Food

Whisky: tre bottiglie scozzesi di lusso

di Aldo Fresia - 24 Settembre 2020

Talisker, Dalmore e Balvenie invecchiati 40 anni: perle preziose per pochi estimatori.

Quarant'anni e sentirli tutti: se parliamo di whisky scozzesi, l'età che avanza è un pregio e propizia bottiglie capaci di impressionare i più fini conoscitori. Certo, si tratta di gioielli che costano come un paio di stipendi medi, ad essere conservativi, ma che una volta stappati ripagano con ricchezza ed eleganza assolutamente fuori dal comune. Per chi è alla ricerca di una degustazione eccezionale, abbiamo tre consigli favolosi.

Talisker 41 Years Old

L'isola di Skye è una'oasi naturalistica che si staglia a poche miglia nautiche dalla costa occidentale della Scozia: ha paesaggi brulli, picchi rocciosi e un clima severo che risente costantemente dei forti venti oceanici. È la patria di una delle distillerie più famose al mondo, che approfitta delle peculiari condizioni locali per imbottigliare un single malt dal caratteristico aroma marino e affumicato, una sorta di ruvida ma affettuosa pacca sulla spalla.

Il Talisker 41 Year Old è una perla rara, di quelle che capitano una volta nella vita: distillato nel 1978, selezionato con cura e poi fatto invecchiare in ex botti di sherry ultrasecolari, ha un corpo caldo, in perfetto equilibrio tra dolcezza e affumicatura, con un bel nerbo speziato che lo rende indimenticabile.

Dalmore 40 Years Old

Brughiere coperte di eriche e vette severe incorniciano le Highlands settentrionali, terra di whisky morbidi, non eccessivamente torbati e privi di quel retrogusto salmastro portato dai venti oceanici. Con i suoi edifici che ancora oggi conservano il loro carattere vittoriano, la distilleria Dalmore è diventata un imprescindibile punto di riferimento per via dell'invecchiamento in differenti botti, selezionate a mano una a una con uno scrupolo che da 150 anni a questa parte non ha ceduto a compromessi di sorta.

Il Dalmore 40 Year Old matura in ex botti di bourbon di rovere bianco e poi trascorre gli ultimi sette anni dell'affinamento in botti ex sherry vecchie di trent'anni. Una volta imbottigliato diventa un monumento ai whisky dal corpo ricco e pieno, con deliziose note fruttate e un bilanciamento che più armonioso non si può.

Balvenie 40 Years Old

La regione dello Speyside è considerata il cuore della produzione del whisky scozzese ed è la patria di distillati eleganti, dai classici sapori di miele, vaniglia e frutta fresca. Fra le numerose distillerie che sorgono in quest'area, il nome Balvenie è un'assoluta garanzia di qualità: bottiglia che scegli, eccellenza che trovi, anche nel caso di quelle più a buon mercato.

Qui però parliamo di una vera e propria ammiraglia: il Balvenie 40 Year Old nasce dall'attenta miscelazione di whisky invecchiati separatamente in ex botti di bourbon di secondo passaggio e in ex botti di sherry (che donano quel plus di frutta secca e spezie dolci). È compito dello stimatissimo David Stewart, malt master e master blender della distilleria, stabilire le giuste proporzioni: stiamo parlando di un pioniere in questo settore, che non sbaglia un colpo e ormai non ha più spazio sulla mensola di casa per esporre i premi vinti. Il suo Balvenie 40 Year Old è ricchissimo, avvolgente, una vera scoperta.

Leggi anche: i vini più costosi del mondo.

tag
whisky

Talking Sofa, il nuovo format digitale di Fred Perry

Quattro ospiti d’eccezione, la DJ Ema Stokholma, l’artista Federico Clapis e il duo di cantanti Coma_Cose, si raccontano attraverso l’originale format digitale ‘Talking Sofa’ presentato da Fred Perry e sviluppato all’interno del primo store milanese del brand.

Vedi anche

Cult

Golden Globes 2021: vince Nomadland

Assegnati nella notte i prestigiosi Golden Globes, che da "Nomadland", al compianto Chadwick Boseman, premiano i migliori della stagione, lanciando la volata ai prossimi Oscar.

Dieta-Mima-Digiuno-Valter-Longo-Intervista
Food

Vivere più a lungo (e bene)

Controllare l’alimentazione e praticare la Dieta Mima Digiuno favorisce la longevità e mantiene il corpo in salute. A raccontarlo, il Prof. Valter Longo.