A Venezia un’intera isola è in vendita per 24 milioni: era il rifugio degli Swarovski
Courtesy Getty Images

A Venezia un’intera isola è in vendita per 24 milioni: era il rifugio degli Swarovski

di Tiziana Molinu

L’isola di Santa Cristina cerca un nuovo custode: trenta ettari tra vigneti, una villa signorile e una cappella privata. Ma il denaro non basta: chi la acquisterà dovrà accettare anche un vincolo non negoziabile…

Nella laguna nord di Venezia, tra Burano e Torcello, c’è un fazzoletto di terra che per oltre quarant’anni è rimasto fuori dai radar del turismo di massa. Si chiama isola di Santa Cristina ed è stata, per decenni, il buen retiro privato della famiglia Swarovski. Ora, per la prima volta dal 1986, torna sul mercato immobiliare con un prezzo che si aggira intorno ai 24 milioni di euro, attraverso una trattativa riservata gestita da Sotheby’s International Realty.

A metterla in vendita sono gli eredi di Gernot Langes-Swarovski, il pronipote del fondatore che la rilevò nel 1986 e la trasformò in un laboratorio di sostenibilità all’avanguardia. Dopo la sua scomparsa, nel 2021, il trust familiare ha deciso di passare il testimone, ma a una condizione che rende l’affare meno scontato di quanto sembri: il nuovo proprietario dovrà essere un “custode“, disposto a preservare l’equilibrio ecologico e a portare avanti il progetto agricolo e ambientale avviato dal magnate.

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Courtesy Filippo Molena/Venice Sothebys International Realty

Cosa si acquista per 24 milioni

Le origini di Santa Cristina affondano nel passato. Già nel V secolo faceva parte delle cosiddette “isole giardino” dell’arcipelago di Ammiana. Abbandonata dal XV secolo, rimase disabitata fino all’acquisto da parte di Langes-Swarovski nel 1986. Oggi è l’unica di quelle isole a essere sopravvissuta, mentre le altre sono state inghiottite dall’innalzamento del mare e dalla subsidenza.

Si estende per circa 30 ettari nella parte settentrionale della Laguna di Venezia, tra Burano, Mazzorbo, Torcello e il Lido. Raggiungibile solo in barca, dista circa venti minuti dalla città. Un’esclusività che ne fa uno dei beni immobiliari più rari d’Europa. Il patrimonio edilizio comprende una villa padronale di 860 metri quadri su quattro livelli, con nove camere e nove bagni, affiancata da una dependance per gli ospiti e da una cappella privata risalente ai periodi precedenti all’abbandono dell’isola.

Sul fronte degli extra, la proprietà vanta una piscina riscaldata ad acqua salata con finiture in teak, un eliporto privato per gli arrivi rapidi e cinque posti barca già predisposti. Ma il valore reale, secondo gli attuali proprietari, non risiede tanto negli arredi di lusso (tra cui spicca un lampadario di cristallo della dinastia) quanto nell’apparato produttivo e agricolo che Gernot Langes-Swarovski, il patriarca scomparso nel 2021, ha sviluppato in quattro decenni.

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Courtesy veniceprivateisland.com

Un’azienda agricola in mezzo all’acqua

Sotto la guida di Swarovski, Santa Cristina è stata trasformata in un piccolo paradiso autosufficiente, pensato come modello di sostenibilità ambientale: vigneti, una villa di lusso, strutture ricettive e un consistente patrimonio naturale e agricolo convivono su questa porzione di laguna.

L’isolaè un podere perfettamente funzionante. Produce annualmente il vino “Ammiana” (Merlot, Cabernet e Chardonnay), riservato esclusivamente al proprietario; dispone di un uliveto, un frutteto, orti biologici e alveari per la produzione di miele di barena. A ciò si aggiunge un allevamento ittico biologico sviluppato in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari, alimentato da una fonte d’acqua dolce interna. E negli ultimi anni, inoltre, i gestori hanno inoltre investito oltre 2 milioni di euro per la costruzione di un nuovo Centro Tecnologico.

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Courtesy veniceprivateisland.com

Le regole della vendita dell’isola di Santa Cristina

La riservatezza resta massima: Sotheby’s non ha diffuso dettagli sui potenziali acquirenti né sui tempi di chiusura. Tuttavia, il messaggio degli eredi è chiaro: chi firmerà l’assegno da 24 milioni dovrà sottoscrivere un impegno programmatico a mantenere l’equilibrio ecologico dell’isola, proseguendo il progetto di sostenibilità avviato dal magnate austriaco.

L’operazione rappresenta un test interessante per il mercato del lusso italiano: a questo prezzo, Santa Cristina non compete con i palazzi storici del Canal Grande, ma offre qualcosa di ben più raro: una completa autonomia energetica e alimentare a pochi minuti da Piazza San Marco. Purché il nuovo padrone sia disposto a mettere da parte il portafogli e a rimboccarsi le maniche – o quantomeno a finanziare chi lo fa per lui – per salvare un pezzo di Laguna che il mare continua a minacciare.