ICON presenta “Beat”, un numero che celebra l’energia della cultura contemporanea

ICON presenta “Beat”, un numero che celebra l’energia della cultura contemporanea

di Digital Team

Dalla musica di Liam e Noel Gallagher al cinema di Adriano Giannini, dal tennis di Taylor Fritz alla moda di Siegfried Blanche, il nuovo numero di ICON esplora ritmi e passioni del nostro tempo

Ogni epoca ha un ritmo che riflette i cambiamenti culturali, le passioni e i linguaggi del proprio tempo. È da questa prospettiva che nasce Beat, il numero di novembre di ICON, diretto da Andrea Tenerani e in edicola e su app da domani 27 ottobre. Il titolo diventa la chiave di lettura di espressioni culturali diverse, accomunate dalla capacità di influenzare il presente e aprire nuovi orizzonti.

Il filo conduttore è la musica, tra generi, generazioni e sonorità che si incontrano. Si parte da Liam e Noel Gallagher, si passa a Nemzzz, esponente della scena rap britannica, e all’incontro tra la tradizione della taranta e le sonorità dei rave, fino a Lumiero, cantautore della Barona, quartiere della Milano sud legato anche alla storia del rap italiano. Libri e approfondimenti tornano sui beat che hanno segnato la storia musicale, facendo chiarezza su interpretazioni e luoghi comuni.

Cinque le cover story del magazine. Adriano Giannini ripercorre le tappe della propria carriera tra recitazione, regia, produzione e doppiaggio. Alla Mostra del Cinema di Venezia ha presentato L’estranea di Paolo Strippoli, candidato italiano agli Oscar, e Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis, premiato con il Premio Pasinetti della Critica Italiana. Nemzzz riassume la propria filosofia in una convinzione precisa: «Devi solo apprezzare il tuo lavoro ed essere il tuo più grande ammiratore». Taylor Fritz ricorda la determinazione che lo ha guidato fin da ragazzo verso il tennis professionistico, mentre il modello Siegfried Blanche celebra novant’anni di tradizione sartoriale, tra continuità e cambiamento. A queste storie si affianca il servizio firmato dal fotografo americano Bruce Weber, dedicato all’ex soldato ucraino Dmytro Tereshchenko, detto Dima.

Accanto alle storie dei protagonisti, Beat approfondisce i linguaggi della moda, dell’orologeria, della bellezza e dei motori. Fashion valorizza il piacere di vestirsi bene e la qualità dei capi, Watches esplora l’evoluzione tecnica e la maestria artigianale attraverso casse ultrapiatte, modelli subacquei, classici e calendari perpetui; mentre Beauty rende omaggio a Napoli, accostando fragranze, gastronomia multisensoriale e cinema d’autore. Infine Wheels guarda alle auto con prestazioni vicine alla Formula 1, ai fuoristrada elettrici a trazione integrale e ai luoghi storici del motociclismo, senza perdere di vista i nomi emergenti.

Il ritmo di Beat attraversa anche le rubriche che spaziano dalle inchieste di Voices, tra Polesine, Hong Kong e scienza, ai temi del vestire affrontati da Biz, dalla storia della Società Italiana Spiriti ripercorsa in dodici cocktail da Drink alle riflessioni di Riccardo Pedicone sull’abitare in NOCI - Uno sguardo sull’abitare. A completare il numero la genesi di una celebre opera di Man Ray, le frontiere della videoarte, i giochi d’ombre e il cinema coreano, oltre all’abituale reportage da Los Angeles.