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Emozioni olfattive: quando il profumo racconta la filosofia del ristorante

di Chiara Degl’Innocenti - 25 gennaio 2019

A Catania, il naso Antonio Alessandria crea loghi olfattivi che, attraverso una o più fragranze, fissano nella memoria della clientela la filosofia dello chef e dei suoi piatti in accordo con lo stile dell’ambiente

Quando in cucina si parla di profumo si pensa subito a quello sprigionato da uno o più piatti. Adesso però c’è chi, studiando la filosofia che sta dietro a ciascun ristorante, ne veicola il concetto creando delle fragranze ad hoc che raccontano la storia di quel locale, di quello chef e delle sue scelte culinarie. Un viaggio sensoriale che valorizza ogni ambiente in equilibrio con il menu attraverso un logo olfattivo, ovvero un’ancora automatica nell'inconscio della clientela.

Questa l’idea di Antonio Alessandria, ex ingegnere elettronico diventato negli anni uno dei nasi più stimati nel mondo delle fragranze grazie alle sue creazioni e al suo Boudoir 36 di Catania, una delle più apprezzate profumerie artistiche del sud d'Italia.

Prima a Milano e poi per il locale di punta dell’imprenditore catanese Andrea Graziano, ovvero Fud Off, Antonio ha sviluppato una fragranza che sposa perfettamente il concetto di “officina creativa” della resident chef Valentina Chiaramonte.

“Da sempre sono appassionato a tutto ciò che sensi rappresentano. L’incontro con la profumeria artistica è stato come quello di una caduta da cavallo che mi ha cambiato la vita. Potevo farmi male e invece mi ha salvato: nel 2005 ho aperto Boudoir 36, che altro non è che un microcosmo pregno di storie ed esperienze. Un ponte creativo che mi ha portato a pensare di riuscire a valorizzare anche la ristorazione attraverso una profumazione personalizzata che parla della significato di quella cucina e si accorda perfettamente con i materiali e lo stile dell’ambiente in cui viene diffusa”. Come quella raccontata attraverso il profumo del locale di Graziano.

“L’idea di logo olfattivo per i ristoranti è poco conosciuta e non abbastanza evidenziata nella sua importanza come invece avviene nell’abbigliamento (per esempio, si pensi a Max Mara o Abercrombie & Fitch N.d.r.). Diffondere la cultura del luogo e del brand attraverso una o più profumazioni significa ancorarsi nella memoria del cliente come una sorta di Madeleine di Proust che evoca ricordi legati, nel nostro caso, alla piacevolezza dei piatti assaporati in quel ristorante e proposti da quello chef specifico”.

La proposta di Alessandria è chiara: un profumo tailor made in un unico ambiente per raccontare la filosofia del locale oppure più fragranze per sottolineare i diversi ambienti: “Se una zona è caratterizzata da colori più accesi si gioca con i profumi freschi, se il luogo è meno illuminato e invita al relax anche l’essenza deve rispettare quell’armonia”.

Chi ha voglia dunque di farsi incantare dalle profumazioni di Antonio Alessandria vada a Catania passando da Boudoir 36 e dal suo vicino Fud Off e provi cosa vuol dire davvero respirare, gustare e ricordare.

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