Andrea Iannone: la nuova avventura nel Mondiale Harley-Davidson Bagger
Courtesy FIM World Championship Grand Prix

Andrea Iannone: la nuova avventura nel Mondiale Harley-Davidson Bagger

di Cristina Marinoni

Dalla Superbike alla FIM Harley-Davidson Bagger World Cup: il pilota abruzzese racconta la sfida di un campionato inedito, tra moto da oltre 220 CV, adrenalina e una filosofia di libertà che va oltre la pista

Insegnava il Buddha che non è doloroso il cambiamento, ma la resistenza al cambiamento. Se c'è qualcuno che segue l'onda, quello è Andrea Iannone, metà vita trascorsa dietro il cupolino con la predisposizione positiva di chi non ha niente da perdere. Dal CIV (nel 2004) alla WorldSBK (biennio concluso nel 2025), a 37 anni (il 9 agosto), il rider abruzzese si sta mettendo ancora in gioco: un Mondiale nuovo di zecca era un'occasione troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire.

È la FIM Harley-Davidson Bagger World Cup, sei tappe (durante i weekend selezionati del Motomondiale) di due gare ciascuna. La prima competizione mondiale dedicata alle bagger di Milwaukee regalerà spettacolo, emozioni ed esperienze esclusive anche al MotorLand di Aragón (Spagna, 28–30 agosto): nel paddock aperto al pubblico all'interno della MotoGP Fan Zone, per esempio, dove gli assi del tracciato sono sempre vicinissimi. Tanto quanto le loro Harley-Davidson altamente custom.

Andrea Iannone
Courtesy FIM World Championship Grand Prix

Il modello di serie più prossimo alle configurazioni racing è la Road Glide CVO, il top di sviluppo e performance su strada, che attraverso componenti e soluzioni tecniche viene alleggerita, potenziata e ottimizzata per le prestazioni in circuito. Il bello del campionato sta proprio nelle specifiche identiche per tutte le moto: esaltano le doti dei dieci piloti internazionali, delle quattro squadre iscritte dall'intero globo e rendono avvincente ogni sorpasso.

A guidare Andrea (due milioni e mezzo di follower circa) sono ancora la passione, il talento e la determinazione. «Test e primo round negli Stati Uniti saltati, le cose complicate mi attirano. L'avventura con la squadra indonesiana Niti Racing è interessante, divertente, mi piace». E gli ha già regalato tre podi: il successo all'esordio di maggio al Mugello (ultimo giro da standing ovation), mentre ad Assen, a giugno, sono arrivati un terzo e un secondo posto.

Andrea Iannone
Courtesy FIM World Championship Grand Prix

«Essere subito competitivo è stata una soddisfazione, gli avversari sono forti e credo che il mio arrivo abbia alzato il livello: battermi aumenta il valore di chi ci riesce. Qui mi considero un pioniere, non so quanti altri si sarebbero presi il rischio: con una carriera come la mia alle spalle, non era facile aprire un varco in questo campionato. Magari molti prenderanno spunto», racconta The Maniac, «perché cerco la perfezione. I millesimi fanno la differenza e sto attento al minimo dettaglio».

Scatta – come il numero 29 appena si spengono i semafori in griglia di partenza – la domanda sulle prestazioni del bolide simbolo del sogno americano. «La bagger derivata dalla piattaforma della Road Glide è una vera moto da corsa, in più racchiude l'anima dell'iconica casa costruttrice del Wisconsin: il motore bicilindrico a V di 45 gradi raffreddato ad aria. Con oltre 220 CV di potenza e 200 Nm di coppia, ho toccato i 270 km orari, ma raggiunge tranquillamente i 300; pesa 280 kg, eppure in Olanda siamo andati solo dieci secondi più lenti dei prototipi, incredibile. La guida è cruda, pura, anche grazie al controllo elettronico nullo che restituisce la gestione ai piloti. Progettata per la pista, conserva in modo straordinario il suo design originale, borse laterali incluse. Quello stile entrato nella storia, che risuona nel rombo inconfondibile, la rende unica e affascinante come nessuna».

andrea iannone
Courtesy FIM World Championship Grand Prix

Parlare di Melissa, così si chiama la sua bagger, lo porta a raccontare il motivo profondo che l'ha convinto a correre nel neonato Mondiale monomarca. «La Harley-Davidson si fonda sulla libertà, principio che condivido – non ho mai chiesto il permesso per essere me stesso – e sul rispetto delle diversità. In un periodo storico senza pace, la community HD dà un esempio meraviglioso di inclusione. Unisce milioni di persone, chi sta dentro gli schemi e chi sta fuori, e nel confronto immune dai pregiudizi ogni identità risalta e si arricchisce».