Arte, design e architettura: le mostre irrinunciabili dell’autunno 2021
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Arte, design e architettura: le mostre irrinunciabili dell’autunno 2021

di Digital Team

Non solo Jeef Koons a Palazzo Strozzi, Damien Hirst alla Galleria Borghese e la 17. Mostra Internazionale di Architettura: l’autunno torna a essere la stagione d’elezione per gli appassionati di mostre

È un rinnovato slancio quello che emerge nella programmazione espositiva delle principali città italiane. L'autunno segna il ritorno delle mostre dedicate ai maestri della scena artistica europea, come testimoniano MONET. Dal Musée Marmottan Monet, Parigi – fino al 30 gennaio 2022, a Palazzo Reale a Milano – e KLIMT. La Secessione e l’Italia, in programma dal 27 ottobre 2021 al 27 marzo 2022 a Museo di Roma a Palazzo Braschi, nel cuore della Capitale. Accanto alla 17. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia, che prosegue fino al 21 novembre, si colloca una pluralità di appuntamenti dedicati alla fotografia e al paesaggio – è il caso di Amazônia, monografica di Sebastião Salgado al MAXXI d Roma – e alle discipline più tecniche, come il design e i trasporti. Privilegiando le linee di ricerca sul contemporaneo e i nomi emergenti, ecco una selezione di mostre da visitare nelle prossime settimane.
 

10 viaggi nell'architettura italiana in Triennale

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Praticamente impossibile non prevedere un passaggo autunnale in Triennale Milano. Qualora non bastasse l'appena inaugurata Saul Steinberg Milano New York, a spingere i visitatori a varcare la soglia dell'istituzione presieduta da Stefano Boeri saranno le mostre Carlo Mollino Allusioni Iperformali, Pietro Lingeri Astrazione e costruzione e la collettiva 10 viaggi nell'architettura italiana. A quest'ultima, in particolare, va riconosciuto il merito di coniugare due poli altamente attrattivi: da una parte il patrimonio architettonico contemporaneo del Paese, ancora in larga parte sconosciuto oltre il perimetro degli specialisti del settore; dall'altra, lo sguardo acuto dei dieci fotografi under 40 selezionati, tramite bando pubblico, dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea (DGCC) del Ministero della Cultura. Presentati nell'allestimento progettato da Studio Folder, i 110 scatti della rassegna curata da Matteo Balduzzi, Alessandra Cerroti e Luciano Antonino Scuderi ci svelano un'Italia inattesa. E chissà che dopo aver intravista, filtrata dalla lente di Roberto Boccaccino, Marina Caneve, Davide Cossu, Louis De Belle, Luca Girardini e Marco Zorzanello, Paolo Lindozzi, Allegra Martin, Simone Mizzotti, Flavia Rossi e Alberto Sinigaglia, in molti non germogli il desiderio di andare a conoscerla di persona. Fino al 7 novembre 2021; ingresso gratuito.

Treni fra arte, grafica e design al m.a.x di Chiasso

Collezione Privata Alessandro Bellenda, Alassio. Immagine © Marco Maria Pasqualini

Viviamo nell'epoca dell'Alta Velocità ferroviaria e, nello stesso tempo, assistiamo ai primi sussulti dell'Hyperloop. La rivoluzione che questa tecnologia potrebbe prossimamente generare nel trasporto di merci e persone avrà un'intensità paragonabile a quella registrata, sul finire dell’Ottocento, dagli artisti che assistettero all'avvento della 'strada ferrata'? Proprio a quella mitica fase storica ha deciso di dedicare un intero progetto espositivo il m.a.x. museo di Chiasso, nella vicina Svizzera. Treni fra arte, grafica e design promette di far riassaporare ai visitatori il fascino dell'età dell’oro delle locomotive a vapore della Belle Époque, in un itinerario che sgombrando il campo dalle facili nostalgie abbraccia tanto l'arte quanto il design e la comunicazione visiva. Oltre all'esposizione di fotografie vintage e ai convogli di un tempo presenti nella stazione FFS di Chiasso, importante snodo di scambio fra l'Europa centrale e il Mediterraneo, si affianca una scrupolosa selezione di pezzi storici nelle sale del museo. Opere di Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Fortunato Depero, Filippo Tommaso Marinetti, ma anche manifesti, dépliant, cartoline e oggetti che testimoniano l'influente eco del treno nelle discipline artistiche e creative. Fino al 24 aprile 2022.

L'antologica fiorentina di Jenny Saville

© Jenny Saville. Tutti i diritti riservati, DACS 2021 Foto: Sebastiano Pellion di Persano Courtesy Gagosian

L'abbagliante lucentezza delle opere di Jeef Koons a Palazzo Strozzi o i monumentali corpi, in larga parte femminili, dipinti da Jenny Saville ed esposti in ben cinque sedi museali fiorentine (ovvero Museo Novecento, Museo di Palazzo Vecchio, Museo dell'Opera del Duomo, Museo degli Innocenti e Museo di Casa Buonarroti)? Meglio fare tappa nelle due maggiori mostre in corso nel capoluogo toscano. Intensi, mutilati, messi alla prova dalla quotidianità, i soggetti ritratti dalla pittrice inglese classe 1970 suscitano sentimenti contrastati nell'osservatore: 'Sono così esageratamente moderni, eppure così compiutamente classici, che ci sentiamo strattonati in opposte direzioni e non possiamo restare indifferenti; ne veniamo sopraffatti e dobbiamo ammettere di dover fronteggiare la pittura con tutti i sensi, profondamente coinvolti e interrogati davanti a quello che non stentiamo a vivere come misterioso shock visivo', ha rilevato il curatore della mostra, Sergio Risaliti. E, solo a Firenze, vengono posti a dialogo con i maestri indiscussi del Rinascimento italiano, a partire da Michelangelo. Fino al 20 febbraio 2022.

I colossi tatuati di Fabio Viale a Torino

Fabio Viale, Laocoonte, 2020 Marmo bianco e pigmenti
Credits Nicolo Campo DB Studio

Nelle mani dell'artista piemontese Fabio Viale i temi e i soggetti dell'arte classica approdano alla contemporaneità in una versione che rovescia i più consolidati canoni di percezione e lettura. Dalla replica del capolavoro neoclassico di Antonio Canova, Amore e Psiche, fino al possente Laocoonte tatuato, le opere che scandiscono il percorso della personale In Between, appena inaugurata a Torino, provano a mandare in cortocircuito le certezze collettive. Ad agire come elemento di continuità nella storia della pratica scultorea è senza dubbio il marmo, materiale che Viale lavora con talento e maestria. Come indica il curatore Filippo Masino: 'Da millenni il marmo tramuta in sostanza nobile ed eterna ciò che nasce umile e transitorio, sia esso un corpo umano, un drappo di tessuto o un cespo d’acanto. Grazie al gesto di Fabio Viale, la vitalità del reale riemerge dalle superfici lapidee, ma non secondo le usuali metafore: la scomposizione delle statue dei Maestri, la riscrittura dei significati e l’illusione dei falsi materiali stimolano i nostri sensi e la nostra curiosità, e sono al contempo capaci di veicolare messaggi di valore universale.” Fino al 9 gennaio 2022.