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10 cocktail intramontabili più bevuti al mondo

di Chiara Degl’Innocenti - 23 Gennaio 2019

Gli old style più richiesti, più amati e più preparati, anche dai grandi bartender. Una lista stilata da Drinks International in base alle vendite. Sul podio Old Fashioned, Negroni e Whisky Sour

Classici, intramontabili, sempre sulla cresta dell’onda. Sono i 10 cocktail più richiesti al mondo elencati in una classifica di bestseller stilata dall’autorevole Drinks International che sottolinea quanto le “vecchie” ricette, con annesse rivisitazioni dovute ai capricci della moda, abbiano mantenuto alto il loro indice di gradimento così come erano state create in origine. Circa 130 barman di 38 Paesi diversi hanno stilato la propria top ten in base alle vendite.

1. Old Fashioned
Un nome una garanzia. Old Fashioned per il quinto anno consecutivo mantiene il primo posto nella lista di Drinks International e tra le preferenze degli appassionati di whisky. La sua storia è interessante: catalogato dalla IBA tra gli unforgettables, nasce a New York intorno alla fine Ottocento. Si può preparare con Bourbon oppure con Rye Whiskey, una zolletta di zucchero bagnata con due gocce di angostura, una spruzzata di soda e tanto ghiaccio da riempire il bicchiere. La gradazione, circa 30 gradi, non stona al palato ma lo rende un cocktail raffinato dal gusto deciso e speziato. Top una ciliegia al maraschino servita come guarnizione.

2. Negroni
Tutto ha inizio a Firenze tra il 1919 e il 1920 quando il conte Camillo Negroni richiede un Americano più “forte” al barista Fosco Scarselli, il quale lo accontenta con una spruzzatina di Gin in sostituzione del seltz, in onore agli ultimi viaggi che il conte aveva fatto a Londra. Il resto è storia. Il Negroni, composto da gin, un po’ di vermouth rosso e Campari, si aggiudica oggi il podio come secondo classificato grazie al 19% dei bartender che dichiara questa icona italiana come la numero uno tra gli intramontabili.

3. Whisky Sour
Il Whisky Sour è il re dei cocktail sour, ossia i drink preparati con distillato, succo di limone fresco e zucchero. Avvolgente e seducente vuole che le sue origini provengano dalla prima ricetta scritta di Jerry Thomas nel suo libro intitolato How to Mix Drinks or The Bon-Vivant’s Companion nel 1862 anche se al momento la trend vede l’utilizzo dello sciroppo di zucchero al posto dello zucchero nel bicchiere.

4. Daiquiri
Il Daiquiri è il cocktail a base di rum, lime e zucchero dalla provenienza caraibica. Un classico cubano passato dai palati dei marinai inglesi del 1700 per combattere lo scorbuto alle coppe dei bar stilosi di New York. Molto amato da Ernest Hemingway, raggiunge il quarto posto per i migliori bar del mondo.

5. Manhattan
Risale la classifica di Drinks International il Manhattan. Giunto alla quinta posizione questo drink è legato a una leggenda che lo vuole nato al Manhattan Club di New York, durante un banchetto, nel 1874, da un’idea della madre dello statista inglese Winston Churchill, Jennie Jerome, grande appassionata di distillati e liquori. La ricetta prevede 5 cl di rye o Canadian whiskey, 2 cl di vermut rosso, 1 ciliegia al Maraschino, Angostura, ghiaccio, buccia di limone (a chi piace).

6. Dry Martini
Se le origini del Dry Martini non sono chiare, la sua popolarità lo è tra i clienti dei bar più di tendenza. Raggiunta la sesta posizione, questo classico a base di gin ha solo due ingredienti ma è considerato “un arcobaleno di gusto”. La ricetta vuole 3/4 di gin e 1/4 di vermut dry, sporcato solo il ghiaccio, un filo di vermut, oppure un’oliva.

7. Espresso Martini
Grazie alla sua rinascita, l'Espresso Martini è ora un classico. Gli ingredienti sono semplici: caffè, vodka e sciroppo di zucchero. Semplice ma potente.

8. Margarita
Il Margarita mantiene il suo posto nella top ten di Drinks International e, come il 2018, resta all’ottava posizione.  Portabandiera del Messico, l’ingrediente principale è la tequila, vuole che le sue origini lo colleghino all’attrice Marjorie King, che intollerante agli alcolici potesse sopportare di bere solo tequila. Siamo nei primi anni del ‘900 ma la ricetta è rimasta la stessa: tequila, appunto, triple sec e succo di lime o limone.

9. Aperol Spritz
L'Aperol Spritz, creato dai fratelli Barbieri nel 1900, in risposta a un leggero pre-dinner a base di Aperol, raggiunge il successo globale tanto da essere inserito negli elenchi dell’IBA (International Bartenders Association) con la denominazione di “Spritz veneziano” grazie anche a ingredienti come il prosecco e una spruzzata di soda o seltz.

10. Moscow mule
Scende al decimo posto il Moscow Mule che nulla ha a che vedere con Mosca ad eccezion fatta per il distillato base, la vodka. Creato nel 1941 in un bar di New York, il Chatham, nasce dall’idea di due imprenditori disperati che vogliono risollevare la propria attività: John G. Martin, che non riusciva a distribuire negli Stati Uniti la vodka Sminoff e Jack Morgan, proprietario del Cock’n’Bull Tavern in Sunset Boulevard, che tentava di lanciare il suo Ginger Beer (un soft drink a base di zenzero). Con l’aggiunta di lime i due inventarono questo cocktail corroborante.

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