Le più belle campagne moda uomo Autunno Inverno 2026-2027
Le campagne uomo dell’autunno inverno 2026 2027 trasformano la moda in cinema, racconto e identità. Da Prada a Dior, da Louis Vuitton a Saint Laurent, ecco le più belle
La stagione autunno inverno 2026-2027 comincia dagli scatti delle campagne, dove la moda uomo trova i suoi nuovi protagonisti e il lusso cambia prospettiva. Fotografi e registi costruiscono scenari sofisticati, mentre attori, musicisti e modelli diventano parte di un racconto che va oltre il semplice guardaroba. Ecco le campagne più cool da vedere adesso, tra grandi maison, immagini sorprendenti e nuovi codici dello stile maschile.
Prada, Simple Stories: quando la moda diventa cinema
Simple Stories è il titolo della campagna Prada AI 2026, diretta dal regista Barry Jenkins e costruita intorno a una serie di momenti quotidiani nei quali la moda entra nella vita reale senza interromperla. Miuccia Prada e Raf Simons affidano il racconto a Kelvin Harrison Jr., Hunter Schafer, Troye Sivan e Chen Haoyu, protagonisti di immagini statiche e filmati che giocano sul confine tra realtà e interpretazione. Il risultato è volutamente intimo: più che mettere in scena la collezione, Prada osserva i suoi protagonisti, trasformando gesti, posture e momenti privati in una narrazione cinematografica. È una delle campagne più interessanti della stagione proprio perché tratta l'abito come un elemento del carattere, non come semplice prodotto.
Dior, il nuovo romanticismo di Jonathan Anderson
Per la prima campagna Dior uomo dell'era Jonathan Anderson, David Sims fotografa Josh O'Connor e LaKeith Stanfield in un paesaggio della campagna francese sospeso tra sogno e realtà. Violini, delphinium, maglieria, paillettes, medaglioni e check costruiscono un immaginario romantico ma tutt'altro che nostalgico, nel quale il nuovo linguaggio di Anderson incontra alcuni dei codici più riconoscibili della maison. Le immagini hanno una qualità pittorica che rende immediatamente riconoscibile il cambio di direzione creativa: l'uomo Dior non è raccontato attraverso un'idea rigida di eleganza, ma attraverso un equilibrio tra tailoring, decorazione e libertà personale.
Giorgio Armani, l’essenza dello stile oltre il tempo
La campagna Giorgio Armani Autunno/Inverno 2026-2027, scattata da Oliver Hadlee Pearch, racconta la prima collezione della maison firmata da Silvana Armani e Leo Dell’Orco attraverso immagini essenziali, costruite su fondo neutro e sulla purezza delle silhouette. Protagonisti sono i modelli Liam Kelly e Akbar Shamji, accanto a Christy Turlington, volto delle passerelle Armani negli anni Novanta, che torna oggi con la stessa naturalezza e autenticità. Abiti, accessori e occhiali dalle linee avvolgenti e senza tempo dialogano con una serie di immagini simboliche e frammenti di pensieri ispirati alle parole di Giorgio Armani, in un racconto che intreccia memoria e contemporaneità. Il risultato è una campagna più vicina a una dichiarazione d’identità che a una semplice celebrazione della collezione: un modo per riaffermare i codici della maison e dimostrare come l’essenzialità possa continuare a essere, ancora oggi, una forma di modernità.
Saint Laurent, il tailoring diventa attitude
Saint Laurent sceglie un linguaggio più diretto e contemporaneo per la campagna AI 2026 di Anthony Vaccarello. Nel film diretto da Talia Chetrit compaiono Connor Storrie, Rosé e Liu Wen, mentre la colonna sonora affidata a I'm Gonna Miss You dei Milli Vanilli accompagna una sequenza costruita sul movimento e sull'attitudine dei protagonisti. Storrie, nuovo volto particolarmente vicino alla maison, occupa il centro della narrazione, ma è proprio il contrasto tra il suo immaginario e quello di Rosé e Liu Wen a rendere la campagna interessante. Saint Laurent continua così a lavorare sull'idea di moda come performance, mantenendo al centro quella tensione tra tailoring, sensualità e cultura pop che caratterizza il percorso di Vaccarello.
Louis Vuitton, la moda uomo guarda allo spazio
Pharrell Williams porta Louis Vuitton verso lo spazio per la nuova campagna fotografata e diretta da Oliver Hadlee Pearch. Laboratori, centri di controllo, telescopi e piattaforme di lancio diventano lo sfondo di una collezione che rilegge la tradizione del viaggio della maison attraverso scienza, tecnologia e ricerca. Tra i protagonisti ci sono Fernando Cabral, Werner Schreyer e altri modelli internazionali, mentre il progetto mette in evidenza anche materiali innovativi come LV Silk Tech, un tessuto che combina seta e nylon riciclato. È una campagna che aggiorna uno dei temi storici di Louis Vuitton: se un tempo il viaggio era quello del jet set, oggi può diventare anche esplorazione, ricerca e futuro.
Loro Piana, Houston tra arte e savoir-faire
Per la campagna Autunno/Inverno 2026-2027, Loro Piana sceglie Houston e l’universo culturale dei de Menil, con gli scatti di Mario Sorrenti. La campagna attraversa la Menil Collection, progettata da Renzo Piano, e la Rothko Chapel, mettendo in dialogo moda, arte e architettura. Un cast intergenerazionale, composto da Sigrid de L’Epine e Jean-Charles Blais insieme ai modelli Colin Otto, Jacqui Hooper, Jackson Giles, Long Li, Noor Khan, Robert Forrest e Selena Forrest, interpreta un guardaroba fatto di tonalità profonde e tessuti dalla forte matericità. Nel film, diretto da Luca Werner, gli abiti entrano nella quotidianità attraverso gesti semplici e naturali. Il risultato è un racconto coerente con la vocazione di Loro Piana: un’eleganza discreta in cui arte, cultura e savoir-faire si incontrano senza tempo.
Celine e il nuovo minimalismo di Michael Rider
La campagna Celine Men's Automne/Hiver 2026 porta la firma del fotografo italiano Andrea Spotorno e ha come protagonista il modello Frej Larsen. Il progetto accompagna il nuovo corso della maison sotto la direzione creativa di Michael Rider e sceglie un linguaggio più essenziale rispetto alla spettacolarità di altre campagne della stagione. La forza delle immagini sta proprio nella loro semplicità: il guardaroba maschile viene raccontato attraverso silhouette, atteggiamento e dettagli, senza sovraccaricare la scena. È un approccio particolarmente coerente con l'evoluzione di Celine, dove il nuovo tailoring e i codici del guardaroba quotidiano convivono in un'immagine maschile sofisticata ma non costruita.
Christian Louboutin, il gentleman secondo Jaden Smith
Per la sua prima grande campagna dedicata al menswear, Jaden Smith, Men's Creative Director di Christian Louboutin, porta la moda all'interno di un château francese del XVII secolo. Il progetto mette insieme generazioni e personalità differenti all'interno dello stesso universo visivo, alternando atmosfera cinematografica, dettagli architettonici e protagonisti molto diversi tra loro. Le calzature diventano il punto di incontro tra la teatralità storica dell'ambientazione e l'energia contemporanea della nuova direzione creativa. È una campagna importante perché mostra come Louboutin stia provando a costruire un'immagine maschile autonoma, non semplicemente derivata dall'iconografia femminile della maison.
Wales Bonner, quando la moda diventa cultura
Wales Bonner sceglie Malick Bodian per raccontare la campagna Fall/Winter 2026, fotografata dallo stesso modello e artista e realizzata con styling di Tom Guinness. Il progetto conferma la direzione di Grace Wales Bonner, che continua a costruire un guardaroba maschile nel quale sport, cultura, sartoria e riferimenti afro-diasporici convivono senza gerarchie. La campagna ha una dimensione più intima e autoriale rispetto alle grandi produzioni dei colossi del lusso, ma proprio per questo restituisce bene l'identità del brand: un'idea di uomo contemporaneo nella quale la moda diventa uno strumento culturale prima ancora che un esercizio di stile.
Church's, il gentleman inglese cambia passo
Anche il mondo delle calzature entra tra le campagne uomo più interessanti della stagione con Church's Autumn-Winter 2026, interpretata dall'attore Theo James. Il progetto, diretto creativamente da David James e filmato da Samuel Bradley, riprende il personaggio dell'eccentrico gentleman inglese già associato al brand e lo porta al Goodwood racecourse, tra automobili d'epoca e cultura motoristica. La campagna lavora così sul patrimonio britannico di Church's senza trasformarlo in semplice nostalgia: il gentleman contemporaneo è più ironico, dinamico e consapevole, mentre le calzature restano il punto centrale del racconto.
Versace, il glamour incontra la nuova generazione
Versace Obsessed, Chapter II prosegue il racconto della maison attraverso una campagna fotografata da Steven Meisel, costruita come una serie di vignette cinematografiche che mettono in relazione passato, presente e nuova generazione. Il progetto arriva in una fase particolarmente significativa per Versace, dopo l'arrivo di Pieter Mulier alla direzione creativa, e assume quindi un valore che va oltre la singola collezione. L'obiettivo è riaffermare l'identità riconoscibile della maison attraverso i suoi codici più iconici, riletti però per un pubblico contemporaneo. È proprio questa tensione tra archivio e futuro a rendere la campagna una delle più interessanti da seguire nella nuova stagione.