The Social – Il prezzo della verità: Jeremy Allen White sfida i segreti di Facebook
Credits: Columbia Pictures

The Social – Il prezzo della verità: Jeremy Allen White sfida i segreti di Facebook

di Simona Santoni

Dai fornelli di “The Bear” al “Wall Street Journal”. Dentro le insidie dell’algoritmo e i silenzi di un impero digitale, nel sequel attesissimo di “The Social Network”

Un giornalista tenace, una brillante insider e, sotto la lente, un dibattito pubblico sempre più tossico spesso influenzato da un algoritmo. Aaron Sorkin lo rifà: sedici anni dopo The Social Network torna con The Social - Il prezzo della verità, questa volta anche da regista. E punta di nuovo la sua penna pungente contro Facebook, quella piattaforma un tempo rivoluzionaria, oggi un colosso di dimensioni globali, più grande di qualsiasi nazione. Affida la sua tenzone a Mikey Madison e Jeremy Allen White che, spenti i fornelli di The Bear, è sempre più volto da cinema.

The Social - Il prezzo della verità
Credits: Columbia Pictures
Jeremy Strong interpreta Mark Zuckerberg nel film "The Social - Il prezzo della verità"

Quando esce e cosa aspettarsi

The Social - Il prezzo della verità (titolo originale The Social Reckoning) arriva nelle sale italiane giovedì 8 ottobre 2026.
Nel 2010 Sorkin scrisse la sceneggiatura - premiata con un Oscar - di The Social Network, diretto da David Fincher. Film teso e brillante, con battute chirurgiche, inquadrava l’ideazione e l’ascesa fulminea di Facebook, con il ruolo centrale di Mark Zuckerberg messo addosso a Jesse Eisenberg.

Oggi oltre a ordire lo script il cineasta è dietro la macchina da presa e propone come sequel una storia molto diversa, incentrata sulle conseguenze di quella creazione. Zuckerberg c’è ancora, più maturo e ormai miliardario e CEO, stavolta interpretato da Jeremy Strong, ma il focus si è spostato.

La domanda che si pone il film è: come è capitato che un gruppo di innovatori capace di connettere il pianeta si sia trasformato in un centro di potere blindato che può seminare divisione, estremismo e disinformazione? I protagonisti che tenteranno di rispondere a questo interrogativo sono la whistleblower Frances Haugen (interpretata da Mikey Madison) e il giornalista analogico del Wall Street Journal Jeff Horwitz (Jeremy Allen White).

The Social - Il prezzo della verità film
Credits: Columbia Pictures
Jeremy Allen White e Mikey Madison nel film "The Social - Il prezzo della verità"

La trama di The Social - Il prezzo della verità

Messa via l’armonica del Boss, armeggiata in Springsteen - Liberami dal nulla, Jeremy Allen White ora è Jeff Horwitz, da poco assunto dal Wall Street Journal come cronista investigativo. Anche se non ha grande dimestichezza con la tecnologia, è lui lo sguardo critico ingaggiato contro il gigante di Facebook.

Nonostante le sue lacune tecniche, si imbatte in una storia esplosiva quando Frances, una dipendente di Facebook, lo contatta per un incontro riservato. Frances crede fermamente negli ideali originari dell'azienda e decide di sfidare la cultura del silenzio imposta dal suo datore di lavoro. Proprio poco prima che venisse assunta, nel 2018, l’azienda aveva introdotto un nuovo sistema di classificazione interno denominato "Meaningful Social Interactions" (MSI), che privilegia il massimo coinvolgimento degli utenti e la ricondivisione dei post.

Frances teme però che l’algoritmo che tutto comanda stia prendendo una direzione pericolosa, nociva per i bambini, per la salute mentale e persino per la democrazia. Spingendosi oltre i propri limiti, Jeff e Frances rischiano tutto in un'inchiesta storica che diventerà nota come "The Facebook Files".
La trama intanto si snoda tra audizioni al Congresso e notizie di portata mondiale, in un intricato labirinto di documenti segreti, strategie di immagine aziendale e dilemmi morali.

The Social - Il prezzo della verità
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Jeremy Strong interpreta Mark Zuckerberg nel film "The Social - Il prezzo della verità"

L’informazione distorta dei social

«Nel 2010 Facebook contava 500 milioni di utenti, una cifra senza precedenti. Ma oggi ne ha 2,9 miliardi. È diventato qualcosa di fondamentalmente diverso», ha detto Aaron Sorkin. «Oltre due terzi degli americani si informano ormai tramite Facebook. Il problema è che gran parte di ciò che Facebook immette nel flusso informativo è semplicemente errato. Facebook diffonde a getto continuo disinformazione di massa, contenuti capaci di suscitare indignazione e rabbia, spingendo così le persone a continuare a condividerli».

The Social - Il prezzo della verità esplora proprio questo, il potere insidioso dell'algoritmo, cavalcando una narrazione dal ritmo crescente.

«È illuminante vedere come gli algoritmi possano facilmente condurci su una strada distorta. La parola "reckoning" - resa dei conti - nel titolo dà davvero il tono all'opera», riflette Jeremy Allen White. «Come tutti i lavori di Sorkin, questo film è intelligente, divertente, teso ed estremamente attuale dal punto di vista culturale. Il fulcro è l'impatto che i social media hanno su ognuno di noi come individui».

The Social - Il prezzo della verità film
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Il regista Aaron Sorkin e Mikey Madison sul set del film "The Social - Il prezzo della verità"

Jeremy Allen White il prescelto, il no di Jesse Eisenberg

Per la parte del giornalista curioso e caparbio, guidato da dubbi di natura etica, Sorkin ha subito pensato a Jeremy Allen White. «Credevo però che non saremmo mai riusciti ad averlo». Premonizione sbagliata.

Se per calarsi in Springsteen l’attore newyorchese ha studiato a fondo il leggendario rocker, per questo ruolo ha avuto un approccio diverso. «Nei mondi creati da Sorkin, i personaggi assumono una vita propria», spiega White. «Lui preferisce che gli attori interpretino il personaggio così come è scritto sulla pagina. Per questo non ho mai avuto contatti con il vero Jeff Horwitz. È stato stimolante per me cercare di comprenderlo sotto questa luce diversa. Lo vedevo come una persona che fa del suo meglio per mantenere viva la curiosità e lo spirito critico, anche quando la pressione che lo circonda da ogni parte diventa opprimente».

Mark Zuckerberg, non più adolescente geniale ma ormai businessman di ferro, non ha più il volto di Jesse Eisenberg. In verità Sorkin inizialmente gli offrì la parte, ma Eisenberg era impegnato nell'esplorazione di nuove strade artistiche, tra scrittura e regia.

The Social - Il prezzo della verità Jeremy Allen White
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Mikey Madison e Jeremy Allen White nel film "The Social - Il prezzo della verità"

La posta in gioco? La verità

La colonna sonora è affidata ad Alexandre Desplat, due volte premio Oscar con Grand Budapest Hotel e La forma dell'acqua - The Shape of Water. Che osserva: «Vedo il coraggio di Frances come un esempio per i giovani. La mia generazione aveva lo Spartacus di Kubrick, che combatteva contro il potere di Roma. Oggi abbiamo questa giovane donna, abbastanza coraggiosa da sfidare la più potente azienda di social media». Sotto l’ala di Zuckerberg, che proprio pochi mesi dopo il clamore dell’inchiesta giornalistica cambiò il nome del suo impero da Facebook, Inc. a Meta, ci sono anche Instagram, WhatsApp e Messenger.

Il film cattura un momento storico importante in cui i confini tra reale e fake sono sempre più difficili da cogliere, resi ancor più confusi oggi dalla nuova era dell’intelligenza artificiale. Tanti i dubbi che Sorkin scuote: cos'è davvero la verità? Cos'è il giornalismo rispetto ai social media? E come possiamo proteggere le nuove generazioni dall'estremismo e dall'odio?

«Il rischio è che smettiamo di interrogarci sulla provenienza delle informazioni, sull'impatto dei social media sulle persone e sulle responsabilità che le aziende hanno al riguardo», osserva Jeremy Allen White. «La posta in gioco, per tutti noi, non potrebbe essere più alta».