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Fernando Alonso: “Il bello (della vita) è competere”

di Andrea Giordano - 7 Ottobre 2020

Fernando Alonso, due volte Campione del Mondo in Formula 1, sbarca su Amazon Prime Video con la docu-serie a lui dedicata “Fernando”. Un’avventura inedita personale e professionale, che ora lo rilancia verso il prossimo obiettivo: tornare in F1 nel 2022.

Come definirmi? «Soy un luchador!» (Sono un combattente!)

Fernando Alonso, due volte Campione del Mondo in Formula 1 (con la Renault) dopo il dominio Schumacher, ce lo ripete alla fine della presentazione della docu-serie a lui dedicata, Fernando, in onda su Amazon Prime Video. E da qui rilancia al mondo dei motori, quando tornerà a competere alla guida di una Alpine Renault. «Per restare in Formula hai bisogno di un livello di perfezione che nessun'altra categoria ha, e lì non si può sbagliare.»

Numeri (i suoi) che parlano da soli: 97 podi, 32 gran premi vinti, 22 pole position. A 39 anni, El Campeón de Oviedo, di errori ne ha fatti davvero pochi, anche nel momento in cui ha deciso di abbandonare il circuito, provando nuove esperienze stimolanti: tappe di crescita e rinnovata maturazione che vediamo proprio ripercorrere all’interno del documentario. Un ritratto inedito (cinque episodi), 'total access', privato e non, scandito dalla cerchia delle persone a lui più vicine, il team, il manager Luis García Abad, la sorella Lorena, la compagna Linda Morselli, l'amico-collega Carlos Sainz, e dalle prove affrontate negli ultimi anni, la 500 Miglia di Indianapolis, la 24 Ore di Le Mans, e la prima, grande, avventura al Rally di Dakar, concluso lo scorso gennaio, prima della pandemia. L'ex ferrarista si svela, conversa, mostra di sé il lato più nascosto, e lo regala così al pubblico attraverso immagini e parole, adrenalina, adattamento, preparazione e ricerca (anche di sé).

«Il momento migliore della mia carriera riguarda le categorie inferiori, quando andavo sui kart. È una scuola che ti forma, per poi renderti pronto a entrare nell’università delle corse, e fare il passo più grande. La paura fa parte dell’animo umano, ma va rispettata, protetta. Non siamo supereroi, ognuno ha le sue debolezze. Io adoro guidare e avere il volante tra le mani, ne ho bisogno praticamente ogni giorno, e questi due anni senza Formula li ho vissuti facendo altre esperienze. Fare queste cose, però, mi è servito per liberare la testa dai desideri che avevo più o meno nascosti lì, o che avevo voglia di seguire.»

Con Hamilton e la McLaren sempre più lanciati verso nuovi record, e il settimo mondiale, Alonso prova a fare con noi un bilancio. «Adesso in F1 non c’è molta concorrenza, c’è solo una squadra che vince, e vince bene. Allontanarmi per un po’ è stato positivo, era giusto confrontarmi con altro. Il 2022, ci auguriamo, sarà l’anno giusto, quando i regolamenti saranno diversi, ma nel frattempo mi allenerò molto, faremo le cose nella maniera buona, e cercheremo di lottare, ora è difficile dare sicurezze. Nessuna rivincita, solo la voglia, nuovamente, di combattere e vincere

E sulla Dakar aggiunge ancora. «È stato un momento speciale, difficile da spiegare, sicuramente la sfida più avvincente, a livello professionale e umano. Quindici giorni piuttosto estremi, in cui incontri persone, esci dalla tua zona di comfort, vivi addirittura in tenda. C’è tensione, rischio, eppure ci si arricchisce come non mai

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