Inarrestabile Haaland

Inarrestabile Haaland

di Paolo Briscese

Abbiamo incontrato la star del calcio a Manchester. Timido e di una gentilezza disarmante, ecco cosa ci ha raccontato…

La sfrontatezza inarrestabile vichinga che Erling Haaland ha sotto rete sembra lontanissima quando lo incontriamo a Manchester, quasi timido, di gentilezza disarmante. Poco prima un’altra doppietta a segno, l’ennesima, contro il Brighton. Di prepotenza e classe. «Niente mi rende più felice di correre come un pazzo per festeggiare un gol» ci dice con un sorriso trascinante. Al polso un cronografo Breitling Top Time Triumph con quadrante azzurro ghiaccio. «Un colore bellissimo che adoro». Guarda caso quello del suo club, il City. 

Il centravanti che sta polverizzando record a suon di gol, uno dei più devastanti degli ultimi anni, è il nuovo ambassador sportivo della all-star squad di Breitling, insieme al cestista Giannis Antetokounmpo, alla snowboarder Chloe Kim e al giocatore di football americano Trevor Lawrence. Una collaborazione che pare scritta nel destino. «Mio nonno, di cui porto il nome, indossava un Breitling: è stato quello il mio primo contatto con il brand» racconta l’asso scandinavo. «Lo conosco da sempre e lo associo a buone vibrazioni, all’essere circondato da energia positiva». Lo stesso sguardo positivo che Erling ha verso lo sport e la vita. 

Il nuovo ambassador sportivo della all-star squad di Breitling indossa il Super Chronomat B01 44. Il tempismo nell’area di rigore è la sua dote da unstoppable

«Niente mi rende più felice di correre come un pazzo per festeggiare un gol»

E non potrebbe essere diversamente: partito dalle giovanili della squadra di Bryne, la cittadina natia agreste sulla riva meridionale del Lago Frøylandsvatnet, in Norvegia, è protagonista di un’ascesa dirompente, passato dall’esordio in Champions League nel 2019 con il Salisburgo con tripletta a soli 19 anni al debutto con tripletta in Bundesliga nel 2020 con il Borussia Dortmund fino all’approdo nell’Olimpo del calcio, la Premier con il Manchester City, salutato da una doppietta, ovviamente. «Quando scendo in campo e gioco di fronte a cinquantamila tifosi, con milioni di spettatori a casa davanti alla tv, avverto la pressione» ammette il colosso biondo, 194 centimetri per 94 chili e una struttura muscolare poderosa. «Penso però che sia importante divertirsi. Tutto sta nel trasformare la tensione in divertimento. La vita è breve e lo stesso vale per la carriera calcistica quindi cerco di godermela il più possibile e di cogliere l’attimo». 

Il tempismo nell’area di rigore è una delle sue doti da “unstoppable”, com’è stato definito dalla stampa britannica. «Mi alleno per anticipare le azioni dei compagni di squadra, per trovarmi pronto e sapere cosa fare quando loro avranno la palla in un determinato punto del campo. Ma il tempismo fa anche parte del mio dna. Saper gestire bene il tempo è qualcosa che mi è sempre piaciuto». Anche la sua passione per gli orologi arriva da lontano. Nel commiato dal Borussia Dortmund ha regalato ad amici e staff dei segnatempo. «Ho sempre avuto il pallino per gli orologi, pur non essendo un esperto» ci spiega. «Anche mio padre li ha sempre amati e mi ha trasmesso questa passione. Ultimamente, durante la pandemia, ho avuto più tempo libero per andare su Instagram e scoprire tutti questi stupendi modelli. Credo sia così che è sbocciato l’amore». 

Intanto afferra il nuovo Breitling Chronomat GMT e ci prende confidenza. Tra gli ambassador della casa orologiera svizzera ci sono anche il surfista Kelly Slater e gli attori Brad Pitt e Charlize Theron. «Penso che io e Pitt andremmo molto d’accordo. Sarebbe bello incontrarlo».  Erling è nato in Inghilterra, perché suo padre Alf-Inge, ex calciatore, allora militava nel Leeds prima di giocare anche lui per gli Sky Blues e tornare in Norvegia. Ma l’attaccamento per la sua terra è forte, tanto più ora che molti sportivi, come lui, le stanno dando lustro, da Viktor Hovland nel golf a Karsten Warholm nell’atletica. «E anche Martin Ødegaard (centrocampista dell'Arsenal, ndr)» precisa lui. «È fantastico quando vedo la bandiera norvegese sventolare sugli spalti. È una sensazione bellissima. Sapere che, oltre a me, tanti altri stanno rendendo onore alla Norvegia mi riempie di orgoglio». 

Con i suoi numeri vertiginosi, oltre a essere il migliore marcatore in Premier, a soli 22 anni Erling Haaland è a un passo dalla top venti dei migliori realizzatori della storia della Champions. Il Thor del calcio sorride: «Spero di riuscire a essere una fonte di ispirazione per i ragazzi, mostrando come un giovane calciatore del Bryne possa diventare capocannoniere nella Premier League. Era il mio sogno fin da ragazzino: la mia esperienza prova che un sogno può avverarsi».