La campagna Nike che ha messo insieme CR7, Kim Kardashian e LeBron James
Courtesy Nike

La campagna Nike che ha messo insieme CR7, Kim Kardashian e LeBron James

di Tiziana Molinu

Tra gli altri, ci sono anche Kylian Mbappé, Ronaldinho, Zlatan Ibrahimović, Channing Tatum e LISA. Un parterre che rende lo spot per la FIFA World Cup 2026 del colosso dell’Oregon già una leggenda

Se i mondiali di calcio sono tra gli eventi più seguiti del pianeta, Nike ha deciso di regalare al pubblico una campagna all’altezza della leggenda. Come da tradizione, a pochi giorni dal fischio d’inizio, il colosso americano ha lanciato Rip the Script (“Straccia il copione”): una delle operazioni pubblicitarie più incredibili degli ultimi anni. Almeno per quanto riguarda il cast, che il brand svela senza risparmiarsi: ci sono Cristiano Ronaldo, Travis Scott, Kim Kardashian e una galassia di fenomeni del pallone, icone dello sport americano, star della moda e rapper. Con questo schieramento da blockbuster, l’azienda dell’Oregon ha già conquistato un territorio che nessun trofeo potrà mai certificare: la vittoria nella battaglia culturale dei prossimi trenta giorni.

La campagna Nike “Rip the Script” e il parterre di fuoriclasse

Chi conosce la storia del brand sportswear sa bene che i suoi racconti pubblicitari non sono mai banali, e questa volta l’asticella si alza ulteriormente. Il cortometraggio evita volutamente la classica retorica del “prodotto al centro dell’inquadratura”. Preferisce raccontare quei momenti sporchi, autentici, non coreografati che separano i grandi dagli immensi.

Nike mette in scena atleti che hanno fatto della trasgressione delle aspettative la loro firma, personaggi capaci di riscrivere le regole del proprio mestiere. L’azienda ribadisce così il proprio credo: la creatività è rivoluzionaria, e va festeggiata. La campagna mescola sequenze ipercinetiche da cinema d’azione con un’energia travolgente, restituendo l’immagine di chi si fida del proprio corpo e del proprio istinto più che di qualsiasi schema prestabilito.

Nike mondiali
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Il parterre di fuoriclasse

Ma, come anticipato, la carta vincente della campagna è il cast. Nike è riuscita nell’impresa di abbattere ogni barriera tra il calcio che conta e l’influenza culturale trasversale. Da un lato sfilano i big del pallone di oggi: Cristiano RonaldoKylian MbappéVinícius Jr. ed Erling Haaland. Accanto a loro, alcune leggende che hanno fatto la storia come RonaldinhoZlatan Ibrahimović ed Eric Cantona. Un modo intelligente per collegare generazioni diverse di tifosi.

E poi c’è il resto del mondo. Nike ha chiamato a raccolta superstar che non c’entrano nulla con il rettangolo verde: dal fenomeno NBA LeBron James al rapper Travis Scott, dalla regina dei reality Kim Kardashian all’attore Channing Tatum, senza dimenticare il personaggio fittizio Ted Lasso (interpretato da Jason Sudeikis) e la star del K-pop LISA delle Blackpink. La campagna diventa così un affresco che sembra uscito da una macchina del tempo culturale. Sport, musica, moda e stile si intrecciano in modo naturale, raccontando l’aria che si respira durante l’estate dei mondiali.

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Courtesy Nike

Tra le tante scene destinate a diventare virali, una in particolare ha già acceso i social: un siparietto in cui LeBron James e Cristiano Ronaldo litigano bonariamente perché nessuno dei due vuole fare la parte del grande campione che si ritira. È una battuta sul narcisismo dei fuoriclasse, girata con ironia, che sta facendo il giro di TikTok, Instagram e X. Esattamente il tipo di momento che trasforma una pubblicità in un fenomeno da milioni di condivisioni.

La sfida con Adidas (il gol di Chalamet non basta)

C’è ovviamente un’altra partita in corso, silenziosa ma agguerrita. Circa un mese fa, Adidas (sponsor tecnico ufficiale della FIFA e quindi padrona di casa per tradizione) aveva alzato il sipario sulla sua campagna mondiale. Il cast era già di altissimo livello: Lionel MessiJude BellinghamLamine Yamal e l’attore Timothée Chalamet. Una scommessa elegante, incentrata sulla classe e sulla continuità con il passato.

La risposta di Nike, però, è stata spiazzante: più nomi, più caos, più contaminazioni inaspettate. Dove Adidas punta sulla raffinatezza e sulla memoria storica, Nike scommette su una saturazione di stimoli e sulla sorpresa continua. Il motto “Straccia il copione” suona quasi come una provocazione diretta al rivale tedesco: la tradizione va bene, ma l’imprevedibilità è meglio.

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