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Rum, le sue origini e come si riconosce quello buono

di Aldo Fresia - 24 Ottobre 2019

Tutto sul distillato latino: cos’è, come riconoscere la qualità, quali produttori seguire e quali cocktail assaggiare

Il rum è prodotto in tutto il mondo, dalla Nuova Zelanda all'Austria, ma le regioni d'elezione sono quelle caraibiche e dell'America latina: leggenda vuole che la regina Elisabetta I abbia imparato ad apprezzare questo distillato proprio assaggiando bottiglie prese in loco dal pirata e politico inglese Sir Francis Drake. La vastità dei luoghi di produzione e l'assenza di un disciplinare uniformato rende l'esplorazione del rum una faccenda complessa ed ecco il perché di questa guida pratica per capire cos'è, come si produce, come riconoscere quello buono, quali distillatori seguire e quali cocktail degustare.


Cos'è il rum e come si fa

Il rum nasce dalla distillazione del succo fermentato della canna da zucchero (in questo caso si chiama rum agricolo) o della melassa. Normalmente viene invecchiato in legno di quercia prima di imbottigliare un blend proveniente da differenti botti e con differenti anni di affinamento – i millesimati, quelli cioè con rum di una sola annata, sono relativamente rari, ma non sono necessariamente garanzia di qualità rispetto ai blended.


Le tipologie di rum

Qui i discorso rischia di farsi lungo e confuso, perché la mancanza di una legislazione rigorosa a livello internazionale rende impossibile una descrizione valida per tutti i rum: ad esempio ogni produttore può definire l'invecchiamento del proprio distillato con appellativi differenti.

Uno spunto, per iniziare a orientarsi, è fare riferimento ai tre principali stili di origine coloniale, cioè spagnolo, britannico e francese, che in linea di massima si ritrovano nei paesi dei Caraibi e dell'America Latina un tempo soggetti alle rispettive corone europee.

Semplificando molto, i rum in stile spagnolo hanno un carattere tendenzialmente dolce e morbido, i britannici sono più speziati e gagliardi, quelli francesi prevedono esclusivamente l'uso del succo di canna da zucchero, non di melassa: ciò li porta ad avere un gusto spiccatamente floreale e fruttato.


Come riconoscere un buon rum

Una prima indicazione è di tipo geografico: nonostante il rum possa essere prodotto in qualunque parte del mondo, quello più prestigioso proviene dai Caraibi e dall'America Latina.

Detto questo, vale la pena di ricordare che nella produzione di ogni distillatore un posto speciale occupano i cosiddetti rum premium (o super premium e ultra premium): sono quelli che maggiormente impiegano il talento dei cosiddetti maestri di cantina e che spiccano per qualità.


I marchi di rum da tenere d'occhio

Tra i marchi più amati ci sono alcuni nomi piuttosto famosi: Plantation prima di tutto, poi Diplomatico e Zacapa, tutti capaci di garantire un prodotto di livello costante. Chi vuole cercare qualcosa di più originale può puntare sul Wray & Nephew di Giamaica, sul Trois Rivières di Martinica e sul Mount Gay Rum di Barbaros (fra i brand più antichi al mondo: ha più di trecento anni).


I 3 cocktail essenziali fatti con il rum

  • Il Daiquiri, il cocktail a base di rum più ordinato al mondo.
  • Il Mojito, uno dei preferiti dallo scrittore Ernest Hemingway.
  • La Piña Colada, un classico delle giornate più calde.

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