I musei più belli del mondo secondo il Prix Versailles 2026
National Medal of Honor Museum, Arlington - Photo courtesy Studio Rafael Viñoly Architects

I musei più belli del mondo secondo il Prix Versailles 2026

di Elena Bordignon

Sono sette i musei che secondo il prestigioso premio mondiale di architettura e design, ridefiniscono il concetto di bellezza del nostro tempo.

Il Prix Versailles 2026, giunto alla sua dodicesima edizione, ha rivelato i sette progetti selezionati per la lista dei Musei più belli del mondo. Eterogenei e dislocati in luoghi molto diversi, i musei che la selezione riunisce condividono tutte le caratteristiche per trasformare i luoghi di cultura in potenti strumenti per coinvolgere e arricchire di esperienze i visitatori. I musei selezionati si distinguono per la qualità dei progetti architettonici, capaci di elevare la storia, la memoria, la scienza e l’innovazione attraverso la forma costruita. 

Zayed National Museum, Abu Dhabi, Emirati Arabi Uniti

Si caratterizza per cinque torri affusolate in acciaio, l’elemento visivo più iconico del Zayed National Museum, capolavoro progettato dallo studio Foster + Partners. La forma del museo, che ricorda le ali di un falco in volo, rende omaggio alla tradizione emiratina della falconeria. Oltre alle torri, un altro elemento che lo rende un edificio iconico sono le gallerie a forma di boccello sospese in un’area naturale ispirate alle oasi. La torre più alta raggiunge i 123 metri di altezza, dominando il panorama circostante.  Situato nel cuore del Saadiyat Cultural District ad Abu Dhabi, il museo celebra la storia, la cultura e la nascita del Paese, onorando la vita e i valori dello Sceicco Zayed bin Sultan Al Nahyan. Il aree espositive coprono un arco temporale di oltre 300.000 anni: dalle prime comunità umane che abitarono la penisola arabica, fino all'evoluzione socio-economica moderna e all'unificazione degli Emirati.

Science and Technology Museum, Shenzhen, Cina

Progettato da Zaha Hadid Architects nel distretto di Guangming, il museo si presenta come un’imponente struttura futuristica di oltre 128.000 mq. Il Science and Technology Museum è caratterizzato da un’architettura monumentale, da tecnologie all’avanguardia e da una particolare attenzione alla sostenibilità. L’edificio, dalla forma sferica e dinamica che ricorda una navicella spaziale, è stato progettato per fondersi con il vicino Parco della Scienza, utilizzando terrazze aggettanti e la facciata in acciaio inossidabile. I visitatori sono immersi in un mondo futuristico e possono interagire con oltre 950 proposte all’avanguardia. Il complesso è stato studiato tramite simulazioni computazionali per massimizzare l'efficienza energetica. Sfrutta sistemi di ventilazione naturale, protezione solare passiva e un'ottimizzazione del microclima interno ed esterno. 

Xuelei Fragrance Museum, Guangzhou, Cina

La sua forma prende ispirazione da un ‘alambicco’, che traduce in chiave astratta il processo di distillazione e raffinamento del profumo. La struttura del Xuelei Fragrance Museum - progettato dallo studio Shenzhen Huahui Design per l’architettura esterna, in collaborazione con lo studio Leaping Creative per l’interior design - si caratterizza per otto volumi cilindrici e per l’uso del mattone rosso che rimanda alla terra e all’artigianalità. Il design degli interni è stato studiato per guidare i visitatori in un suggestivo viaggio attraverso sei piani, pensato appositamente per "esplorare" il profumo come se fosse un ambiente anziché un semplice prodotto. Con oltre 9.500 metri quadrati distribuiti su sei livelli, gli spazi sono progettati non solo come contenitori, ma come un'estensione del percorso olfattivo, collegando 20 zone tematiche.

The MoN Takanawa: The Museum of Narratives, Tokyo, Giappone 

Progettato da Kengo Kuma, il MoN ha una struttura a forma di spirale in legno e vetro circondata da oltre 200 specie di piante. Il risultato della sua architettura fonde la natura del paesaggio urbano, creando un’esperienza immersiva che richiama l’immaginario dello Studio Ghibli intrecciato a una visione cyberpunk. Spiraliforme e vorticoso, il volume del museo si sviluppa verso l’alto con un movimento rotatorio che collega simbolicamente terra e cielo. La struttura è rivestita in legno a strati con pareti traforate, creando così un continuum tra l’interno e l’esterno. Tra gli aspetti più apprezzati del museo c’è il suo essere circondato da centinaia di piante che cambiano a seconda delle stagioni, donando all’architettura sempre nuovi colori. 

National Medal of Honor Museum, Arlington, Stati Uniti 

Visto da lontano sembra essere sospeso dal suolo, come se fluttuasse. Il National Medal of Honor Museum, progettato dallo studio Rafael Viñoly Architects, si distingue per l’architettura dal forte valore simbolico. Il corpo principale consiste in una struttura sospesa - un cuboide alto 10 metri - che ospita 3.000 metri quadrati di gallerie espositive prive di colonne. L’edificio è sollevato da terra grazie a cinque colonne imponenti rastremate, progettate per celebrare i cinque rami delle Forze Armate statunitensi (Esercito, Marina, Aeronautica, Marines e Guardia Costiera). Al centro dell’imponente parallelepipedo sospeso è stato studiato un meccanismo luminoso che ogni sera emette nel cielo un fascio di luce verticale visibile a grande distanza: chiamato Sky Beam, il raggio simboleggia coraggio, sacrificio e unità nazionale.

Center for Islamic Civilization, Tashkent, Uzbekistan

Ottimo esempio di fusione tra l'architettura monumentale islamica centro-asiatica e il design contemporaneo, il Center for Islamic Civilization è stato progettato dallo studio di architettura francese Wilmotte & Associés. L’edificio si caratterizza per una gigantesca cupola, giardini simmetrici ispirati all'era timuride e interni decorati con oltre 7.000 metri quadrati di mosaici artistici realizzati da maestranze italiane. La cupola alta oltre 60 metri è il fulcro dell’intero edificio e richiama la tradizione delle maestose moschee e madrase dell’Asia centrale. Il museo è attorniato da oltre 10 ettari di parco che riprende i tradizionali giardini cari al sovrano Amir Timur, celebrando l'armonia tra natura e architettura.

Lost Shtetl Museum, Šeduva, Lituania

Il Lost Shtetl Museum, progettato dallo studio finlandese Lahdelma & Mahlamäki Architects (guidato dagli architetti Ilmari Lahdelma e Rainer Mahlamäki), si sviluppa come un insieme di "case" minimaliste con tetti a padiglione. Descritto come un ‘villaggio onirico’, le sue forme richiamano la scala e il ritmo degli antichi shtetl: piccole cittadine o villaggi dell'Europa orientale, prevalentemente in Polonia, Ucraina e Lituania. Ogni edificio è ricoperto di alluminio che riflette la luce naturale e i colori del cielo in modo diverso a seconda dell’ora o delle stagioni. Il percorso architettonico integra spazi aperti, giardini di betulle e panchine, mentre gli spazi espositivi sono parzialmente interrati per favorire l'integrazione con la natura circostante.