e lei risponde così: «Inutile e necessaria». E tra shooting, mani operose di sarte, modelle con i piedi piagati da scarpe vertiginose, accediamo al dietro le quinte più esclusivo, quello della Paris Fashion Week. E per voi, cos’è la moda?

Angelina Jolie Couture Maison Chanel
Credits: Plaion Pictures
Angelina Jolie nell'iconica scalinata di Maison Chanel in "Couture"

Nel backstage della Paris Fashion Week

Già svelatosi alla Festa del Cinema di Roma e al Toronto International Film Festival, Couture non è il classico fashion movie. Non ha l’aura patinata de Il diavolo veste Prada, non c’è un rincorrersi di outfit da urlo. La regista francese Alice Winocour preferisce soffermarsi su quello che c’è dietro al luccichio e alle immagini, interessata a raccontare «non cosa vediamo della moda, ma ciò che si cela dietro le quinte e le apparenze».

Per questo per un anno, mentre scriveva la sceneggiatura, si è immersa nel backstage delle sfilate. Ha incontrato truccatori, sarte, le mani invisibili dietro la Settimana della moda, ma anche modelle, lontano dalle passerelle, tra un défilé e l'altro, nella loro intimità. «La prima parte del film è nata da questi incontri», ha affermato.

Questo microcosmo di quotidianità senza paillettes è raccontato attraverso le storie di alcune donne percorse da aspirazioni e fragilità. C’è Angelina Jolie, il perno, nei panni di una regista americana di horror indie chiamata a girare un corto per una prestigiosa Maison francese. C’è Anyier Anei, come il suo personaggio Ada modella sud-sudanese, nata e cresciuta in Kenya e trasferitasi a Parigi, con gli studi di Farmacia interrotti per affermarsi sui catwalk.

E poi Ella Rumpf, che interpreta una make-up artist del "team glamour" che in tempi record – e stipendi da rincorrere – prepara le protagoniste della runway (e intanto cura la loro anima con un sorriso). Fino a Garance Marillier, la sarta Christine al suo primo abito in solitaria, destinato ad aprire la sfilata.

Ella Rumpf e Anyier Anei nel film "Couture"
Credits: Plaion Pictures
Ella Rumpf e Anyier Anei nel film "Couture"

Angelina Jolie e l'iconica scalinata di Chanel

Il film è stato girato all'interno dello showroom e dell’atelier Haute Couture di Chanel, in rue Cambon 31 a  Parigi, a pochi passi dai Giardini delle Tuileries, in un indirizzo entrato nella leggenda della moda, che da qui dal 1918 si rinnova stagione dopo stagione. È facile riconoscere l’iconica scala a specchi in stile Art Déco, la stessa che Coco Chanel usava per assistere alle sue sfilate senza essere vista, sedendosi in cima: lì Angelina Jolie sale i gradini e si riflette nel gioco di specchi. «Questi sono i saloni dove le clienti provano gli abiti», le viene spiegato. «La sartoria è di sopra».

Alla regista è stato consentito un accesso speciale alle sfilate Chanel e al lavoro a riflettori spenti, anche se il nome dell’etichetta non compare. «Volevamo unire la finzione alla realtà di una vera Maison di moda», ha spiegato Winocour. «Ma per me, e per la coerenza del film,  era importante che non ci fosse alcun logo e che la Maison rimanesse fittizia».

Quando la sartoria poi si svela, con mani che incidono orli, applicano spille e maneggiano forbici, sono le stesse sarte Chanel a interpretare se stesse. Scopriamo così anche piccoli rituali scaramantici: cucire un proprio capello all’interno dell’abito? Un portafortuna.
Anche Anyier Anei, la modella attrice, ha gravitato nell’orbita della celebre casa di moda francese, oltre ad aver lavorato con altri marchi prestigiosi come Prada e Saint Laurent.

Dalle prove per la sfilata arrivano altre curiosità per fashion lover. «Simile a una piuma: se è per Chanel devi camminare così, con molta eleganza», spiega una modella in Couture all’ultima arrivata. «Per Louis Vuitton invece come una molto tosta, sexy e misteriosa».

I fantasmi del passato

In questo sottobosco laborioso, la vita irrompe. Dietro la dimensione effimera di flash e mise statuarie, riecheggia il destino di Maxine, il personaggio di Angelina Jolie, che si trova ad affrontare svolte di trame che non possono che toccarla da vicino, avendo perso sua madre e sua nonna per cancro al seno ed essendosi sottoposta a doppia mastectomia preventiva.

«Angelina è una star di enorme successo, che opera nel cuore del sistema hollywoodiano, ma è anche profondamente marginale, ribelle a ogni autorità», dice di lei Winocour. «La amo terribilmente per questo, per questa solitudine e questa diversità».

Jolie ci mette tutta se stessa, con sensibilità sussurrata e coinvolgimento delicato, anche se nel complesso Couture resta un film dai contorni quasi indefiniti e a tratti anemico, non riuscito. Il titolo originale, Coutures, in francese significa “cuciture”: ma storie e dettagli fashion non sono cuciti insieme così bene, con ampie concessioni alla noia.

E pensare che Coco Chanel diceva: «Tra me e la noia c’è una lotta all’ultimo sangue. Quando sarà lei - la noia - a vincere, allora morirò».