Perché a settembre tutti ricominciano ad allenarsi: l’errore che porta quasi tutti a mollare

Perché a settembre tutti ricominciano ad allenarsi: l’errore che porta quasi tutti a mollare

di Francesco De Nicola

A settembre palestra, corsa e fitness tornano tra i buoni propositi. Ma partire troppo forte è l’errore che può far saltare la routine: ecco come allenarsi con costanza.

Le vacanze finiscono, la routine riprende e milioni di persone decidono che è arrivato il momento di rimettersi in forma. Le palestre registrano un'impennata di iscrizioni, le app dedicate al fitness tornano tra le più scaricate e l'allenamento diventa uno dei buoni propositi più diffusi del rientro. Poi, quasi senza accorgersene, qualcosa cambia. Il lavoro riprende a pieno ritmo, gli impegni aumentano, la stanchezza si fa sentire e gli allenamenti iniziano a saltare. Prima uno, poi due, poi un'intera settimana. Nel giro di poco tempo, quella che sembrava una nuova routine torna a essere un progetto rimandato. La domanda è inevitabile: perché è così difficile mantenere l'abitudine di allenarsi dopo l'estate?

Perché settembre ci fa venire voglia di ricominciare

Non è soltanto una sensazione. Gli psicologi parlano di "fresh start effect", l'effetto nuovo inizio: alcuni momenti dell'anno, come settembre, il compleanno o l'inizio di un nuovo lavoro, vengono percepiti dal cervello come l'occasione ideale per cambiare abitudini. Dopo settimane di ferie, ritmi più rilassati e qualche eccesso a tavola, è naturale voler recuperare energia, migliorare la salute e tornare a fare attività fisica. Il problema è che iniziare è relativamente semplice. Continuare lo è molto meno.

L'errore che fanno quasi tutti

La maggior parte delle persone cerca di recuperare il tempo perso nel minor tempo possibile. Cinque allenamenti alla settimana, sedute lunghissime, dieta rigidissima e aspettative elevate sembrano il modo migliore per rimettersi in forma. In realtà sono spesso il motivo principale dell'abbandono. Quando il corpo inizia ad accusare la fatica e la routine quotidiana riprende, la motivazione cala rapidamente. Basta saltare qualche allenamento perché subentrino frustrazione e senso di colpa, fino a smettere completamente. Il problema, però, non è la mancanza di forza di volontà. È aver scelto un programma impossibile da sostenere nel tempo.

Motivazione e costanza non sono la stessa cosa

Uno degli equivoci più diffusi è pensare che serva sentirsi motivati ogni giorno. Non è così. La motivazione è un'emozione e, come tutte le emozioni, cambia continuamente. La costanza, invece, nasce dalle abitudini. Chi riesce ad allenarsi per mesi o per anni non è necessariamente più determinato degli altri: ha semplicemente trasformato l'attività fisica in una parte della propria routine, senza aspettare ogni volta di "averne voglia". È questa la vera differenza tra un buon proposito e uno stile di vita.

Cosa succede al corpo quando ricominci ad allenarti

Molti si aspettano cambiamenti immediati allo specchio. In realtà i primi benefici arrivano molto prima. Allenarsi con regolarità migliora la qualità del sonno, aumenta i livelli di energia, aiuta a gestire lo stress, favorisce il benessere psicologico e contribuisce a migliorare la salute cardiovascolare e la forza muscolare. Secondo le linee guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, gli adulti dovrebbero svolgere almeno 150-300 minuti di attività fisica aerobica moderata alla settimana, oppure 75-150 minuti di attività intensa, associando esercizi di rafforzamento muscolare almeno due giorni alla settimana. Il primo risultato da cercare, quindi, non è il numero sulla bilancia, ma il modo in cui ci si sente ogni giorno.

Quante volte allenarsi a settimana per iniziare

Può sembrare controintuitivo, ma i programmi più efficaci sono quasi sempre quelli più semplici. Tre allenamenti ben programmati alla settimana producono generalmente risultati migliori rispetto a programmi estremamente intensi destinati a durare solo pochi giorni. La costanza batte quasi sempre l'intensità. Ed è proprio la continuità, più della motivazione iniziale, a determinare i risultati nel lungo periodo.

I sette errori che ti fanno smettere dopo poche settimane

Chi abbandona l'allenamento a settembre commette spesso gli stessi errori.

  • Voler recuperare mesi di inattività in pochi giorni.
  • Allenarsi tutti i giorni senza recupero.
  • Copiare programmi pensati per persone già allenate.
  • Cambiare contemporaneamente alimentazione, sonno e attività fisica.
  • Cercare risultati immediati.
  • Saltare un allenamento e convincersi di aver ormai fallito.
  • Affidarsi esclusivamente alla motivazione.

Come trasformare l'allenamento in un'abitudine

Le strategie più efficaci sono anche le più semplici. Programmare gli allenamenti negli stessi giorni della settimana, iniziare con obiettivi realistici, scegliere un'attività che piaccia davvero e aumentare gradualmente intensità e carichi rende molto più facile mantenere la routine. Anche accettare qualche imprevisto è fondamentale. Saltare un allenamento non compromette il percorso. Rinunciare definitivamente, invece, sì.

Il vero obiettivo non è la prova costume

Per anni l'attività fisica è stata raccontata quasi esclusivamente come uno strumento per migliorare il fisico. Oggi la prospettiva è cambiata. Sempre più persone scelgono di allenarsi per vivere meglio, avere più energia, dormire meglio, ridurre lo stress e mantenersi in salute nel tempo. La forma fisica è una conseguenza. Non l'unica motivazione.

Le cinque regole da ricordare

Per evitare di smettere dopo poche settimane basta ricordare alcuni principi fondamentali.

  • Punta sulla costanza, non sulla perfezione.
  • Bastano tre allenamenti ben programmati ogni settimana.
  • Aumenta intensità e carichi in modo graduale.
  • Non giudicare i risultati solo dallo specchio.
  • Considera l'attività fisica un investimento sulla salute, non una punizione dopo le vacanze.