Lady Gaga compie 40 anni: è ancora lei la regina del pop?
Superba e audace, “ci ha fatto sentire come se potessimo volare”. Voce straordinaria di tutti gli outsider, ora che incalzano nuove dive e divette, è ancora lei la più divina?
Ci ha fatto sentire come se potessimo volare. “You made us feel like we could fly”, recita la canzone da cui Lady Gaga ha tratto il nome. Rara e indispensabile nel panorama musicale di ieri e di oggi, Stefani Joanne Angelina Germanotta il 28 marzo compie 40 anni, mentre è impegnata nell’epico tour mondiale “The Mayhem Ball“, quello di maggior successo di sempre, e pensa al suo imminente matrimonio con Michael Polansky.
Superstar audace che ha saputo stupire ed emozionare per quasi un ventennio, ha trasformato la musica pop come solo l’icona suprema Madonna aveva saputo fare prima di lei. E mentre altre giovani principesse si rincorrono, da Chappell Roan a Sabrina Carpenter a Dua Lipa, è ancora Lady Gaga la regina del pop?
La ragazza “strana” paladina dei Little Monsters
Da vittima di bullismo a scuola, per il suo naso e per il modo di vestire, perché considerata “strana”, Lady Gaga è diventata la voce di tutti gli outsider e il faro a cui far riparo. La sua “stranezza”? Il punto di forza per diventare molto più di un talento generazionale, oggi diva universale che, oltre a scalare le classifiche, ispira. Con i suoi Little Monsters la connessione è profonda. La sua teatralità e ogni look eccessivo vanno ben oltre la mera provocazione: sono arte necessaria.
Era il 2008 quando debuttava Just Dance!, il suo primo successo, brano orecchiabile che la fa subito notare. Ma è Poker Face, il singolo seguente esploso in vetta alla Hot 100, che ha mostrato già il futuro straordinario di Gaga.
L’esecuzione di Paparazzi ai VMA del 2009? Ci fu un sussulto collettivo del pubblico quando il sangue finto iniziò a colare dal petto di Lady Gaga e ancor oggi scattano i brividi nel rivederlo. La migliore performance di sempre? Difficile trovare qualcuno che pensi il contrario.
Fino a Bad Romance, la canzone che Billboard ha definito «la perfezione pop». “Rah rah ah-ah-ahhha”: sillabe senza senso diventano un ritornello iconico. La voce potente e virtuosa di Stefani Germanotta tra synth e un videoclip grandioso con bare, vasche da bagno, balletti ammalianti e look visionari firmati Alexander McQueen che sanciscono il legame indissolubile di Gaga con la moda e la storia del costume.
Tra cali e conferme, Lady Gaga da record
Vincitrice di 16 Grammy Awards, Lady Gaga è l’unica al mondo ad essere stata nominata all’Oscar come miglior attrice e anche protagonista dell’halftime show del Super Bowl. «La migliore performance da quella di Michael Jackson», secondo il Time.
Ma come tutte le persone di questa Terra, ha vissuto anche momenti di calo. Album da discoteca, Born This Way ha ricevuto le prime critiche negative. Ma quel singolo che dà titolo al disco è stato comunque la prima hit da classifiche a includere nel testo la parola “transgender”. Artpop del 2013, a ruota, non ha bissato i precedenti trionfi di vendite.
Ma Gaga sa trovare dentro di sé sempre nuovi sorgenti creative. In duetto con la leggenda del jazz Tony Bennett, colpito dalla sua qualità vocale, ha scolpito capolavori. Il mitico crooner di lei disse: «Non capisco perché faccia musica contemporanea! Quando canta grandi classici, lo fa con tanta emozione… La qualità della sua voce è sorprendente quando canta canzoni di qualità».
Gaga ha dovuto anche ritirarsi per un po’ dai riflettori per prendersi cura di sé, affrontando problemi fisici e psicologici. Ma nel 2020 con Chromatica l’accattivante ritorno alla dance music. Fino a Mayhem, l’album che ora sta portando in tour e che ha suggellato la conferma: la regina del pop è tornata, e forse non se n’è mai andata.
Per dirla come il Daily Telegraph, «in un’epoca di pop così insipido, è un piacere vederla tornare a scatenarsi sulla pista da ballo».
Non la regina del pop, ma un’artista totale
Ma Lady Gaga è anche di più. È appena tornata al Super Bowl come ospite dell’headliner Bad Bunny, primo artista latino solista a esibirsi su tale palco. Quando poche settimane prima il cantante portoricano conquistò il Grammy per il miglior album dell’anno, non passò inosservata la commozione di Gaga tra il pubblico. Lei è così autenticamente se stessa in tutto quello che fa, in tutto quello che è.
«Quello che sta accadendo in questo Paese è straziante. Siamo fortunati ad avere leader come lui che si battono per ciò che è vero e giusto», disse poi la divina newyorchese, con evidente riferimento ai raid orchestrati da Trump contro gli immigrati.
Sempre dalla parte dei diversi. Come quando nove anni prima, quel 5 febbraio 2017, da protagonista del Super Bowl cantò Born This Way di fronte a milione di spettatori: un inno alla libertà, un abbraccio alla comunità Lgbtq+.
La sua Born This Way Foundation, nel frattempo, ha donato 5 milioni di dollari a organizzazioni benefiche dedicate alla salute mentale dei giovani.
Anche come attrice Stefani Joanne Angelina ha saputo emozionare: senza cerone in viso, tolti i travestimenti eccentrici, è stata la sorpresa più bella di A star is born (2018), accanto a Bradley Cooper. Shallow, il duetto country-rock che invita a tuffarsi nella profondità delle relazioni, ha superato la portata del film, diventando il brano più premiato nella storia della musica tra Golden Globe, Oscar e Grammy.
A 40 anni Lady Gaga forse non è la regina del pop, è oltre. È un’artista totale, sofisticata e sensibile, che in tutto quello che architetta mette l’anima lasciando il segno.
Come canta Radio Ga Ga dei Queen, la canzone da cui ha tratto il suo nome d’arte: “Let’s hope you never leave old friend / Like all good things on you we depend” (Speriamo che tu non ci lasci mai, vecchia amica / Come tutte le cose belle, dipendiamo da te).