Mondiali di calcio 2026: 5 Nazionali da tifare al posto dell’Italia e perché
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Mondiali di calcio 2026: 5 Nazionali da tifare al posto dell’Italia e perché

di Tommaso Ferretti

Azzurri a casa, non possiamo vivere l’ennesima Coppa del mondo senza emozioni. Ecco allora 5 compagini per cui fremere e gioire. Tra storie di riscatto, primati e stille di italianità

L’amarezza non si è ancora dissipata, anche se sta prendendo la forma della rassegnazione e dell’abitudine alla mediocrità. L’Italia è fuori dai Mondiali di calcio 2026, che si svolgeranno dall’11 giugno al 19 luglio in Messico, Canada e Stati Uniti: quali Nazionali tifare, allora, per non vivere l’evento sportivo più colorato e atteso dell’anno con freddezza, da spettatori delusi senza sussulti?

48 le Nazionali qualificate tra cui cercare le nostre protette, sul filo di storie di riscatto, sogni impossibili e stille di italianità. Facile a dirsi: nel nostro quintetto di preferite non ci sono di certo Brasile, Germania e Argentina, le compagini che insieme all’Italia dominano l’albo d’oro, i carioca con 5 Coppe del mondo vinte, i tedeschi con 4 come noi, gli albicelesti con 3. Che la nostra assenza, almeno, non sia resa ancora più dolorosa vedendole svettare.

Ecco 5 Nazionali da tifare al posto dell’Italia ai Mondiali di calcio 2026 e perché.

1) La Turchia di Montella

Se l’Italia manca ai Mondiali di calcio 2026, non mancano però gli allenatori italiani. Sono ben tre gli azzurri sulle panchine di Nazionali in gara tra Messico, Canada e Stati Uniti. C’è il big boss Carlo Ancelotti che, stanco di vincere Champions League con il Real Madrid, è volato dall’altra parte dell’Oceano come ct del Brasile. Ma non vogliamo certo che i verdeoro ci stacchino ulteriormente nell’albo d’oro mondiale.

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Vincenzo Montella con Arda Güler durante gli Europei 2024

C’è poi Fabio Cannavaro, con l’Uzbekistan al suo primo Mondiale. Ma il merito non è dell’ex campione del mondo italiano, subentrato alla guida della Nazionale asiatica a qualificazione già ottenuta.

E poi c’è la Turchia di Vincenzo Montella, la nostra prescelta. L’“aeroplanino” è riuscito a riportare la compagine della stella rossa ai Mondiali dopo ben 24 anni. Merito di una generazione di giovani talenti che promette di regalare buon calcio ed emozioni, capitanata dalla stella della Juventus Kenan Yıldız e dal fantasista del Real Madrid Arda Güler.

2) Curaçao, il Paese che a sorpresa c’è

E poi non possiamo non tifare Curaçao, se non altro perché… prima dei Mondiali quasi non ne conoscevamo l’esistenza! C’è sempre tempo per conoscere e studiare. Minuscolo Stato insulare caraibico, ex colonia olandese parte del Regno dei Paesi Bassi, ha centrato il risultato storico di conquistare uno dei tre posti disponibili per le 32 squadre di Nord America, America Centrale e Caraibi. Ed è stata già grande festa!

uraçao players and fans celebrate World Cup 2026 qualification
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La formazione di Curaçao contro il Canada, per le qualificazioni a Mondiali, 21 giugno 2025 a Houston, Texas

Curaçao è il Paese più piccolo partecipante alla Coppa del mondo. Conta appena 156.000 abitanti, grosso modo come la città di Ravenna. Avrà bisogno di un boost di tifosi in più, no?

Secondo i bookmaker, Curaçao è la squadra con più basse probabilità di vittoria. Un motivo ulteriore per sostenerla. Non puntando però più di 5 euro sul suo successo finale.
Nel suo girone a quattro se la vedrà contro la Germania. Forza Curaçao!

3) Congo, al suono di fimbu

Allez les Léopards! Fimbu! A onorare la Coppa del mondo al ritmo del “fimbu”, il ballo e il gesto di esultanza che imita lo schiocco di una frusta tipici della Repubblica Democratica del Congo: la metafora del fustigare l’avversario a suon di gol. La Nazionale congolese torna ai Mondiali dopo 52 anni!

Congo, il tifoso Lumumba
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Il tifoso immobile del Congo, Michel Kuka Mboladinga detto “Lumumba”, nella partita contro Botswana in Coppa d’Africa, 30 dicembre 2025

All’ultima partecipazione, nel 1974, il Paese si chiamava ancora Zaire e passò alla storia per la famosa “punizione al contrario”. Il difensore Joseph Mwepu Ilunga, infatti, quando già il Brasile stava vincendo 3-0 e stava per battere una punizione al limite dell’area a 5 minuti dalla fine, calciò lui, stupendo tutti. Era uno stratagemma per salvare la vita a sé e ai compagni di squadra, minacciati di morte dal dittatore Mobutu se la sconfitta fosse stata più sonora.

Squadra fisica e grintosa, i Leopardi ora hanno centrato l’impresa. Giocheranno per la gloria e per un Paese intero, schiacciato dall’epidemia di ebola. Sarà anche l’occasione per ammirare il tifoso più famoso, “Lumumba”, noto per rimanere immobile come una statua per tutta la durata delle partite. Farà parte della delegazione congolese in America!
L’esordio? Sarà contro il Portogallo di Ronaldo.

4) La Croazia degli “italiani”

Per la terza volta consecutiva gli azzurri hanno fallito la qualificazione alla Coppa del mondo. Ma anche se non ci saremo Oltreoceano, sono davvero tanti gli “italiani” tra le fila della Croazia. Tra tutte le Nazionali in gara, infatti, quella balcanica è quella che conta più calciatori del nostro campionato di Serie A. Sono ben 7, su 26 convocati.

Luka Modrić
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Luka Modrić capitano della Croazia contro la Colombai, 26 marzo 2026

C’è capitan Luka Modrić, a quarant’anni al suo quinto Mondiale, reduce da una stagione da protagonista con il Milan. Ci saranno il difensore della Fiorentina Marin Pongračić, i centrocampisti Mario Pašalić dell’Atalanta, Nikola Vlašić del Torino, Martin Baturina del Como, Petar Sučić dell’Inter, Nikola Moro del Bologna.

La partita d’esordio è subito interessante: contro l’Inghilterra! Un motivo in più per tifare Croazia. E per augurare all’ex pallone d’oro Modrić di conquistare uno dei rari trofei che manca nella sua bacheca.

5) G come Giappone e gioco di squadra

Non può che esserci il Giappone tra le Nazionali da tifare al posto dell’Italia ai Mondiali di calcio 2026. Anche se non vanta fuoriclasse risonanti come Lamine Yamal o Kylian Mbappé, la squadra nipponica ha nel collettivo, nell’organizzazione e nel gioco di squadra la sua forza. Non a caso è stata la prima squadra a qualificarsi sul campo per la Coppa del mondo, già il 20 marzo 2025.

Wataru Endō
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Wataru Endō del Giappone durante la partita contro la Siria a Hiroshima, 11 giugno 2024

All’ottava qualificazione consecutiva, i Blue Samurai volano in America con alte ambizioni. Il commissario tecnico Hajime Moriyasu l’ha dichiarato: vuole vincere i Mondiali. E non è una boutade né un sogno così irrealistico: il Sol Levante negli ultimi anni ha investito tanto per spingere sempre più avanti il livello del calcio nazionale.

Tra i 26 convocati solo tre giocano in patria, gli altri sono tutti nel giro internazionale e per lo più nei campionati europei, dal capitano Wataru Endō in seno al Liverpool al centrocampista Ritsu Dōan dell’Eintracht Frankfurt.
Il girone di cui fa parte? Ben sfidante, tra Olanda, Svezia e Tunisia.