I ritratti rock di Bryan Adams in mostra a Milano
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I ritratti rock di Bryan Adams in mostra a Milano

di Digital Team

In mostra a Milano 28 grandi ritratti fotografici realizzati dal grande rocker canadese

Lui, Bryan Adams, quelli che amano il rock lo conoscono da 40 anni almeno. La sua voce cartavetrata è l’unica che può cantare quelle canzoni solide, nella pura tradizione americana  delle radio fm, che parlano senza giri di parole d’amore e di vita di tutti i giorni, con riff e melodie che ti sembra di conoscere da sempre. Genuino, autentico, Bryan, come lo sono pochi altri, per esempio The Boss o John Mellencamp tanto per dire due nomi. Con la stessa onestà con cui canta e suona, che lo ha subito fatto amare, il canadese una ventina di anni fa (fine anni 90) ha preso in mano la macchina fotografica intraprendendo così, almeno all'inizio da autodidatta, una nuova carriera. Quando si dice il talento: non ci è voluto molto perché i suoi scatti fossero giustamente apprezzati nel difficile mondo della foto d’autore. 

Ritratti e foto di moda i campi in cui è diventato famoso. Ma ha fatto di tutto: campagne pubblicitarie per le griffe della moda (​​Hugo Boss, Guess Jeans, Converse, John Richmond, Fred Perry…), commissioni speciali (ultima solo in ordine di tempo il Calendario Pirelli 2022), libri di fotografia dei quali uno anche di ricerca astratta; è uno dei fondatori della rivista Zoo Magazine, a Berlino, su cui pubblica regolarmente le sue fotografie.Non c’è campo in cui non abbia lasciato il segno. Ah, beh, certo! Prima di tutto vengono i ritratti, perché da insider dello star system per lui avere davanti  all’obiettivo Mick Jagger o Kate Moss o Lana Del Rey non è mai stato un problema irrisolvibile. 

Uno scatto che ritrae la conturbante bellezza di Kate Moss

Bryan Adams Exposed, la mostra alla Leica Galerie Milano, fino al 9 luglio, (in via Mengoni – Giuseppe, non Marco) a mezzo passo da Piazza Duomo, presenta 28 ritratti di grande formato: protagonisti sono grandi nomi dello spettacolo, della musica, della moda e dell’arte. Sono spesso amici di lunga data di Adams e questo lo si percepisce per la naturalezza degli sguardi che non sono in posa, ma “rispondono” allo sguardo di un amico. 

Non è così scontato. Se vi capita date un’occhiata a un paio dei suoi libri sopra citati in cui appare anche se non un impegno sociale, sicuramente la necessità Adams di andare oltre la dimensione del glam, per lasciare ai vari soggetti (tutti ritratti senza fronzoli, su fondo bianco):  Wounded – The Legacy of War(2013) raccoglie ritratti di giovani soldati inglesi duramente feriti e mutilati durante la guerra in Iraq, mentre in Homeless (2019) a essere protagonisti sono i volti e i corpi masticati dalla vita, ma non per questo meno “belli” e comunque guardati con partecipazione – quasi fratellanza – di senzatetto londinesi. 

Ultimissima info: a 63 anni suonati Adams, più che mai in formissima, ha appena pubblicato il suo 15° disco in studio, So Happy It Hurts. Come diceva Bob Seger, un altro che a voce ed energia non ha mai scherzato, “rock and roll never forgets”.

Nella foto di apertura Mickey Rourke immortalato Bryan Adams, ©Bryan Adams |London, 2005