Le mostre da vedere a novembre 2026, da Torino a Roma
Sandretto Re Rebaudengo - Louis Morlæ. Euphoria Rover @ Bold Tendencies, London, 2026 (photography Jack Elliot Edwards)

Le mostre da vedere a novembre 2026, da Torino a Roma

di Elena Bordignon

Dalla retrospettiva dedicata a Marisa Merz alle installazioni di Yayoi Kusama, passando per Sophie Calle e Luciano Fabro: gli appuntamenti da segnare in agenda

Novembre porta nelle principali città italiane una nuova stagione di mostre che attraversa arte contemporanea, scultura, fotografia e sperimentazione. Da Marisa Merz, protagonista di una grande retrospettiva diffusa a Torino, a Yayoi Kusama, con la sua celebre Infinity Mirrored Room alle OGR, fino ai progetti dedicati a Luciano Fabro, Sheila Hicks, Gordon Matta-Clark e Sophie Calle. Un calendario che mette in dialogo maestri del Novecento, ricerche contemporanee e nuove generazioni di artisti.

Torino si conferma uno dei centri nevralgici dell'arte contemporanea, anche grazie ad Artissima, la fiera in programma dal 30 ottobre al 1° novembre. Ma gli appuntamenti da segnare in agenda coinvolgono anche Milano, Roma, Firenze e Vicenza, con esposizioni che spaziano dalla materia alla memoria, dal rapporto tra arte e scienza alle trasformazioni dello spazio domestico e urbano. Ecco gli appuntamenti da non mancare.

Materia, tempo, percezione ed enigmi alle OGR a Torino

A partire dal 31 ottobre, le OGR Torino ospitano due grandi progetti espositivi coordinati tra arte, percezione e scienza.The Quantum Effect è un’ampia rassegna collettiva che indaga l'impatto della fisica quantistica e della meccanica atomica sull'arte contemporanea. La mostra esplora il dialogo tra materia, tempo, percezione ed enigmi della realtà scientifica attraverso installazioni multimediali e concettuali. Il secondo progetto ospitato alle OGR è dedicato alla grande artista giapponese Yayoi Kusama: The Eternally Infinite Light of the Universe Illuminating the Quest for Truth, un viaggio sensoriale all'interno di una delle celebri Infinity Mirrored Room dell'artista. Lo spazio, racchiuso e specchiante, si popola di luci riflesse che si moltiplicano all'infinito. Il visitatore sperimenta così la dissoluzione dei confini fisici e spaziali. L'installazione trasforma il Binario 1 delle OGR in un osservatorio metafisico. La mostra offre al pubblico un'esperienza intima di percezione alterata dell’universo. Entrambe le mostre restano aperte al pubblico fino al 25 febbraio.

The Quantum Effect - Jacqui Davies, Cinematic Blossoming I In the Blink of an Eye

La Danza delle ore di Marisa Merz: una grande mostra su tre sedi a Torino

La mostra Marisa Merz. La danza delle ore (29 ottobre 2026 – 4 aprile 2027) celebra il centenario della nascita dell'artista torinese, unica figura femminile dell'Arte Povera. Il percorso espositivo coinvolge in un unico progetto corale tre grandi istituzioni torinesi: il Castello di Rivoli, la GAM e la Fondazione Merz. La mostra indaga la natura aperta, metamorfica e mai definitiva dell'opera di Marisa Merz, in cui la dimensione domestica e l'intimità del quotidiano sfumano continuamente nella ricerca artistica. La selezione include celebri installazioni storiche, sculture in filo di rame, cera, argilla e lavori del tutto inediti. Al Castello di Rivoli si ricrea inoltre lo storico allestimento monumentale “E il naufragar m’è dolce in questo mare” (1980). Il progetto pone la sua produzione in dialogo attivo con le opere di artiste internazionali contemporanee (tra cui Miriam Cahn e Tacita Dean).

Marisa Merz, Senza titolo, 1976 - Photo Roberto Pellegrini - Collezione Giancarlo e Danna Olgiati

5 mostre alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Torino)

Attivismo sociale e femminismo, memoria ed esperienza autobiografica, esplorazioni dell'identità e trasformazioni tecnologiche: questi e molti altri sono i temi che affrontano le cinque mostre ospitate alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Andrea Bowers, Nan Goldin, Joseph Yaeger, Aziza Kadyri e Louis Morlæ sono gli artisti protagonisti delle sale della Fondazione. L'artista statunitense Andrea Bowers, nota a livello internazionale per il suo lavoro pluridecennale posizionato all'intersezione tra arti visive e attivismo, presenta una personale incentrata sulle reti di solidarietà e protesta. Nan Goldin è presente con il suo capolavoro assoluto The Ballad of Sexual Dependency. Spazio alla pittura con la mostra Point of Return dell'artista britannico (d'adozione) Joseph Yaeger. La sua pittura, che condensa fotogrammi e immagini trovate, si addentra nelle tematiche della percezione visiva, della memoria e dell'inafferrabilità delle immagini nella società contemporanea. Il lavoro di Aziza Kadyri intreccia pratiche tessili tradizionali e ricamo collettivo con le nuove tecnologie digitali e l'intelligenza artificiale, esplorando l'identità di genere, le dinamiche di migrazione e le narrazioni culturali dell'Asia centrale. Con la sua ricerca Louis Morlæ, artista vincitore dell'illy Present Future 2025 Prize, esplora l'immaginario consumistico, la cultura industriale e la relazione tra corpi umani, macchine e cultura pop, proponendo installazioni tridimensionali e scultoree che dialogano con la contemporaneità. Tutte le mostre sono visitabili fino al 28 marzo 2027; il progetto di Louis Morlæ sarà visitabile fino all’11 gennaio 2027.

Sandretto Re Rebaudengo - Joseph Yaeger, There is a light and it always goes out. Image courtesy of Phillips

Tra luogo domestico e spazio sociale: Joanna Piotrowska a Palazzo Strozzi, Firenze

Mentre è in corso la bellissima mostra Broken, Palazzo Strozzi ospita la prima mostra personale presso un’istituzione italiana dell’artista polacca Joanna Piotrowska. L’esposizione ha per titolo BURROWED ed è visitabile dal 10 novembre al 24 gennaio 2027. Ospitato nel Project Space di Palazzo Strozzi, il progetto indaga le dinamiche psicologiche e sociali annidate nei gesti quotidiani, nelle relazioni e nello spazio domestico. Attraverso un nucleo inedito di fotografie in bianco e nero, collage e installazioni visive, la ricerca esplora le sottili tensioni tra protezione e reclusione, intimità e controllo. Il titolo BURROWED evoca l'atto di scavare un rifugio sicuro che, tuttavia, rischia di trasformarsi in una barriera o in un luogo di confinamento.

Joanna Piotrowska, Untitled (2026). Courtesy of the artist and Consonni Radziszewski - Lisbon, Milan, Warsaw

L’arte tessile di Sheila Hicks al PAC di Milano

La mostra In the thread of love al PAC di Milano (dal 17 novembre 2026 al 14 febbraio 2027) è la prima grande retrospettiva italiana dedicata alla celebre artista tessile statunitense Sheila Hicks. L'esposizione trasforma gli spazi del padiglione attraverso oltre 200 opere tessili che spaziano da sculture intime a monumentali installazioni. Il filo e la materia diventano dispositivi narrativi per esplorare temi legati all'identità, al femminismo, al sincretismo culturale e alla tattilità del colore. L'itinerario include anche lavori inediti pensati appositamente per il PAC e un'installazione site-specific negli spazi esterni. In parallelo, la Project Room ospita un focus sul legame tra Sheila Hicks e Piero Dorazio, nato da un loro storico incontro a Milano nel 1960. Un percorso avvolgente che celebra la capacità del tessuto di connettere storie, forme ed esperienze collettive.

Sheila Hicks - Courtesy Alison Jacques Foto © Louis Boudart

Dialogo artistico tra Italia e Germania alla Basilica Palladiana, Vicenza

Allestita nella spettacolare cornice della Basilica Palladiana a Vicenza (dal 14 novembre 2026 al 2 maggio 2027), la mostra indaga il profondo dialogo figurativo e scultoreo tra le due nazioni dall'Ottocento al contemporaneo, che coinvolge artisti come Canova, Boccioni, Kandinsky, Beuys e Anselm Kiefer. Attraverso oltre due secoli di storia, il percorso analizza come il dialogo e le influenze reciproche abbiano plasmato le arti visive nei due Paesi. Si parte dall'armonia neoclassica e dal mito dell'Italia di Antonio Canova, passando per la sensibilità romantica dei Nazareni e dei pittori tedeschi in viaggio nel Belpaese. La narrazione si snoda poi tra il confronto delle avanguardie del Primo Novecento, la pittura metafisica e il dialogo con l'astrattismo. Ampio spazio viene riservato alle drammatiche tensioni del periodo tra le due guerre e alle successive ricerche formali degli anni Cinquanta e Sessanta. L'itinerario culmina nelle imponenti installazioni e opere materiche di Anselm Kiefer, dove la memoria storica europea fusa alla materia si fa poesia.

Emilio Vedova, Chi brucia un libro brucia un uomo, 1993 - Fondazione Emilio e Annabianca Vedova © Fondazione Emilio e Annabianca VedovaPhoto Elzbieta Bialkowska, OKNO STUDIO, Siena

Il MAXXI di Roma omaggia Sophie Calle e Gordon Matta-Clark

Ha per titolo Matrimoni, Rotture e Funerali inclusi la prima mostra antologica ospitata a Roma dell’artista francese Sophie Calle (dal 16 ottobre 2026 al 7 febbraio 2027). La mostra, ospitata al MAXXI, ripercorre quelle che sono le costanti nella ricerca di Sophie Calle: presenza e assenza, prossimità fisica e distanza emotiva, desiderio di avvicinamento e dolore della separazione, tensione tra desiderio e mancato appagamento. Il percorso espositivo ruota attorno ai grandi temi che hanno segnato la sua carriera: il binomio tra fotografia e scrittura, i grandi rituali dell’intimità (come suggerisce il titolo), il confine permeabile tra pubblico e privato. L’altro progetto espositivo imperdibile ospitato nelle sale del MAXXI è quello dedicato a Gordon Matta-Clark, pioniere dell'intervento radicale sullo spazio urbano e sull’architettura (dal 13 novembre 2026 al 28 febbraio 2027). Il percorso esplora la sua pratica visionaria attraverso i celebri tagli negli edifici (cuttings) e la sperimentazione newyorkese degli anni Settanta. Le opere in mostra evidenziano come l'artista abbia sovvertito la concezione tradizionale dei volumi fisici e del tessuto edilizio. Ampio risalto viene dato anche al profondo legame e alla produzione sviluppata dall'artista durante i suoi soggiorni in Italia. Documenti, fotografie, filmati e installazioni restituiscono la forza di un'arte intesa come esperienza estetica, sociale e collettiva.

Sophie Calle, Autobiographies, Silent Heart Attack, 2017 ©Sophie Calle : SIAE, Roma 2026 Courtesy of the artist and Perrotin

Luciano Fabro. Abitare lo spazio al Pirelli HangarBicocca, Milano

Ospitata negli spazi monumentali di Pirelli HangarBicocca, la mostra Abitare lo spazio è la prima grande retrospettiva museale in Italia dedicata a Luciano Fabro dopo la sua scomparsa (fino al 21 febbraio 2027). Il percorso espositivo si concentra sulla ridefinizione della scultura e dell'ambiente tridimensionale, sviluppata da Fabro dagli anni Sessanta fino agli ultimi lavori. Nelle navate dell'ex stabilimento industriale, le opere dialogano con l'architettura circostante, trasformando radicalmente la percezione dei volumi e dei vuoti. L'esposizione alterna lavori storici e grandi nuclei ambientali, concepiti come dispositivi spaziali immersivi in cui lo spettatore è invitato a entrare fisicamente. Accanto a sculture iconiche, trovano spazio habitat e installazioni monumentali ricostruiti seguendo rigorosamente le indicazioni progettuali lasciate dall'artista. I materiali più disparati – dal marmo ai tessuti, dai metalli al vetro – diventano strumenti per indagare l'equilibrio tra peso, leggerezza e misura umana. L'intero progetto restituisce l'attualità di un artista capace di intendere l'opera non come oggetto isolato, ma come veicolo per abitare e ripensare lo spazio.

Luciano Fabro Io rappresento l’ingombro dell’oggetto nella vanità dell’ideologia. Lo spirato, 1968-73 Veduta dell’installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026. Courtesy Pirelli HangarBicocca, Milano Foto Agostino Osio