Food

Gin, guida all’assaggio: cos’è, come gustarlo, come riconoscerne uno buono

di Aldo Fresia - 18 Aprile 2019

Tutto sul gin, il distillato a base di ginepro: come riconoscere quelli buoni, come sceglierne uno e come gustarselo al meglio (anche nei cocktail)

C'è stato un momento, a metà del XVIII secolo, nel quale il gin era un autentico torcibudella, cattivo e dannoso perché fatto un tanto al chilo.

Da tempo non è più così, ed è diventato - anzi - uno degli distillati alcolici più amati al mondo.

Esistono centinaia di marchi e migliaia di bottiglie di gin (anche gin invecchiati in botte), e prima di avventurarsi nell'esplorazione (e nella degustazione) occorre possedere una bussola di base.

Sapendo che cos'è il gin, come si fa, come si riconosce quello buono, quali brand tenere d'occhio e quali cocktail assaggiare. L'abbiamo preparata noi.

Gin: cos'è e come si produce

Il gin è un alcolico che nasce dalla rifermentazione di una base composta solitamente da cereali, e nella quale devono necessariamente essere presenti le bacche di ginepro.

Si può distillare con solo questo ingrediente base, ma è possibile mescolare anche altre erbe, radici, bacche o spezie: quelle che in gergo si definiscono 'botanicals' (botaniche)

Il numero è a discrezione del produttore, da tre o quattro fino ad alcune decine.

Normalmente il gin è imbottigliato appena terminata le distillazione, e il suo profilo organolettico è dato appunto dal mix di botaniche. Esiste però una produzione di nicchia che mette lo spirito in botti di legno e lo lascia affinare per qualche tempo, in modo da aggiungere note insolite.

Un chiarimento: si sente spesso parlare di London Gin. Non è quello prodotto a Londra - si può fare ovunque - ma prevede solamente l'utilizzo di botaniche e non invece di aromi naturali, coloranti o dolcificanti. L'eventuale aggiunta del termine Dry si riferisce a un basso grado zuccherino.

Gin: riconoscere quelli di qualità

La parola chiave è 'equilibrio'.

Un buon gin ha ovviamente una bella nota di ginepro, perché è l'ingrediente principale, ma il contributo di tutte le botaniche, così come del rifermentato di cereali e dell'eventuale passaggio in legno, deve produrre note sensoriali armoniose, piene e persistenti.

Gin: i marchi da tenere d'occhio

Fra i nomi più venduti al mondo troviamo pezzi da novanta come Bombay Sapphire, Tanqueray, Hendrick's Gin e Monkey 47: niente da dire sulla qualità di base, che ne giustifica la fama.

Volendo cercare un prodotto più insolito, il consiglio è di guardare al Giappone (soprattutto all'ottimo KI NO BI di The Kyoto Distillery), alla Germania (Elephant Gin, fatto con ingredienti africani e tecnologia teutonica) e al neozelandese Scapegrace Gold, un London Dry Gin prodotto da Rogue Society Distilling.

Anche la produzione artigianale italiana, infine, è una validissima alternativa: provate il Gin Solo di Pure Sardinia, prodotto solo con bacche autoctone.

Gin: 4 cocktail essenziali

  • Il Gin Tonic, in riferimento al quale Winston Churchill disse 'ha salvato più vite inglesi di tutti i dottori dell'impero'.
  • Il Gin Richey, il cocktail preferito da Francis Scott Fitzgerald
  • Il Negroni (uno dei più bevuti al mondo)
  • Il Vesper Martini (quello che James Bond vuole 'agitato, non mescolato')

Talking Sofa, il nuovo format digitale di Fred Perry

Quattro ospiti d’eccezione, la DJ Ema Stokholma, l’artista Federico Clapis e il duo di cantanti Coma_Cose, si raccontano attraverso l’originale format digitale ‘Talking Sofa’ presentato da Fred Perry e sviluppato all’interno del primo store milanese del brand.

Vedi anche

Style

Born to Protect

La nuova collezione di giacche di Moncler realizzate interamente con materiali sostenibili, espressione concreta del piano strategico di sostenibilità del brand.

Pitti Connect

Al via Pitti Connect

Inizia (in formato digital) la 99esima edizione di Pitti Immagine Uomo, i saloni dedicati alla moda maschile dell'inverno 2021/22. Ecco lo speciale di Icon.