ArtVerona, Frieze London, Art Basel Paris, Artissima: le fiere d’arte da non perdere in autunno
Da Londra a Parigi, ma anche Torino e Verona, sono molte le città in cui fare tappa per visitare fiere d’arte dove scoprire (ma soprattutto comprare) giovani talenti e artisti affermati.
I collezionisti d'arte, ma anche i tanti appassionati alla ricerca di nuovi talenti, nel mese di ottobre hanno un’agenda fittissima. Nel nostro calendario abbiamo segnato ArtVerona (dal 9 all’11 ottobre), giunta alla sua 21ª edizione. Il tema di quest’anno, dal titolo Tra parentesi, sviluppa il concetto di conversazione tra i vari attori del sistema dell’arte. Tra le novità di quest’anno c’è un’inedita apertura internazionale con Focus Corea: uno spazio espositivo dedicato alle gallerie e alle realtà culturali provenienti dal Paese asiatico, oltre all’ingresso di gallerie straniere per promuovere il dialogo con il sistema espositivo italiano. Come sempre, durante i giorni di fiera, mostre e iniziative curate da ArtVerona portano in città grandi artisti italiani e internazionali. Palazzo Forti accoglie il progetto Cittadini! dell’artista spagnola Dora García, mentre è Luca Trevisani il protagonista della mostra Rosa, allestita nella Sala Morone del Convento di San Bernardino a Verona. Si intitola La forma dello spazio il nuovo progetto commissionato a Marinella Senatore per la sede istituzionale di Fondazione Cariverona.
Ci spostiamo a Londra dove, dal 14 al 18 ottobre, inaugurano a Regent's Park in parallelo Frieze London e Frieze Masters. Le due fiere portano a Londra quasi 300 gallerie provenienti da 48 Paesi. Tra nuovi percorsi curatoriali, sezioni tematiche inedite ed espansioni di format esistenti, le principali novità dell'anno riflettono una spinta verso la ricerca e il dialogo trans-storico. Tra le novità spicca The Code Universe: nuova sezione che esplora la risposta degli artisti alle trasformazioni sociali e alla cultura di massa, dai beni di consumo all'immaginario mediale. La sezione Artist-to-Artist torna ampliata con sette solo show selezionati direttamente da grandi artisti contemporanei. Tra i nominatori di quest'anno figurano Yinka Shonibare, Otobong Nkanga, Firelei Báez, Jeffrey Gibson e Louise Giovanelli. Novità a Frieze Masters è la sezione Queering Modernism: Visual Languages of the 20th Century: concepita non come uno stand isolato ma come un percorso diffuso all'interno dell'intera fiera, la sezione mette in risalto opere del Novecento legate alle esperienze e ai linguaggi queer. Tra le fiere satellite durante il weekend di Frieze, segnaliamo: PAD London (13 – 18 ottobre 2026), focalizzata su design e arti decorative del XX e XXI secolo a Berkeley Square; e 1-54 Contemporary African Art Fair (15 – 18 ottobre 2026), la fiera di riferimento per l'arte contemporanea dall'Africa e dalla sua diaspora a Somerset House.
Lasciata Londra, voliamo a Parigi per Art Basel Paris, che apre i battenti dal 23 al 25 ottobre 2026, ospitata nei bellissimi spazi del Grand Palais. In pochi anni è diventata rapidamente la fiera d'arte contemporanea più importante dell'autunno nell'Europa continentale, consolidando Parigi come capitale del mercato dell'arte contemporanea. Quest’anno la fiera, che conta 211 gallerie internazionali, potenzia i Focus storici: proposte dedicate all'informale e all'astratto del secondo dopoguerra (Pierre Soulages, Hans Hartung, Jean-Paul Riopelle) e progetti mirati su Dada e Surrealismo. Tra i vari progetti figurano anche opere inedite di Keith Haring (40 lavori giovanili su carta). L'edizione 2026 punta a rafforzare la sinergia tra la fiera e il tessuto urbano parigino: il programma "Hors les Murs" coinvolge piazze, parchi e istituzioni con installazioni d'arte pubblica e monumentali. In Place Jean Perrin troviamo un'installazione firmata da Lionel Sabatté; al Parvis des Droits de l'Homme (Trocadéro) un'installazione monumentale di Tracey Emin, mentre Place Clémenceau ospita il celebre Love Wall di Robert Indiana. In concomitanza con Art Basel Paris, il circuito parigino delle aste e delle fiere satellite si intensifica: la fiera satellite Paris Internationale sposta la sua sede nella zona del Canal Saint-Martin, enfatizzando la vocazione sperimentale e la presenza di gallerie italiane e internazionali indipendenti. In asta da Sotheby's andranno capolavori inediti sul mercato, come l'opera Iris di Claude Monet.
Il nostro giro di fiere si conclude con Artissima, che apre i battenti all’Oval di Torino dal 30 ottobre al 1° novembre 2026. Giunta alla sua 33ª edizione, il concept curatoriale di quest’anno trae ispirazione da una riflessione della filosofa Martha C. Nussbaum sulla fancy (immaginazione/fantasia), intesa non come mero intrattenimento o fuga, ma come una facoltà acrobatica, flessibile e protettiva. Sono presenti 183 gallerie selezionate da tutto il mondo. Vengono potenziati i progetti monografici (ben 66), dove si dà spazio a singoli artisti con vere e proprie micro-mostre personali. Tra le novità dell’edizione 2026 figura Moltitudini, il nuovo progetto che intreccia arte contemporanea e poesia attraverso una residenza affidata alla poetessa Laura Accerboni. Il percorso, costruito come un’occasione di ricerca e confronto tra linguaggi, vede Accerboni dialogare con alcuni artisti attivi a Torino: Guglielmo Castelli, Sara Enrico, Giorgio Griffa, Marzia Migliora e Laura Pugno. Tra le tante iniziative in città, segnaliamo Marisa Merz – La danza delle ore, una retrospettiva senza precedenti, diffusa tra il Castello di Rivoli, la GAM di Torino e la Fondazione Mario Merz (dal 29 ottobre 2026 – 4 aprile 2027). Due le mostre ospitate alle OGR - Officine Grandi Riparazioni: The Quantum Effect, una grande esposizione sull’impatto della teoria quantistica sulla cultura visiva, dal cinema alla cultura pop fino all’arte contemporanea, con artisti del calibro di Isa Genzken, Tomás Saraceno, Mark Leckey e Rirkrit Tiravanija; e la presentazione di una Infinity Mirror Room di Yayoi Kusama, una delle artiste più influenti del panorama contemporaneo. Ricca anche la proposta della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, che presenta la mostra di Andrea Bowers (che da oltre trent’anni intreccia pratica artistica e attivismo), Joseph Yaeger. Point of Return (che mette in dialogo opere del passato e del presente dell’artista) e l’esposizione dell’opera della Collezione Sandretto Re Rebaudengo The Ballad of Sexual Dependency di Nan Goldin.