Cher Ndour, chi è la nuova stella del calcio italiano che ha segnato da 70 metri

Cher Ndour, chi è la nuova stella del calcio italiano che ha segnato da 70 metri

di Mattia Marzi

Dal gol da 70 metri contro la Polonia alla Fiorentina: tutto quello che c’è da sapere sul giovane talento del calcio italiano

A soli 22 anni ha già vissuto almeno cinque vite calcistiche. L’ultima è cominciata lunedì sera, quando al 54’ di Italia-Polonia Under 21 Cher Ndour ha segnato un gol da 70 metri. Tutto vero. Le immagini del tiro, partito dalla metà campo italiana e arrivato dritto tra i pali della porta polacca, sono finite ovunque. Ndour ha calciato senza pensarci troppo e ha trasformato un’intuizione in quello che è già uno dei gol più spettacolari e sorprendenti della stagione: «È stato improvvisato», ha detto lui nel post-partita.

Ci voleva un guizzo del genere, quasi da PlayStation, per permettere a Ndour di farsi finalmente notare dall’Italia intera. Presto per dire se quella giocata sia valsa al centrocampista della Fiorentina l’ingresso tra i grandi. Di sicuro c’è che dietro il gol contro la Polonia c’è la storia di un centrocampista la cui carriera sembra essere arrivata a un punto di svolta, dopo tanto girovagare. Già, perché la lunga traiettoria compiuta dal pallone prima di entrare nella porta polacca somiglia un po’ a quella che ha seguito la sua carriera in questi anni.

Dagli esordi al PSG: la carriera di Cher Ndour

Cher Ndour, figlio di madre italiana e padre congolese, è nato a Brescia nel 2004. Ha iniziato a giocare a calcio a quattro anni, alla San Giacomo. A sei è entrato nel settore giovanile del Brescia e a dieci è passato all’Atalanta. A sedici anni ha scelto il Portogallo e il Benfica, entrando progressivamente nel calcio dei grandi. Il motivo? Tutt’altro che scontato: la voglia di fare nuove esperienze e mettersi alla prova. Mamma Silvia e papà Mamadou lo hanno sempre seguito, lasciandogli però totale libertà nelle scelte. Il 2 maggio 2021, a soli 16 anni e 279 giorni, ha debuttato con il Benfica B, diventando il più giovane calciatore di sempre a giocare con la seconda squadra del club portoghese, battendo il record precedentemente detenuto da João Félix. «Qui in Portogallo danno molta più importanza ai giovani», disse nel 2022, quando il Benfica vinse la UEFA Youth League e lui segnò in finale. Nel 2023 arrivò anche il debutto con la prima squadra del Benfica. Tante presenze, la vittoria dell’Europeo Under 19 con l’Italia e poi, quasi come in una favola, la chiamata di uno dei club più ambiti d’Europa: il Paris Saint-Germain.

Cher Ndour al PSG: il legame con Donnarumma e Mbappé

A Parigi Cher arrivò nell’estate del 2023. Debuttò nella sfida del 3 settembre di quell’anno contro il Lione, vinta per 4-1 dai parigini. Legò tantissimo con Gigio Donnarumma, uno dei primi a complimentarsi con lui per la vittoria dell’Europeo Under 19 e a introdurlo nel gruppo della prima squadra. A fine allenamento giocava a basket con Mbappé in piscina: «Mbappé è un fenomeno e un bravo ragazzo. In allenamento faceva cose non normali, in partita le risolveva tutte lui. A fine seduta giocavamo a basket in piscina. Donnarumma, invece, mi diceva sempre di avere pazienza. Mi ricordava che le esperienze fatte mi avrebbero fatto crescere, concludendo con: “Il tuo giorno arriverà, sei molto forte”». Eppure non tutto andò come previsto, a Parigi. 

Tra Manuel Ugarte, Fabián Ruiz, Vitinha, Carlos Soler e Warren Zaïre-Emery non fu facile per Ndour trovare spazio. Così venne mandato prima in prestito al Braga, di nuovo in Portogallo, poi in Turchia, al Beşiktaş. Il lungo Erasmus calcistico è finito nel febbraio 2025 con il trasferimento definitivo alla Fiorentina per appena 5 milioni di euro.

«All’estero sono stato benissimo, ma l’Italia è sempre l’Italia e ultimamente mi scorreva dentro il richiamo di casa. Da ragazzo avevo bisogno di stimoli e di affrontare nuove esperienze, è venuta fuori questa possibilità di andare all’estero e, anche se ero molto giovane, ho deciso di partire. Ho la fortuna di avere due genitori che tengono molto a me, che mi sono sempre stati vicini e che mi hanno seguito a Lisbona, Parigi e anche a Istanbul. Mi hanno sempre consigliato nelle scelte, lasciandomi però la decisione finale», ha raccontato al raduno della Nazionale Under 21. E il rapporto con l’Italia non è mai venuto meno. Anche dopo gli anni trascorsi all’estero, Brescia è rimasta il suo punto di riferimento: un legame con le origini che aiuta a raccontare anche il lato più personale di un giocatore abituato, fin da giovanissimo, a vivere lontano da casa.

Cher Ndour fuori dal campo: Pogba, Ronaldo, LeBron e la musica

Cher Ndour è alto 190 centimetri, ma il suo calcio non è costruito soltanto sulla fisicità. Il suo ruolo naturale è quello del centrocampista centrale, ma la definizione è ormai troppo stretta. Può recuperare palloni, accompagnare l’azione, inserirsi, attaccare l’area e sfruttare la sua struttura per diventare pericoloso sui palloni alti. È un mediano contemporaneo, con una caratteristica ancora più interessante: non ha paura di prendersi responsabilità. Dice di essere cresciuto con il mito di Paul Pogba. Si vede. Da piccolo era tifoso della Juventus. E pensare che in passato ha rischiato di incrociare il suo idolo da vicino. La Juventus lo chiamò nel 2012, quando aveva 13 anni, ma lui rifiutò: «Come caratteristiche mi sono sempre ispirato a Pogba, come dedizione al lavoro e per la carriera che ha avuto a Cristiano Ronaldo. E a LeBron James. Seguo l’NBA». 

Fuori dal campo, invece, la playlist cambia completamente: Sfera Ebbasta, Drake e 50 Cent sono tra i suoi ascolti preferiti. Anche nell’immagine Ndour ha già costruito una sua identità: è legato a Nike, di cui è testimonial e atleta sponsorizzato. Un rapporto che va oltre la semplice maglia da indossare e che racconta anche il modo in cui il giovane centrocampista sta costruendo il proprio personaggio, dentro e fuori dal campo.

Il nuovo volto della Fiorentina

Il contratto con la Fiorentina è in scadenza a giugno 2029, ma qualcosa ha già iniziato a muoversi sul mercato. Il suo profilo, dopo le prime partite stagionali dei viola, nonostante la pessima partenza in campionato, è già finito nei database di alcuni club internazionali. Il Newcastle ha già mandato degli osservatori per studiarlo da vicino al Franchi. La valutazione si aggira intorno ai 25-30 milioni di euro.

A Firenze, intanto, Ndour ha l’occasione di trasformare una carriera costruita attraverso esperienze internazionali in una storia più stabile, proprio nel Paese da cui era partito. Il gol da 70 metri contro la Polonia potrebbe essere il momento in cui quella traiettoria, finalmente, cambia direzione.