Alain Delon, 10 cose che forse non sapete di lui
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Alain Delon, 10 cose che forse non sapete di lui

di Simona Santoni

Occhi di ghiaccio, bello da stordimento, il divo compie 87 anni. Un’icona imperitura. Che avrebbe potuto essere il primo 007 dall’accento francese…

La bellezza è effimera ma in Alain Delon è somma e imperitura. Bello da stordimento, l’attore francese valica il tempo, con i suoi 90 film e 135 milioni di spettatori attratti nelle sale. Icona per sempre, uomo risoluto e orgoglioso dal carattere scontroso, che oggi compie 87 anni. «Sta bene, è una roccia», nonostante l’ictus di tre anni fa, rassicura suo figlio Anthony, con cui ha avuto un rapporto burrascoso.
«La mia carriera è l'unica cosa che mi è riuscita nella mia vita» ha detto recentemente il divo dagli occhi di ghiaccio. «Ciò che amo di più e ciò che ho fatto di più bello».

Indimenticabile giovane puro e generoso in Rocco e i suoi fratelli, ardito e affascinante principe Tancredi ne Il Gattopardo, sempre al servizio di Luchino Visconti, Alain Delon è stato tanti cattivi, con quel suo sguardo implacabile e i modi bruschi, tutti magnetici, come il killer solitario di Frank Costello faccia d'angelo di Jean-Pierre Melville.
«Guarda come guardi, parla come parli, ascolta come ascolti, fai tutto come lo fai, sii te stesso, non recitare, vivi», fu il prezioso consiglio che gli diede sul suo primo set il regista Yves Allégret, dove piombò senza formazione ed esperienza da attore. «Ha cambiato tutto. Se non me lo avesse detto non avrei fatto questa carriera»: le parole di Delon.

Ecco 10 cose che forse ancora non sapete su di lui.

Alain Delon
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Alain Delon, 1969 circa

Il primo ruolo avuto grazie a un adulterio

A spingere Alain Delon sul set del suo primo film, Godot (1957), proprio diretto da Allégret, fu la moglie del regista, l’attrice Michèle Cordoue. Alain era il suo giovane amante e fu lei a pensare che fosse esattamente il personaggio che suo marito stava cercando per il suo nuovo film. Li fece conoscere e caldeggiò. Tutto partì da una relazione adultera.

Il contratto per Hollywood non onorato

Per assurdo, la bellezza che l’ha reso uno dei più grandi sex symbol inizialmente fu un ostacolo alla carriera. «Sei troppo bello, quindi dobbiamo rifiutarti»: si sentì dire più volte Alain Delon.
A Parigi, dove accettò numerosi lavori saltuari, fece amicizia con attori locali emergenti, uno dei quali lo invitò ad andare al Festival di Cannes. Lì, da sconosciuto, fu notato da Henry Wilson, il famoso agente di Rock Hudson. Gli suggerì di imparare l’inglese perché poi l’avrebbe portato negli States. Dopo un provino a Roma, superato, ricevette un contratto di sette anni a Hollywood, che decise di non onorare.

Con Romy Schneider all’inizio fu ostilità

Fu una storia d’amore intensa quella tra Alain Delon e Romy Schneider, tutti e due splendidi, ammirati, bramati, fotografati. La coppia d'oro del cinema francese. Ma i due divi appena conosciutisi si detestavano.
Si incontrarono per la prima volta all'aeroporto di Orly nel 1958, prima delle riprese del loro film insieme L'amante pura. Delon si rivelò troppo arrogante per il gusto dell'attrice, già beneamata principessa Sissi. Durante le riprese, però, si innamorarono. Si fidanzarono, senza mai sposarsi. Nel 1963 lei ricevette la lettera di rottura.

Delon è un collezionista d’arte

Come Pierre Niox, il suo personaggio ne L'ultimo giorno d'amore (1977), Alain Delon è un collezionista d’arte appassionato e compulsivo. A partire dagli anni '70 colleziona dipinti del XIX secolo, in particolare di Géricault e Delacroix, dipinti degli artisti Fauves e degli anni '50, dal movimento Cobra a Degottex. Ha anche una collezione di bronzi animali di Rembrandt, Bugatti e Guyot. Ed è un grande appassionato di disegni antichi, in particolare di Jean-François Millet, ma anche Modigliani, Dürer, Cézanne.

Avrebbe voluto recitare con Sophie Marceau

Donne donne donne. Tantissime quelle che ha fatto innamorare, tante quelle con cui ha avuto flirt, altrettante quelle con cui ha condiviso il set, da Claudia Cardinale a Jane Fonda, da Romy Schneider a Brigitte Bardot, e poi Catherine Deneuve, Jeanne Moreau, Simone Signoret, Lea Massari, Annie Girardot… Ma c’è un attrice con cui avrebbe voluto recitare ma non è mai capitato, come ha rivelato nel 2016: Sophie Marceau.

Avrebbe potuto essere James Bond

«Mon nom est Bond, James Bond». Come avrebbe suonato?
Alla fine degli anni '70, mentre Alain Delon stava girando Histoire d'amour, Albert Broccoli, il produttore della serie cinematografica di James Bond, gli offrì di indossare gli impeccabili panni di 007 dopo che Sean Connery aveva deciso di mollare. Delon rifiutò. Sarebbe stato intrigante vedere il fascino francese addosso alla spia di britannico aplomb.

La sepoltura accanto ai suoi cani

Alain Delon è da sempre un grande amante dei cani, tanto da aver allestito nei terreni della sua tenuta di Douchy un cimitero per loro, che conta una cinquantina di tombe di suoi ex compagni a quattro zampe.
Ha confidato di voler esser sepolto, un domani, accanto a loro, quelli che sono stati i suoi «migliori amici»: «Tutta la mia vita è lì, nelle tombe dei miei cani».

L’incolore esperienza a Hollywood

Quando l’Europa era già soggiogata, dopo che Delitto in pieno sole e Rocco e i suoi fratelli lo lanciarono come star internazionale, all’inizio degli anni ’60 Alain Delon decise di conquistare l’America. Dal 1965 al 1966 ha girato tre film Oltreoceano: L'ultimo omicidio di Ralph Nelson, Né onore né gloria di Mark Robson, Texas oltre il fiume di Michael Gordon. Un’incursione che non lasciò il segno.

Alain Delon e suo figlio Anthony
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Alain Delon e suo figlio Anthony in spiaggia a Monte Carlo, 15 agosto 1965

Parlava di sé in terza persona

Un uomo cupo, solitario, duro, che all’apice del suo successo si perse nel suo mito tanto da parlare di sé stesso in terza persona. E un padre ruvido che spesso usava le maniere forti. Così ne parla il figlio Anthony, oggi 58enne, avuto con Nathalie Delon (pseudonimo dell’attrice Francine Canovas), che ha appena pubblicato il libro autobiografico Dolce e crudele (Sperling & Kupfer): al centro del racconto il rapporto tormentato con il divo, la violenza psicologica, la difficoltà di vivere nella sua ombra, il senso di abbandono.

Quando mise alla porta il presidente

Da gollista e nazionalista, Alain Delon ha sostenuto Valéry Giscard d'Estaing, presidente della Repubblica francese dal 1974 al 1981. Ma la gelosia non ha reverenza.
Riconosciuto donnaiolo, Giscard avrebbe avuto un debole per Mireille Darc, la compagna di Delon. Mentre Alain trascorreva le sue giornate negli studi cinematografici, il presidente prendeva il tè nel suo appartamento parigino con la graziosa attrice. Ma l’attore rincasò prima del previsto. Quando li vide insieme in soggiorno, liquidò prontamente le Président: «Buongiorno signor Presidente, a casa mia ricevo solo persone che invito, quindi le chiederei di andarsene immediatamente». Giscard obbedì senza discutere, salutando educatamente.