Comprare Galliano da Zara: ne vale la pena? I pezzi di Re{form} su cui investire
Zara x John Galliano

Comprare Galliano da Zara: ne vale la pena? I pezzi di Re{form} su cui investire

di Tiziana Molinu

Dalla Tri-Chic ai cappelli napoleonici di Stephen Jones, e prezzi che arrivano a 700 euro: vediamo quali sono i capi della collezione che valgono l’acquisto

Per trent'anni Galliano si è comprato da Dior, da Margiela, alle aste. Dal 1° ottobre si compra anche da Zara. Re{form}, la prima collezione firmata dal couturier per il colosso spagnolo, è in vendita online e in pochi negozi selezionati. Nel giro di poche ore molti pezzi erano già esauriti. Una domanda però resta: con prezzi che superano i 700 euro, ne vale davvero la pena? Si compra una firma, un'operazione di marketing riuscita o un capo destinato a durare nel guardaroba? Abbiamo guardato la collezione da vicino per capirlo.

Il punto di partenza è l'archivio di Zara. Più vicino a un magazzino che a un museo, eppure Galliano lo tratta come materia prima. Capi delle stagioni passate diventano prototipi da tagliare, smontare, riassemblare. Una camicia oversize con stampa foil prende l'aspetto di un cappotto di pelle. Un abito di pizzo si riduce a colletto arricciato. Un maglione si indossa al contrario, come una stola. Le citazioni sono quelle di sempre, e chi conosce Galliano le riconosce subito. Gli Incroyables e le Merveilleuses della Francia post-rivoluzionaria, gli stessi della sua tesi di laurea alla Central Saint Martins nel 1984. Il noir cinematografico. Il guardaroba da giardiniere. E il taglio sbieco, la firma degli anni Dior. La campagna porta la firma di una squadra che appartiene alla storia della moda. Le foto di Steven Meisel, con styling di Karl Templer, trucco di Pat McGrath e capelli di Guido Palau: 35 look, poco più di 150 pezzi tra abbigliamento e accessori. Questi, secondo noi, sono quelli su cui vale la pena investire.

Zara x John Galliano
Zara x John Galliano

Zara X John Galliano: i capi che meritano

La Tri-Chic. La borsa simbolo della collezione, tanto che Zara le ha dedicato una sezione a parte sul sito. È un sacco reversibile ispirato ai sacchi della spazzatura, reinterpretato in pelle, pelle metallizzata o nylon e in diverse misure, con tracolle e chiusura a catena. Si porta a mano, a spalla o come zaino. Il nome è un gioco sul tri sélectif, la raccolta differenziata francese, mentre l'idea rimanda direttamente alla collezione Clochard di Galliano per Dior, primavera-estate 2000. È uno di quei pezzi in cui il riferimento d'archivio (non Zara ma Galliano) è evidente, ma trasformato in un accessorio che può vivere anche lontano dalla passerella.

Zara x John Galliano
Zara x John Galliano

I berretti in maglia in stile Napoleone. Stephen Jones, il celebre modista che collabora con Galliano da decenni, ha rimesso mano al repertorio di copricapi di Zara: cappelli in pizzo, bucket hat cerati e berretti in maglia dall'aspetto volutamente disfatto. Sono soprattutto questi ultimi, con la loro forma napoleonica, a dichiarare più apertamente la paternità di Galliano e a richiamare uno dei suoi codici più riconoscibili, quello della teatralità storica trasformata in moda contemporanea. La sorpresa è che, lontani dall'effetto scenografico delle immagini di campagna, risultano molto più facili da indossare. Hanno abbastanza Galliano da rendere evidente la collaborazione, ma non così tanto da sembrare un costume.

Zara x John Galliano
Zara x John Galliano

Giubbotto Biker. In pelle ovina 100%, è disponibile in viola, blu e verde. È uno dei capi in cui Galliano può permettersi di essere più riconoscibile senza allontanarsi troppo dal guardaroba quotidiano: la costruzione è quella, familiare, del biker, mentre è soprattutto la scelta cromatica a spostarlo nel suo universo. È anche uno dei pezzi con più possibilità di sopravvivere alla collaborazione: non dipende dal logo o dall'effetto limited edition, ma da un classico del guardaroba che Galliano rilegge con colori tutt'altro che timidi. Questo è un pezzo dello stilista nella scelta cromatica e Zara nel modello. Ma soprattutto uno di quelli che può durare tutta la vita.

Zara x John Galliano
Zara x John Galliano

Il cappotto. È nei capospalla che la mano di Galliano emerge forse con maggiore chiarezza, anche se non tutti giocano allo stesso modo con la sua estetica. Ci sono modelli oversize, costruzioni più asciutte, tagli napoleonici e versioni dall'effetto stropicciato Qui si vede bene la trasformazione: il designer prende l'archetipo Zara e interviene su proporzioni, tasche, revers, lunghezze e costruzione. Il cappotto resta riconoscibile come prodotto Zara, ma acquista quella deformazione che appartiene al vocabolario di Galliano.

zara x john galliano
Zara x John Galliano

L'abito gessato. Blazer doppiopetto e pantaloni in 100% lana, con la possibilità di aggiungere anche il gilet per costruire il completo a tre pezzi. Galliano qui si vede nei tagli ma forse ancor di più nello styling, il classico completo maschile viene trattato con quell'attitudine leggermente teatrale e rétro che appartiene al suo immaginario. È uno dei pezzi più commerciali e vendibili della collezione, non sorprende, quindi, che sia tra i pezzi andati sold out.

Zara x John Galliano
Zara x John Galliano

Il Maglione in cashmere. Scollo a V, tasche applicate sul petto e cinque colori, tra cui bordeaux e grigio antracite. È il modo più discreto per entrare nella collezione e, forse, anche il prodotto che meglio spiega la strategia di Zara. Qui Galliano quasi scompare, appare nello styling, lascia la sua firma e se ne va. Questo è un capo essenziale, costruito su un materiale (e su un nome) che alza immediatamente la percezione del prodotto. È il pezzo più basic, e più "Zara", della collezione.