Volare sull’acqua: perché tutti parlano del Wing Foiling

Volare sull’acqua: perché tutti parlano del Wing Foiling

di Carolina Saporiti

Un incrocio tra il windsurf e altre discipline acquatiche (ma ha qualcosa anche dello snowboard), il Wing Foiling sta diventando sempre più popolare, merito del senso di libertà che è in grado di regalare. Pronti a navigare quest’estate, guidati dal vento e… dalle proprie braccia?

Sto volando! Sto volando sull’acqua! È questo il primo pensiero di chi prova e riesce ad alzarsi su una tavola di Wing Foiling, una delle ultime discipline acquatiche nate che sta però spopolando anche tra i campioni di altri sport. Quindi è molto probabile che potreste avvistare alcune vele sulle spiagge quest’estate… e non sarà difficile riconoscerle. Il Wing Foiling ha due caratteristiche che lo rendono immediatamente riconoscibile: l’hydrofoil e una vela gonfiabile svincolata dalla tavola e senza cavi, da tenere con due mani.

È chi naviga che sposta direttamente l’ala, la direziona, la solleva e, intanto, plana sopra l’acqua a gran velocità. La lamina dell’hydrofoil riduce infatti la resistenza in acqua e permette di aumentare notevolmente la velocità della tavola che in genere è di piccole dimensioni, almeno per i più esperti, mentre ai principianti è consigliato iniziare con tavole più grandi e lente. Niente vele pesanti, niente trapezio e niente linee del kite… si naviga sull’acqua con il minimo attrito e con massima libertà di manovra. Non serve nemmeno che soffino forti venti, bastano 10 nodi per cominciare a divertirsi e soprattutto per sentirsi liberi.

Il Wing Foiling prende un po’ da tutte le discipline sorelle e cugine, ma non si sostituisce a nessuna, come sempre ogni disciplina è a sé e non è detto che chi ne pratica una, non possa farlo anche con un’altra.

Wing Foiling
Uniqsurface Unsplash.com
Simile al Windsurf, nel Wing Foiling la vela è libera, svincolata dalla tavola.

Ma da dove nasce il Wing Foiling? La storia dell’hydrofoil e delle vele svincolate e girevoli non è recente, ma è solo negli anni Duemila che hanno iniziato a prendere piede e a “contaminare” alcuni sport acquatici combinandosi poi insieme fino a creare un nuovo sport ancora. La nascita e il successo del Wing Foil si deve soprattutto a Robby Naish, la leggenda del windsurf, entusiasta per la possibilità che dà il Wing Foiling di navigare in tutte le direzioni, senza trapezio. Chi è sulla tavola guida direttamente l’ala, una struttura leggera e flessibile che consente di volare sull’acqua per ore (se si è allenati, certo), potendo raggiungere quasi i 50 km/h. 

Chi lo pratica lo descrive come uno sport meditativo in cui occorre la massima concentrazione, ma non è solo questo il motivo del grande successo. Il Wing Foiling è un ottimo allenamento per tutto il corpo e, a differenza di altre discipline acquatiche - come per esempio il kitesurf - non è molto pericoloso: volando sopra l’acqua si prendono molto meno colpi ai tendini, alle gambe e alla schiena che in altri modi di navigare. Inoltre l'attrezzatura è anche meno ingombrante: l’ala piegata sta in uno zaino e non serve molto spazio per montare l’attrezzatura (cosa che invece richiede il Kite Surf). Certo, non è economico, il costo del kit completo varia tra i 2.500 e i 3.000 €, ma la sensazione di volare sull’acqua è impagabile.