Costumi estate 2026: 10 brand da avere (e conoscere) adesso
Da Orlebar Brown a CDLP, passando per il rinascimento italiano di IUMAN e MOSSO: la guida definitiva al beachwear che, ci puoi contare, non butterai via a settembre
Un buon costume da bagno è per sempre. Non nel senso sentimentale del diamante, ma in quello molto più concreto della vestibilità, del tessuto che non cede, del colore che sopravvive a estati, salsedine e lavatrici. Ecco perché scegliere quello giusto è una faccenda seria. Per l’estate 2026 (e per tutte quelle a venire) basta considerare il beachwear un acquisto usa-e-getta: facciamolo diventare un piccolo investimento di stile. Per riuscirci bisogna affidarsi ai brand giusti, alcuni ben noti, altri che forse non avete mai sentito nominare. In questo articolo sul beachwear che conta abbiamo selezionato dieci marchi che rappresentano il meglio della stagione: giganti rassicuranti, outsider che scalano le classifiche del desiderio e nuovi nomi che già fanno parlare di sé. Dieci brand, dieci filosofie diverse, tra etichette di nicchia, nomi classici e scommesse emergenti che meritano un posto nella vostra valigia. Con una certezza: quest’anno, buttare via un costume a settembre non sarà un opzione.
Orlebar Brown

Se non lo conoscete ancora, immaginate un sarto inglese che decide di mettere la spiaggia in piega. Nato nel 2007 dall’intuizione di Adam Brown, Orlebar Brown è il marchio britannico che ha smesso di trattare il costume da bagno come un capo qualunque e lo ha elevato a capo d’abbigliamento vero. Il segreto è il taglio “Bulldog”, ispirato ai pantaloni sartoriali: vita fissa, chiusura con zip e bottone, profilo pulito. Sta bene in acqua, ma sta altrettanto bene sotto una camicia di lino al bar del porticciolo. Per l’estate 2026 il brand allarga la sua tavolozza: la camicia ‘Giles’ in lino leggero e la nuova linea eyewear (da provare la montatura ‘Billie’ in cristallo vulcanico) trasformano il beachwear in un guardaroba da Riviera. La collaborazione triennale con Automobili Lamborghini, poi, aggiunge una strizzata d’occhio al mondo dei motori senza mai sconfinare nel pacchiano. Ogni capo è progettato per asciugarsi rapidamente e mantenere la forma nel tempo, perché qui si ragiona per decenni, non per stagioni. Il mantra è rimasto lo stesso: “Holiday is a state of mind”. Noi aggiungiamo: e uno stato di grazia sartoriale.
Vilebrequin

Nel 1971, in un caffè di Saint-Tropez, un fotografo e cronista di Formula 1 di nome Fred Prysquel prese una tovaglia di carta e ci disegnò sopra un costume da bagno. Lo ritagliò, lo fece cucire in tela spinnaker, e lo indossò sulla spiaggia di Moorea. Era più lungo e più comodo dei boxer attillati che andavano all’epoca, e piaceva così tanto che amici e star del momento iniziarono a chiedergliene uno uguale. Prysquel, appassionato di motori, chiamò il suo marchio Vilebrequin, che in francese significa “albero motore”. Da quel momento, il brand è diventato il sinonimo di un lusso balneare che non si prende mai troppo sul serio. Per l’estate 2026 lancia la collezione “Surnaturalisme”, un surrealismo solare fatto di stampe ipnotiche: vortici marmorei, meduse trasparenti come radiografie, bolle tridimensionali. Cinquant’anni dopo, Vilebrequin dimostra che eleganza e ironia, in riva al mare, possono andare perfettamente a braccetto.
Sundek

Prima di Sundek, il costume da surf non esisteva. Era il 1958 quando un sarto di San Francisco ebbe l’idea di cucire i primi trunks in nylon a rapida asciugatura per i ragazzi che sfidavano le onde del Pacifico. Il nome venne da un gioco di parole tra “sun” e “deck”, il ponte di una barca sotto il sole. In pochi anni il marchio divenne l’uniforme non ufficiale della cultura californiana, e oggi è un classico globale che non ha mai perso l’anima. Per l’estate 2026 Sundek gioca la carta della versatilità: il boardshort cult si declina in molteplici fit (vita fissa, elasticata o semi-elasticata) per adattarsi a ogni corporatura e situazione. Le stampe spaziano dalle geometriche esotiche alle tinte unite più sobrie, mentre la nuova beach bag in cotone con dettagli in PVC allarga l’offerta lifestyle. Un costume che funziona in acqua e sul lungomare, fedele al suo Dna performativo ma con un occhio allo stile urbano. La tradizione californiana, aggiornata per un’estate che non vuole rinunciare a nulla.
MC2 Saint Barth

Qui parliamo di un altro marchio che non ha bisogno di troppe presentazioni, che ha fatto dell’isola di Saint Barthélemy una promessa. Ogni capo MC2 Saint Barth è progettato per evocare la stessa sensazione che si prova mettendo piede su quella minuscola lingua di sabbia nei Caraibi: gioia immediata, colori accesi, voglia di staccare tutto. Nato dall’idea di portare lo spirito dell’isola nel guardaroba quotidiano, il brand ha costruito ad oggi una reputazione più solida nel segmento del beachwear. Per la primavera-estate 2026 la collezione spinge sull’acceleratore delle stampe: i costumi maschili “Lighting Micro Fantasy” mescolano dinamismo grafico e colori saturi. L’abbigliamento coordinato (camicie in lino e t-shirt con ricami) completa un guardaroba pensato per non conoscere confini tra spiaggia e vita notturna caraibica.
IUMAN

Tra gli orgogli italiani del settore, non possiamo non citare IUMAN, la nuova identità di Intimissimi Uomo. Un cambio di nome che segna un’evoluzione verso un’identità più ampia, fluida e contemporanea. La collezione mare Spring Summer 2026, presentata con una sfilata a Verona, si ispira alle atmosfere di Miami: colori saturi, luce intensa e un’energia dinamica che unisce sensualità e divertimento. I costumi uomo esplorano nuove frontiere di materiali e vestibilità, proponendo tessuti tecnici che si asciugano in fretta accanto a inedite opzioni in lino e modelli reversibili, pensati per accompagnare il cliente dalla spiaggia all’aperitivo senza soluzione di continuità. L’attenzione alla qualità e alla ricerca stilistica rimane elevata, con tagli che spaziano dal corto al medio e una palette cromatica che mescola tinte unite e fantasie tropicali.
GUESS

Siamo abituati a pensare a Guess per il denim e le campagne pubblicitarie che hanno fatto epoca. Ma il colosso americano ha una linea beachwear che merita un posto in questa lista, e la collezione per l’estate 2026 lo dimostra benissimo. La collezione si sviluppa in tre consegne: si parte con un’eleganza rilassata fatta di boxer mare in tinte unite e camicie ispirate alle Hawaii; si prosegue con stampe tropicali, grafiche audaci e motivi geometrici, con i boxer disponibili sia in fit sartoriale che rilassato per adattarsi a ogni fisico e occasione; si chiude con influenze nautiche e una palette raffinata da vacanza, dove branding discreto e tagli puliti elevano silhouette classiche. A fare da base, la capsule BASIC in cotone biologico con t-shirt e shorts essenziali, pensati per durare nel tempo. Un costume firmato dal colosso californiano può fare la sua figura tanto quanto nomi più blasonati.
MOSSO Sunwear

Giovane ma già affermato, MOSSO Sunwear è un brand milanese fondato nel 2020 che ha fatto della sostenibilità e della positività i suoi pilastri. La filosofia “beyond-the-water” si traduce in costumi realizzati con materiali eco-compatibili come nylon riciclato e prodotti in laboratori etici che privilegiano filiere corte e locali. Il design ha un’anima nostalgica e insieme fresca, capace di evocare le estati spensierate dell’infanzia senza risultare retrò: colori decisi, tagli puliti e un’attenzione maniacale alla vestibilità e alla durata. Per la stagione 2026, MOSSO prosegue il suo percorso di crescita passando per Pitti Uomo. La produzione localizzata e la scelta di tessuti resistenti che mantengono forma e colore nel tempo rispondono alle esigenze di un consumatore sempre più attento all’impatto ambientale senza rinunciare all’estetica. Costo contenuto, coscienza ambientale alta, e un’estetica che profuma di pomeriggi lenti e pelle salata. Non male per un brand che ha solo cinque anni.
OAS

Prima dei costumi, furono le espadrillas. Era il 2010 quando Oliver Lundgren, fondatore svedese, iniziò a portarle ai suoi amici di ritorno dalla casa estiva di famiglia a Barcellona: in Scandinavia non si trovavano, e andarono esaurite in un attimo. Da quel gesto semplice è nato OAS (iniziali del suo nome completo, Oliver Adam Sebastian) un marchio che ha trasformato la nostalgia delle estati mediterranee in un guardaroba resort completo. Tra i suoi cavalli di battaglia, ovviamente, i costumi. Per la SS26, la collezione si chiama “Raw Reflections” e guarda all’Art Brut, il movimento artistico nato come reazione all’establishment: stampe dall’espressione libera e autodidatta incontrano materiali naturali come cotone, lino e lyocell, con texture importanti e silhouettes fluide. Ogni capo è pensato con precisione scandinava ma vissuto con calore mediterraneo: il costume OAS sa esattamente cosa dire. Il design nordico applicato al lifestyle balneare funziona, e pure bene.
Edmmond Studios

Fondato a Madrid nel 2014, Edmmond Studios è un brand di menswear che ha saputo ritagliarsi uno spazio significativo anche nell’arena del beachwear. La sua estetica fonde un gusto mediterraneo rilassato con una disciplina formale di ispirazione giapponese, dando vita a costumi essenziali ma curatissimi nei dettagli. Il modello “Shell Classic” incarna questa filosofia: linea squadrata, vita elasticata con coulisse, colore verde oliva pensato per adattarsi a qualsiasi carnagione, e tessuto in poliestere a rapida asciugatura. La produzione avviene interamente in Spagna e Portogallo, con una selezione rigorosa di materiali ecologici, tra cui cotone organico e fibre riciclate, coerente con l’impegno del brand per una moda durevole e responsabile. I costumi Edmmond Studios parlano di raffinatezza discreta che conquista chi apprezza la qualità senza tempo. Perfetti per il beach club, sanno essere altrettanto a proprio agio sotto un paio di bermuda in lino per un pranzo in terrazza.
CDLP

Nato come marchio svedese di underwear di lusso, CDLP ha progressivamente esteso il proprio approccio innovativo e sostenibile allo swimwear, diventando uno dei nomi più interessanti del panorama attuale. La filosofia del brand si basa su materiali orientati al futuro , come il lyocell derivato da fonti di legno rinnovabile e l’Econyl, un pregiato filato di nylon rigenerato da rifiuti plastici recuperati in Italia. I costumi CDLP si distinguono per linee pulite, tinte piene e una costruzione minimalista che nasconde un’avanzata ingegneria tessile: asciugatura lampo, resistenza al cloro e protezione UV integrata. La collezione SS26 introduce nuove tonalità terrose e un taglio ibrido che può essere indossato sia in spiaggia che come short casual in città. CDLP incarna perfettamente lo spirito del “Quiet Power” che domina la stagione: lusso sottile, performance elevata e un ciclo produttivo circolare che guarda al futuro del pianeta.