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Kevin Prönnecke e la magia della natura

di Alessandra Mattanza - 23 Settembre 2020

Il fotografo naturalista Kevin Prönnecke ci porta in viaggio attraverso luoghi sconfinati e solitari, tra montagne aspre e oceani selvaggi.

“Vivere non è abbastanza… Bisogna avere il sole, la libertà e un fiorellino”, credeva Hans Christian Andersen.

Nella confusione delle città, tra strilla, rumori, smog e marciapiedi su cui sciama la gente, avete mai pensato di osservare come, talvolta, un fiore o un ciuffo d’erba, una piantina riescono a spuntare dal puro asfalto? La malia della Natura è irresistibile. La Natura è la nostra origine, quel luogo magico, dove bellezza, mistero, avventura, emozioni, pensieri, memorie si mescolano in un arcobaleno di incontenibile serendipità. Siamo parte della Natura, al punto che quando ci disconnettiamo da essa, rischiamo di perderci.

Ogni anno GDP (German Society for Nature Photography), la società tedesca per la fotografia naturalista, celebra la Natura in tutte le sue forme, premiando fotografi per uno scatto di animali, piante, paesaggi, acqua.

Tra questi il fotografo tedesco Kevin Prönnecke, che si è classificato al quarto posto con l’immagine stupenda, e semplice, di una rana che ricorda il magico regno delle fate, è da sempre stato stregato dalla natura. «Fin da bambino ero entusiasta della natura locale. Per poter registrare le mie osservazioni e impressioni, acquistai la mia prima fotocamera SLR già da ragazzo. Quando alcuni anni fa ho messo le mani su una Nikon F100 usata, sono stato completamente contagiato dal virus della fotografia. Ora realizzo principalmente immagini digitali. Sono ancora oggi i motivi della Natura che mi ispirano… Sono particolarmente attratto dai paesaggi, ma anche dagli animali e dalla tecnica macro. Preferisco uscire molto presto con la mia telecamera. Spesso provo i migliori stati d’animo al mattino, quando guardo il giorno svegliarsi. Preferisco esplorare la Natura a piedi o in mountain bike. La fotocamera è sempre con me, soprattutto durante le escursioni. Molte delle mie fotografie sono state scattate nella mia area locale. È l’Harz, sono le montagne arenarie dell’Elba, sono i prati dell’Elba. Sono tutti raggiungibili da Lipsia, che con la sua foresta alluvionale, il paesaggio post-minerario e lo zoo, offre molte opportunità ai fotografi naturalisti. Quando non fotografo, mi dedico alla biochimica. Con essa posso conoscere e comprendere la Natura in un modo completamente diverso», racconta Kevin.

A proposito di un rospo e di una ballerina…

Kevin ha vinto un premio per un rospo che spunta tra acqua e vegetazione acquatica con occhi tendenti al rossiccio. La sua ispirazione viene spesso evocata da creature straordinarie, ed è in questa imprevedibilità che si cela la bellezza della Natura, capace sempre di sorprendere. «L'immagine del rospo è stata scattata nello stagno di una foresta, al momento della deposizione delle uova. Numerosi rospi comuni si erano accoppiati e si erano riuniti insieme. Questo maschio di rospo era apparso in mezzo al semolino d'anatra e così si può vedere una sorta di copricapo sulla sua testa», ricorda. «Sulla strada per la Norvegia ho fatto scalo invece in un angolo nord-occidentale della Danimarca. C’erano dune di sabbia piuttosto alte, da cui si scorgevano il mare e la spiaggia. Un piccolo ruscello scorreva sulla spiaggia nel mare e rivelava strutture interessanti nella luce della sera. Un uccello, la ballerina, entrò di corsa nella scena in un modo del tutto inaspettato. La sfida era nel modificare le impostazioni della fotocamera prima che passasse attraverso il possibile scatto. Nel cambiare tutte le impostazioni nonostante la fretta, sono stato in grado di scattare prima che uscisse di scena», aggiunge Kevin. È allora che la magia accade, che il momento rimarrà, per sempre, nella storia. E, per questa fotografia, ha anche vinto il concorso ornitologico svizzero.

Montagne, mare e animali

Kevin ha intere gallerie fotografiche dedicate all’universo delle montagne, del mare e delle coste, e diverse agli animali.

«Vivo nella riserva della biosfera del Medio Elba, in altre parole nelle pianure. La catena montuosa più vicina a me, l’Harz, è a circa due ore di macchina. Probabilmente trovo le montagne tanto eccitanti perché non le ho sempre davanti agli occhi. Le Alpi sono ovviamente molto impressionanti, ma il mio paesaggio montano preferito è la Svizzera sassone. Le formazioni rocciose, le piccole valli fluviali strette, le suggestioni nebbiose sono unici qui», riflette.

«Amo l’atmosfera in riva al mare e potrei stare seduto sulla spiaggia per ore a guardare le onde giocare. Ci sono spiagge sovraffollate, che per me non sono stimolanti. Di solito mi reco lungo la costa in autunno o in primavera, quando ci sono meno persone. Nonostante le coste atlantiche in Scozia e in Norvegia siano incredibilmente spettacolari, prediligo ancora il Mar Baltico. Rügen con le sue scogliere di gesso è un luogo speciale che per me vale sempre un viaggio», pensa.

«Fotografare gli animali mi diverte tantissimo, anche se allo stesso modo mi provoca un grande sforzo, pazienza, fatica. Non ho tempo di dedicarmi a lunghe ricerche per un soggetto, ma, per fortuna, ci sono sempre opportunità nella Natura. Come le foche a Helgoland, dove a dicembre nascono anche i piccoli di foche grigie… O, a volte, bisogna avere fortuna. Una volta in Norvegia volevo fotografare le volpi artiche e due si fermarono proprio al lato della strada, al mio primo giorno», conclude.

“In tutte le cose della Natura c’è sempre qualcosa di meraviglioso”.

- Aristotele

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