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Il mercato dell’arte ai tempi del Coronavirus

di Luca Zuccala - 16 Marzo 2020

Mentre l’emergenza sanitaria costringe le principali fiere e case d’asta a posticipare date e appuntamenti, emergono nuove forme di vendita ed esposizione. Digitali, naturalmente.

Fino a data da destinarsi. Non ci potrebbe essere dicitura più calzante per definire il brancolar nel buio del mercato dell’arte a marzo 2020. Mentre nell’istante in cui scriviamo si aspetta solo la conferma delle nuove date di Art Basel a metà settembre, tre giorni fa (13 marzo) l’annuncio da Parigi che attendevamo. Il Salon du Dessin si farà, ma a fine maggio (28-31 maggio) in concomitanza con le già rimandate Drawing Now e Art Paris.

Fiere e case d’asta hanno sospeso o riprogrammato il proprio calendario. Sia per le inderogabili esigenze di salute pubblica, sia per la mancanza fisica di pubblico interessato alla compravendita. Ma maggio e giugno saranno già date buone? Si scommette su weekend papabili, ripianificabili in seguito. Parlando in questi giorni con diversi esperti di economia della cultura si potrebbe azzardare che, se l'epidemia dovesse rientrare stabilmente nel mese di maggio, a settembre dovremmo avere un significativo rimbalzo positivo per il settore, grazie al riacquistato entusiasmo dei compratori e la fiducia generale nella ripresa del sistema. L’arte, soprattutto quella antica e moderna, è uno dei più validi beni rifugio e potrebbe beneficiare di questa situazione già nel breve termine, vista la volatilità dei mercati finanziari.

Per ora, i protagonisti del sistema provano a tamponare perdite e investimenti proponendo vetrine online, le cosiddette Online Viewing Rooms. Un fenomeno trasversale che accomuna gallerie, fondazioni, musei, fino appunto alle fiere. La prima ad aprire prepotentemente le danze è stata, per forza di cose data l’origine cinese dell’epidemia, Art Basel Hong Kong che si sarebbe dovuta tenere fra pochissimi giorni (19-21 marzo) e che aprirà solo virtualmente dal 20 al 25 marzo, con tanto di preview riservata il 18 e il 19. La regina delle manifestazioni d’arte contemporanea, nella sua veste asiatica, ha pianificato una vetrina virtuale che offrirà agli espositori (gratuitamente per questa prima volta) la possibilità di mostrare agli interessati le opere che sarebbero dovute essere presentate negli stand. Numeri? 2 mila opere di 230 gallerie da 31 Paesi per un valore complessivo di 253 milioni di dollari. Senza la presunzione di sostituire la visita fisica, si sviluppa come necessario supporto ai galleristi.

Un sistema molto simile a quello che in queste settimane sta testando con successo Mercanteinfiera di Parma, eccellenza fieristica del panorama italiano in materia di antichità, modernariato e collezionismo con una proposta di oltre mille espositori. Data l’inevitabile cancellazione dell’edizione primaverile (tutto è rimandato in autunno dal 3 all’11 ottobre), gli organizzatori hanno creato una piattaforma online nella quale il pubblico può ritrovare, fino al 29 marzo, le immagini dei pezzi che gli espositori avrebbero offerto in fiera distinti in 19 categorie merceologiche.

Strumenti che le case d’asta italiane, più avanti nelle sperimentazioni digitali rispetto alle fiere, stanno debitamente potenziando per implementare la propria attività. Da Pandolfini di Firenze a Il Ponte di Milano, passando per Finarte che domani, 17 marzo, batterà all’incanto una importantissima asta di fotografia con oltre 250 lotti. Come? Con i clienti collegati in remoto, attraverso offerte fatte ai telefoni e sulle piattaforme online. Ma non solo. Eccezionalmente per quest’asta si potranno fare offerte tramite WhatsApp.

Nessuna “chat” invece per Christie’s, che comunica di aver posticipato la celebre Thinking Italian, doppia tornata di arte moderna italiana che doveva tenersi a Milano l'8 e il 9 aprile, il prossimo novembre. Se “andrà tutto bene”, quindi, sarà un autunno caldissimo per il mercato dell’arte visto il semestre quasi completamente bruciato. Si valuteranno le conseguenze della crisi globale in corso e si misurerà la risposta delle vendite post corona.

Si prospetta un calendario fittissimo di appuntamenti, fin dai primi di settembre. Da miart, la fiera d’arte moderna e contemporanea di Milano, che aprirà la stagione (11-13 settembre), alle decine di eventi che stanno trovando il modo di incastrarsi tra una settimana e l’altra senza sovrapporsi e rubarsi di conseguenza i collezionisti. Per la precisione, non una fiera ma un altro macro evento “posticipato” aprirà le danze della seconda parte del 2020: la Biennale di Architettura di Venezia, curata dal bravissimo Hashim Sarkis. Inaugurerà il 29 agosto e andrà avanti per tre mesi fino al 29 novembre. Si annuncia profetica, il titolo non poteva essere più icastico: How will we live together? Ossia, “Come vivremo insieme?”. Di sicuro, più vicini. Speriamo, più uniti.

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