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A Bergamo per un weekend di arte e bellezza

di Rita Bossi - 2 Luglio 2020

Messa alla prova dall’epidemia di Covid-19, Bergamo ha risposto all’emergenza con una forza e una determinazione senza pari. Ora è pronta ad accogliere i turisti aprendo le porte di musei, mostre e ristoranti gourmet, oltre a ospitare un grande evento culturale di musica e teatro.

A Bergamo si ricomincia dalla cultura

Bergamo, tra le città d'Italia più colpite dalla pandemia da Coronavirus, riaccende lo sguardo, rialza la testa, in un’estate che quest’anno sembra come una primavera, una rinascita. Una città ferita, messa alla prova dall’emergenza e dal dolore, ma che non ha mai perso la sua forza, la determinazione nell’impegno, l’orgoglio. E riparte dalla cultura con 'Torniamo in scena. Estate duemilaeventi', grande manifestazione organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Bergamo che vedrà in scena attori e musicisti del nostro Paese che daranno nuovo slancio culturale alla città. Un cartellone ricco di eventi (20 le serate in cui si alterneranno diverse compagnie teatrali e grandi artisti) che andranno in scena al Lazzaretto a partire dal 4 di luglio con 66/67, progetto musicale nato dalla collaborazione artistica tra Alessio Boni e Omar Pedrini, che coinvolgerà il pubblico con brani della storia della musica dagli anni ‘60 a oggi.

2 Cultura

Il prossimo 4 luglio lo spettacolo 66/67, progetto musicale con Alessio Boni e Omar Pedrini - Credits: @Sabrina Cirillo

Bergamo alta e Bergamo bassa

La città è divisa in due. La parte “di sopra” è Bergamo Alta (si può decidere di conquistarla utilizzando le tante scalinate o la funicolare una delle più antiche d'Italia!), circondata dalle mura veneziane del XVI secolo, dominata dalla Rocca di Bergamo. Affascinanti piazze (la più famosa è Piazza Vecchia, quella “più bella d’Europa” secondo Le Corbusier, simbolo della città), ospitano il porticato del Palazzo della Ragione e la Basilica di Santa Maria Maggiore con i suoi interni dorati e l'intricata facciata marmorea della Cappella Colleoni. Luogo di passeggio preferito per chi visita Bergamo Alta è Corsarola, nome familiare di via Bartolomeo Colleoni, strada principale ricca di bar, negozi e ristoranti. 

La parte “di sotto” è corrisponde invece al centro nato attorno ai borghi dove si svilupparono le attività produttive, in particolare quelle della lavorazioni dei filati.

Visita all'Accademia Carrara...

E' una della pinacoteche più importanti d’Italia ed è l'unica composta da cospicui lasciti di collezionisti privati: da più di duecento anni, l'Accademia Carrara raccoglie preziose opere d'arte, arrivando oggi a ben 1.800. Uno scrigno di tesori d'arte, recentemente restaurata, che riapre dopo aver messo a punto una serie di cambiamenti per garantire la sicurezza di tutti (qui il nostro reportage sulle riaperture dei musei nel Nord Italia). Nuova segnaletica a terra lungo il percorso espositivo che permette maggiore fluidità di passaggi tra i visitatori e dispositivo da indossare per la gestione della distanza sociale, simile a uno smartwatch, che rileva la distanza minima dalle altre persone.

Il Met, Metropolitan Museum of Art di New York, ha concesso il prestito dell'opera I musici di Michelangelo Merisi al museo bergamasco fino alla fine dell'estate, in segno di amicizia e solidarietà tra due città duramente colpite dalla pandemia. Un'opportunità unica per vedere in Italia una delle opere più celebri del pittore. “Caravaggio in Bergamo” è il titolo dell'iniziativa con cui l’Accademia Carrara riapre le sue porte, offrendo alla città la possibilità di vedere il celebre dipinto. L’opera di Caravaggio è esposta all’interno del percorso del museo, e inserita grazie a un allestimento speciale nella sala dedicata alla pittura del Seicento, a fianco alle opere di cultura caravaggesca.  

...e alla GAMeC

Da vedere, anche le sale della GAMeC (Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo), una galleria che ospita una collezione permanente di oltre trecento opere di artisti del Novecento e contemporanei, e offre un vasto programma di mostre e iniziative culturali. Dal 9 luglio al 1 novembre 2020 la mostra “Daniel Buren. Illuminare lo spazio, lavori in situ e situati” presso lo storico Palazzo della Ragione, sede estiva della Galleria.  

Rilassarsi all'Orto Botanico 

Bergamo possiede angoli verdi celati in ogni dove, come l’Orto Botanico Lorenzo Rota: 1750 metri quadrati in cui convivono oltre 1200 specie autoctone, esotiche e mediterranee (piante carnivore, acquatiche, officinali, alimentari, ornamentali, tintorie). E' un’istituzione municipale (fondata nel 1972,) che svolge attività di conservazione, ricerca, educative, sociali, promuove eventi culturali, mostre e conferenze. E' composto dall’Hortus Vivus, cui si affianca un’importante collezioni di erbari – Hortus Siccus Bergomensis – fra cui il prezioso Erbario di Lorenzo Rota (1818-1853), primo descrittore della flora della provincia di Bergamo. 

L'orto botanico - Credits: iStock

Dove concedersi un peccato di gola a Bergamo

Pausa merenda a La Marianna in Città Alta, storica pasticceria e ristorante dove dal 1961 si crea il gelato gusto stracciatella, fiordilatte con gocce di cioccolato.

Cena al Ristorante Lio Pellegrini: cucina classica di tradizione che segue con cura le proposte giornaliere di pesce, carne e verdure con particolare attenzione alla presentazione del piatto; ottima la lista dei vini con il meglio dell'enologia italiana con buona presenza di vini della borgogna, della champagne e di Bordeaux.

Sulla via dell'Accademia Carrara e GAMeC anche l'Ambulatorio Gastronomico, un bistrot elegante, dall'atmosfera intima dove si assaggiano prodotti scelti e raffinati (l'unico in città dove si può trovare un piccolo menù dedicato alle tapas!). 

Nuovi piatti come “Risotto piselli, testina di maiale e porri fermentati”, “Trancio di rombo, latte di cocco, rucola e caviale” oltre ai classici della tradizione “Uovo all’uovo”, “Paccheri alla Vittorio”, Da Vittorio, ristorante tre stelle di Brusaporto della famiglia Cerea. 

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