È morto Valentino Garavani. La moda italiana piange un altro dei suoi fondatori
Courtesy Getty Images

È morto Valentino Garavani. La moda italiana piange un altro dei suoi fondatori

di Digital Team

Si è spento all’età di 93 uno dei grandi pilastri della moda italiana e internazionale. La sua scomparsa chiude un capitolo significativo della fashion industry del XX e XXI secolo: per la durata, oltre sei decadi di attività creativa, e per la profondità dell’impatto estetico e culturale che la sua visione ha avuto nel mondo

È scomparso all’età di 93 anni Valentino Garavani, uno dei grandi stilisti italiani il cui nome è diventato, nel tempo, sinonimo di un’idea precisa e riconoscibile di eleganza. La notizia è stata diffusa dal gruppo: “Valentino si è spento nella sua residenza romana, circondato dall’affetto dei suoi cari”.

Valentino è stato parte di una generazione che ha trasformato la moda italiana in un sistema riconosciuto a livello globale. Negli anni Ottanta e Novanta, insieme a nomi come Giorgio Armani, Gianni Versace e Gianfranco Ferré, ha contribuito a definire il ruolo di Milano e Roma come capitali complementari della moda. Con la sua scomparsa si chiude definitivamente una stagione della fashion industry italiana costruita dai suoi fondatori, da figure che hanno creato un linguaggio prima ancora che un business globale.

Valentino Garavani,
(Photo by Pierre GUILLAUD / AFP)

Emblematica, in questo senso, è una fotografia scattata a Milano, in Piazza Duomo, spesso citata come immagine-simbolo di quell’epoca: un gruppo di stilisti italiani riuniti insieme, non come collettivo programmatico ma come testimonianza visiva di una generazione che stava costruendo il Made in Italy contemporaneo. Valentino era uno dei volti centrali di quella stagione.

Valentino Garavani: le origini di un mito

Nato a Voghera nel 1932, Valentino Garavani si forma tra Milano e Parigi, studiando alla École de la Chambre Syndicale de la Couture e lavorando negli atelier di Jean Dessès e Guy Laroche. Un percorso classico, che lo mette in contatto diretto con l’alta moda francese prima del rientro in Italia. Nel 1959 fonda a Roma la maison Valentino. Il punto di svolta arriva però solo all’inizio degli anni Sessanta, quando entra stabilmente nella sua vita personale e professionale Giancarlo Giammetti, figura centrale nello sviluppo dell’azienda. È l’inizio di un modello in cui creatività e visione imprenditoriale procedono insieme, con una chiarezza allora rara nel sistema italiano. Il resto, e il rosso, è storia.

(Photo by Rose Hartman/Archive Photos/Getty Images)

Il ritiro e l’eredità culturale

Lo stilista si ritira ufficialmente dalle passerelle nel 2008 con una sfilata di alta moda a Parigi. Da quel momento, pur restando una figura di riferimento, sceglie un ruolo più defilato, lasciando spazio alle nuove direzioni creative della maison. Negli ultimi anni, insieme a Giammetti, ha investito nella Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti e nello spazio culturale PM23 a Roma, dedicato a moda, arte e cultura visiva. Un progetto che conferma come il suo sguardo non si sia mai limitato al prodotto, ma abbia sempre cercato una dimensione più ampia di bellezza e memoria.

La sua mortei segna la scomparsa di uno dei pochi stilisti capaci di incarnare un’idea coerente, riconoscibile e durevole di eleganza italiana. «Amo la bellezza, non è colpa mia», diceva. E in un sistema oggi frammentato e accelerato, la sua opera resta come riferimento storico e culturale, prima ancora che estetico.

Valentino Garavani
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