10 coming out che illuminano la strada
Photo Getty Images

10 coming out che illuminano la strada

di Digital Team

Rivelare la proprio omosessualità o bisessualità o identità di genere è una sorta di dono. Che infonde coraggio a chi vive nell’ombra e scalpella il pregiudizio. Da Josh Cavallo a Joshua Bassett a Ronen Rubinstein, ecco 10 coming out recenti

Il coming out è una scelta molto personale. Può voler dire, purtroppo ancor oggi, perdere amici, ricevere sguardi lunghi a lavoro, trovarsi una famiglia contro. Se poi si nasce nella parte “sbagliata” del mondo il rischio è anche il carcere o la morte.

Coming out, espressione che deriva dall’inglese “coming out of the closet” (letteralmente “uscire dall’armadio”), significa uscire allo scoperto, rivelare volontariamente il proprio orientamento sessuale o identità di genere. È ben diverso dall’outing (traducibile con “allo scoperto”, “esposto”), che si verifica quando un individuo viene messo allo scoperto da qualcun altro, atto spesso violento che può avere anche tristi conseguenze per chi vive in un ambiente ostile e gretto.

Per questo ogni coming out è una sorta di dono coraggioso. Un atto di fiducia verso il mondo, un fiore che sboccia e chiede di non essere calpestato. Se arriva da personaggi famosi ha un potere ancor più forte: infonde coraggio a chi vive nell’ombra con le sue paure, scalpella il pregiudizio, avvicina sempre di più verso il bellissimo giorno in cui non sarà più necessario fare coming out e svelare la propria omosessualità o transessualità o checchessia sarà come raccontare di preferire il tennis al calcio o le bollicine al vino fermo.

Qui ripercorriamo 10 coming out recenti di attori, sportivi, politici o cantanti che illuminano la rotta. Anzi, 10 più 1: Albus Silente, il saggio e potente preside della Scuola di magia e stregoneria di Hogwarts di Harry Potter, nella sua versione giovane interpretata da Jude Law, in Animali fantastici 3 ha appena candidamente confessato di aver amato profondamente il mago oscuro Gellert Grindelwald, nel film incarnato da Mads Mikkelsen.

Josh Cavallo: «Sono un calciatore e sono gay»

«C’è qualcosa di personale che ho bisogno di condividere con tutti. Sono un calciatore e sono gay». Così Joshua Cavallo, 22 anni, calciatore australiano dell’Adelaide United militante in A-League, ha fatto coming out con un video via Instagram, diventando – incredibile ma vero - l’unico calciatore professionista al mondo, in un massimo campionato, a essersi dichiarato apertamente omosessuale.

«Io voglio solo giocare a calcio ed essere trattato con equità. Sono stanco di dover dare sempre il massimo e vivere una doppia vita. Sono esausto». Aveva paura della reazione degli altri, invece la famiglia, gli amici, i compagni di squadra e gli allenatori sono stati tutti di incredibile sostegno.

«Mi piacerebbe essere un modello, mostrare alla gente che si può giocare a calcio ed essere se stessi. Puoi essere gay e giocare a calcio». Qualche settimana dopo i tifosi di una squadra avversaria gli hanno rivolto insulti omofobi durante una partita. La sua risposta è arrivata sempre via social: «Non ci sono parole per spiegare quanto io sia deluso. Questo dimostra che, come società, dobbiamo ancora avere a che fare con questi problemi nel 2022».

Non aveva torto Tom Daley, il tuffatore britannico medaglia d’oro alle Olimpiadi di Tokyo e dichiaratamente gay, nel dire che i calciatori omosessuali non vengono allo scoperto perché hanno paura non tanto dei loro compagni ma dei tifosi.

Josh Cavallo
Photo by Sarah Reed/Getty Images
Josh Cavallo, 29 ottobre 2021, Adelaide, Australia

Joshua Bassett: «Ama chi ami senza vergogna»

Prima il video in cui Joshua Bassett ha ammesso di avere una cotta per l’ex cantante dei One Direction Harry Styles, definendolo «hot». Quindi l’attore della serie televisiva High School Musical: The Musical: La serie ha affidato a Instagram queste parole: «Per tutta la mia vita la gente mi ha raccontato la mia sessualità. Mi ha fatto vergognare per cose di cui non sa nulla. Voglio ringraziare quelli di voi che sono per l’amore e l’accettazione». E ancora: «Ama chi ami senza vergogna. La vita è troppo breve per lasciare che l'ignoranza e l'odio vincano».

Poco dopo, in un’intervista ha dichiarato: «Sono felice di far parte della comunità Lgbtq+ perché abbraccia tutti. Non permettete mai a nessuno di dirvi che l’amore non è amore. Sono quelli che probabilmente ne hanno più bisogno».
Tra le persone che lo hanno aiutato ad affrontare il coming out il creatore della serie High School Musical: The Musical: La serie Tim Federle: «Mi ha incoraggiato ad essere me stesso».

Joshua Bassett
Photo by Matt Winkelmeyer/Getty Images for Nickelodeon
Joshua Bassett al Kids' Choice Award, 9 aprile 2022, Santa Monica, California

Dorfman: «Il nome è Tommy. I pronomi she/her»

29 anni, nel cast della serie tv Tredici, dopo essersi definito queer e aver sposato il suo fidanzato nel 2016, Tommy Dorfman ha recentemente rivelato in un’intervista a Time Magazine di essere una donna transgender, ma di non voler cambiare nome.

«Da un anno ormai, in privato, mi identifico e vivo come una donna, una donna trans», ha detto. «Considero quella di oggi come una reintroduzione di me come donna, dopo aver fatto una transizione medica. Il coming out è sempre visto come una grande rivelazione, ma non lo è mai stato per me. Oggi si parla di chiarezza: sono una donna trans. I miei pronomi sono she/her. Il mio nome è Tommy».

Tommy Dorfman
Photo by Kirstin Sinclair/Getty Images
Tommy Dorfman indossa Maison Margiela, 26 febbraio 2020, Parigi

Jack Dylan Grazer: «Sono bi!»

Il giovane attore statunitense in ascesa Jack Dylan Grazer, appena diciottenne, protagonista della miniserie We are who we are di Luca Guadagnino, ha dichiarato la sua bisessualità sui social. Nel corso di una diretta Instagram, a un fan che gli ha chiesto se fosse gay, ha risposto senza giri di parole con un sorriso: «Sono bi!».

Dopo la conversazione ha anche cambiato i suoi pronomi in “he/they”.

Jack Dylan Grazer
Photo by Rodin Eckenroth/Getty Images
Jack Dylan Grazer, 19 ottobre 2021, Los Angeles

T.J. Osborne: «Mi sento a mio agio nell'essere gay»

T.J. Osborne, 37 anni, cantante del popolare duo folk americano Brothers Osborne vincitore di un Grammy Award, ha riservato il suo coming out alle pagine del Time. «Mi sento molto a mio agio nell'essere gay», ha detto. «Mi ritrovo ad essere cauto per non voler parlare di qualcosa con cui personalmente non ho problemi. Sembra così strano». Riserve comprensibili visto che la musica country rimane un bastione del conservatorismo nella cultura americana.

In famiglia e agli amici T.J. Osborne aveva già parlato della sua omosessualità, ma non l’aveva ancora fatto pubblicamente. È il primo artista apertamente gay ad aver firmato per una grande etichetta di musica country. «La gente si chiederà: “Perché è necessario parlarne?” e personalmente sono d'accordo con quello», ha aggiunto. «Ma se mi presentassi a una premiazione con un uomo sarebbe scioccante per il pubblico. Non direbbe: “Oh, fantastico!”».

T.J. Osborne
Photo by Jason Kempin/Getty Images for ACM
T.J. Osborne sul palco degli Academy of Country Music Awards, 18 aprile 2021, Nashville

Tom Daley: «Gay e campione olimpico»

«Mi sento incredibilmente orgoglioso di poter dire che sono gay e che sono un campione olimpico», con gli occhi radiosi e bagnati di lacrime ha salutato così l’oro alle Olimpiadi di Tokyo 2020 il tuffatore britannico Tom Daley, ormai icona della comunità Lgbtq+.

27 anni, sorriso pulito, già aveva conquistato tutti sferruzzando a maglia a bordo piscina, hobby che gli consente di tenere a bada la tensione pre-gara e per cui ha appena lanciato una collezione di kit per lavorare ai ferri.

Per Tom Daley una carriera straordinaria alle spalle, ricca di successi e sincere dichiarazioni sulla sua omosessualità, rivendicata con fierezza. Era il 2013 quando dal divano di casa rivelava pubblicamente per la prima volta: «Sono gay, sto frequentando un uomo. E sono felice». Da allora si è sposato con Dustin Lance Black nel 2017 ed è diventato padre insieme a suo marito nel 2018.

Tom Daley
Photo by Gareth Cattermole/Getty Images
Tom Daley ai BRIT Awards, Londra, 8 febbraio 2022

Spinelli: «Sono gay, ma prima di tutto sono Luciano»

21 anni, star di Tik Tok con 7,6 milioni di follower, Luciano Spinelli in un video postato sui suoi canali social ha raccontato quella parte della sua storia che ancora non aveva raccontato pubblicamente. «Per molti era insolito vedere un bambino che per Natale voleva il dvd de La Sirenetta e un bambolotto, piuttosto che delle macchinine o una pistola giocattolo. E se per molti era bizzarro, lo era ancora di più la mia voglia di vestirmi da principessa per Carnevale».

Alle medie le prime attrazioni verso i ragazzi e le consapevolezze che crescevano dentro. Aveva una parte di sé che voleva gridarlo al mondo, ma un’altra che non voleva darsi etichette: «Sono cresciuto, mi sono innamorato e ho avuto le mie delusioni. Ho riso e ho pianto, ho conosciuto e lasciato andare tante persone. Ho capito chi sono e ho imparato ad amarmi ed apprezzarmi, orgoglioso di me stesso. Non c’è niente di sbagliato. Sono gay, ma prima di tutto sono Luciano».

Luciano Spinelli
Photo by Daniele Venturelli/WireImage
Luciano Spinelli alla sfilata Etro, Milano, 16 gennaio 2022

Ronen Rubinstein: «Appartengo alla comunità Lgbtqia+»

28 anni, avvenente attore israeliano naturalizzato statunitense noto per il ruolo del vigile del fuoco gay T.K. Strand nella serie tv 9-1-1: Lone Star, fidanzato con la collega Jessica Parker Kennedy che gli ha fatto da spalla nel suo coming out, Ronen Rubinstein ha rivelato di essere bisessuale.

Durante un’intervista, quando gli è stato chiesto come Hollywood veda gli attori eterosessuali che interpretano personaggi gay, Rubinstein ha replicato: «Questa domanda sembra implicare che io sia etero. Tuttavia mi identifico come parte della comunità Lgbtqia+. Per me interpretare TK è stato catartico e in qualche modo un risveglio. Per la prima volta in assoluto mi sento finalmente a mio agio e libero di esprimermi, sia nella mia vita che nella carriera».

È stato proprio il lavoro da attore, interpretare un ragazzo gay innamorato di un poliziotto, ad avergli portato chiarezza. Lo ha confermato successivamente in un’altra intervista: «Mi identifico pienamente come bisessuale. Ho la pelle d’oca a dirlo. È così bello parlarne, sentirsi finalmente a proprio agio».

Lgbtqia+ sta per persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e transgender, queer, intersessuali, asessuali, con il + che segnala che l’elenco potrebbe proseguire con altre espressioni di genere e sessualità.

Ronen Rubinstein
Photo by Rich Polk/Getty Images for IMDb
Ronen Rubinstein, 13 novembre 2021, Los Angeles

Julian Morris: «18 anni insieme»

39 anni, Julian Morris, l’attore britannico noto soprattutto per il ruolo di Wren Kingston nella serie tv Little Pretty Liars, ha approfittato dell’anniversario dei 18 anni insieme al suo fidanzato per fare il suo coming out. E per presentare il suo Landon Ross: «18 anni insieme, e sono stati i migliori perché li ho passati con te. Ti amo».

Quindi ha pubblicato foto che li ritraggono insieme, in un tenero ménage di coppia, tra abbracci stesi a prendere il sole e passeggiate in montagna mano nella mano.

Julian Morris
Photo by Charley Gallay/Getty Images for Amazon Studios
Julian Morris alla prima della serie "Hand Of God", Londra, 19 agosto 2015

Marco Lehmann: «Sono cestista 3x3 e gay»

Marco Lehmann, 28enne cestista svizzero molto conosciuto nel circuito dei tornei 3x3, ha affidato le sue parole al sito della Fiba, la Federazione internazionale di pallacanestro. «Mi chiamo Marco Lehmann. Sono un giocatore professionista di basket 3x3 e ho deciso che non avrei aspettato fino al mio ritiro per annunciare che sono gay».

Perché dichiararsi? «È per tutte le persone che non vogliono più vivere una doppia vita, per quelle che vivono in un sistema dove non esistono nemmeno. È per le generazioni future, perché possano vivere una vita sportiva libera senza nascondersi. Non mentirò, è anche per me, così posso vivere libero da questo fardello».

La paura di rimanere senza contratto lo ha spinto a nascondere il suo io a lungo. Lehmann ha denunciato un ambiente ostile, in cui l’omosessualità è additata come debolezza. «Secondo me un atleta può esibirsi ai massimi livelli solo se è in pace con se stesso. E da oggi lo sarò. Sono Marco Lehmann, cestista 3x3 e gay. Ora scusatemi, sto cercando di vincere un World Tour e portare la Svizzera alle Olimpiadi del 2024».

Marco Lehmann
Photo by RvS.Media/Monika Majer/Getty Images
Marco Lehmann durante il torneo FIBA 3x3, 23 agosto 2019, Losanna