Coyote vs Acme è il film che Hollywood aveva deciso di distruggere
Immagine del film "Coyote vs Acme" (Foto: Lucky Red)

Coyote vs Acme è il film che Hollywood aveva deciso di distruggere

di Simona Santoni

Salvato dal cestino della Warner Bros., già quasi cult prima di uscire in sala, probabilmente lo sarà davvero. Sfrenatamente divertente, porterà Willy il Coyote in trionfo, finalmente. Di consensi

Abbiamo visto il film che non volevano farvi vedere. E dovete assolutamente vederlo. Imperiosamente divertente, di comicità quasi geniale - anche se si lascia un po’ prender la mano -, Coyote vs Acme era già iconico prima di arrivare al cinema, per via delle sue alterne vicende esistenziali e distributive. Ora che è stato salvato dal cestino della Warner Bros. Discovery, «società interamente controllata dalla Acme Corporation» (si legge sagacemente sui titoli di testa), è probabilmente destinato a diventare un cult, come Willy il Coyote non avrebbe mai sognato. Anche se il suo solo e unico sogno porta il nome di Beep Beep.

Coyote vs Acme film
Foto: Lucky Red
Immagine del film "Coyote vs Acme"

Una triste storia a lieto fine

Film in tecnica mista, che unisce quindi attori in carne e ossa a cartoni animati, Coyote vs Acme (dal 2 settembre nelle sale italiane) ha rischiato di non vedere la luce. Con incredulità e rabbia del regista Dave Green e del suo attore protagonista (non cartoon) Will Forte. E con protesta degli addetti ai lavori e della community.

In cantiere dal 2018, girato nel 2022 ad Albuquerque, nel Nuovo Messico, quando era già fatto e finito la Warner Bros. ha deciso di cestinarlo, un po’ come già aveva fatto con Batgirl, film ad alto budget con Leslie Grace, J.K. Simmons e Michael Keaton che non è stato mai distribuito. La motivazione? Strategie contabili. Lo studio preferiva averlo a bilancio come perdita fiscale.

Ma nessuno può mettere i Looney Tunes in un angolo. Registi, case di produzione e agenti dei talent hanno tempestato la Warner Bros. di rimostranze. Alla loro voce furiosa si è unita quella dei fan online, che hanno portato in tendenza ripetutamente gli hashtag #ReleaseCoyoteVsAcme e #SaveCoyoteVsAcme. Tanto che lo studio ha aperto alla vendita del film a un altro distributore.

Dopo diverse proiezioni a potenziali distributori e prove di accordo a vuoto, finalmente è arrivato il salvatore: il distributore americano indipendente Ketchup Entertainment. In Italia il distributore locale è Lucky Red. Alla fine, per una volta, Willy il Coyote (o Wile E. Coyote che dir si voglia, seconda la versione originale) l’ha avuta vinta.

La sottigliezza comica di Coyote vs Acme

BenDavid Grabinski, che ha collaborato alla sceneggiatura firmata Samy Burch pur non comparendo nei crediti principali, dopo avere visto Coyote vs Acme l’aveva definito «il migliore del suo genere dai tempi di Chi ha incastrato Roger Rabbit». Al di là della portata rivoluzionaria che ebbe il film del 1988, proprio per la fusione perfetta di live-action e animazione, il paragone non è azzardato. In comune tra i due titoli c’è quell’umorismo intelligente e sfrenato, sempre a bersaglio, che poi abbraccia svolte quasi toccanti.

L’idea di Coyote vs Acme nasce dall’articolo-racconto datato 1990 del New Yorker. La miccia della trama è nota: nell’infinito tentativo di catturare Beep Beep, Willy il Coyote, stanco di adottare millanta marchingegni tutti falliti malamente e ritortisi contro, decide di far causa all’azienda produttrice, l’Acme Corporation.
Mano magnetica, pattini razzo, catapulta lancia-massi, ponte trappola: sono solo alcune delle strambe invenzioni adottate da Willy il Coyote che alla fine lo hanno frantumato contro le rocce della Monument Valley, schiacciato sulla sabbia, schiantato nei canyon… Con sorrisi di adulti e bambini.

Ora il Coyote vuole giustizia (più o meno). Nel film, come nei cortometraggi cartoon originari delle serie Looney Tunes e Merrie Melodies, Willy il Coyote non parla. Si esprime con cartelli a numero limitato, così efficaci nella loro essenzialità. Avrebbe tante cose da dire, ma non dispone di sufficienti cartelli: la sottigliezza comica è in tanti dettagli. «Acme sucks», è scritto in uno che solleva all’improvviso in tribunale. Con scoppio di risate in sala.

Will Forte interpreta l’avvocato scalcagnato e pavido che lo segue nella sua battaglia giuridica. In tutta la sua esuberanza fisica, John Cena è invece il legale rivale, a difesa della super potenza Acme. «Credo di aver deposto un uovo», sospira la gallina cartoon che sferruzza nel pubblico, dopo averlo sentito troneggiare, sicuro di sé, in udienza.

Coyote vs Acme è zeppo di momenti esilaranti e mai banali, che faranno uscire dal cinema con il sorriso ancora stampato in viso. Il pubblico ideale? Ex bambini.

Coyote vs Acme film
Foto: Lucky Red
Immagine del film "Coyote vs Acme"

La morale che non sapevamo di Willy il Coyote

Senza troppo spoiler, è proprio in aula di tribunale che scopriamo che Willy il Coyote è l’eroe che abbiamo sempre conosciuto ma mai visto come tale. È l’esempio che può indicare la via. Per anni simbolo del fallimento, è invece anche metafora del sapersi rialzare, sempre, e della determinazione a perseguire un obiettivo, nonostante gli insuccessi e il continuo schiantarsi a terra.

Il legame tra Willy il Coyote e il corridore della strada Beep Beep? È la chicca narrativa che solletica il cuore, ma senza cadere in forzati sentimentalismi non coerenti con il materiale iniziale.

La nota stridente di Coyote vs Acme? La sovrabbondanza di personaggi Looney Tunes, messa in campo per spiegare – caoticamente - le oscure macchinazioni di Acme. È sicuramente un sussulto di gioia veder apparire Daffy Duck. Ma poi ecco Titti, Bugs Bunny (il più simpatico), Nonna, Silvestro, Foghorn Leghornm, Taz (è comunque una trovata esilarante averlo immaginato responsabile della comunicazione di Acme), Porky Pig, Taddeo…
Burch si è decisamente lasciato prendere la mano, rischiando un guazzabuglio che indebolisce la narrazione.

Will Forte, a proposito dell'accantonamento iniziale di Coyote vs Acme, disse: «Quando ho sentito per la prima volta che il nostro film sarebbe stato “cancellato”, non l'avevo ancora visto. Quindi pensavo quello che tutti gli altri devono aver pensato: questa cosa dev'essere un mucchio di spazzatura. Ma poi l'ho visto. Ed è incredibile». Le sue parole sono ovviamente di parte, ma non distanti dal vero.