Star Wars: The Mandalorian and Grogu, il film che punta al cuore
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Star Wars: The Mandalorian and Grogu, il film che punta al cuore

di Simona Santoni

Sulla scia della serie tv, ecco il lungometraggio che riunisce Pedro Pascal e il suo piccolo apprendista, il tenerissimo “Baby Yoda” che ha conquistato anche Sigourney Weaver

Sulla scia del successo della serie tv, Pedro Pascal rimette elmo e uniforme nera e arriva al cinema con il film Star Wars: The Mandalorian and Grogu. Da una parte il suo carisma rassicurante, anche a volto coperto, dall’altra il tenerissimo “Baby Yoda”, ed è gioco facile per Jon Favreau fare centro ancora. Certo, siamo di fronte all’ennesimo affondar le mani in un materiale già spolpato e stiracchiato su ogni fronte, ma il Mandaloriano e Grogu sono proprio una bella coppia. Lo spettacolo è godibile e accontenta sia chi cerca sentimenti sia chi si entusiasma in battaglie e battaglie. E i fan più puri di Guerre stellari? La trilogia originale è altra cosa.

The Mandalorian and Grogu
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Il Mandaloriano (Pedro Pascal) nel film “The Mandalorian and Grogu”

Il cowboy in una galassia lontana lontana

Star Wars: The Mandalorian and Grogu (film dal 20 maggio al cinema) ci porta subito dentro, tra residui signori della guerra imperiali, Stormtroopers e robot camminatori giganti. E poi eccolo, “The Mandalorian”, introdotto dall’omonima serie tv sempre a firma di Favreau (sia showrunner che caposceneggiatore), ormai alla terza stagione.

Agile, letale, gentile e di poche parole, sembra il Clint Eastwood dello spazio. E quando risuona il tema della serie, firmato dal musicista svedese Ludwig Göransson tre volte premio Oscar (l’ultima con I peccatori), ecco che il western in una galassia lontana lontana si srotola.

Star Wars: The Mandalorian and Grogu il film
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Il Mandaloriano (Pedro Pascal) e Grogu

«Di regola è sempre meglio se li catturi vivi», gli viene rimproverato. E il Mandaloriano, Din Djarin, ammette serafico: «La cosa mi è un po’ sfuggita di mano». L’ironia c’è, ma dosata col misurino, il che è un pregio: troppo spesso in sci-fi recenti il grimaldello per far colpo è affidato per lo più a battute strappa-sorrisi e ridondanti.

Ma Favreau sa bene come si fanno soldoni al botteghino: suoi Iron Man 1 e 2 e il remake fotorealistico de Il re leone. E il suo jolly è Grogu, così magnetico, così tirabaci. Fortunatamente anche qui il regista americano raggiunge comunque la giusta misura (o quasi): Grogu è il “lascia-entrare” del film, ma non si spertica in espressioni buffe stile mascotte. Conserva una dignità che ricorda il grande maestro Yoda.

Star Wars: The Mandalorian and Grogu il film
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Gli Anzellans e Grogu

Sigourney Weaver nel film solo per Grogu

Il Mandaloriano interpretato da Pedro Pascal è un cacciatore di teste al servizio della Nuova Repubblica. Ed ecco la new entry più eccitante del film rispetto alla serie: Sigourney Weaver. È lei il colonnello Ward che affida nuovi incarichi a “Mando”. E anche nelle poche scene in cui compare sa dare al suo personaggio autorevolezza, carisma e quel pizzico di leggerezza.

Pascal è entusiasta della sua presenza ancor più di noi: «Per me recitare in un film con Sigourney Weaver è meglio che essere in Star Wars», ha detto l’ex Oberyn Martell de Il Trono di Spade. «È semplicemente la più tosta in circolazione».

The Mandalorian and Grogu
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Da sinistra: il Mandaloriano (Pedro Pascal) e il colonello Ward (Sigourney Weaver)

Per l’iconica Ellen Ripley di Alien, l’elemento di attrazione è stato… Grogu! Il suo appeal ha funzionato anche su di lei. «Sono innamorata di Grogu», ha confessato Weaver. «Ci sono tanti motivi per accettare un lavoro, e ce ne sono molti per fare questo lavoro, ma direi che il motivo segreto era che volevo stare vicina a Grogu». E ancora: «So che ci sono tante altre persone sul set e tutt’intorno a lui, ma tutto ciò che vedo è il suo faccino, i suoi occhioni e i suoi piccoli versi».

Grogu è stato realizzato in un connubio di artigianato e innovazione. È un pupazzo incredibilmente dettagliato e tecnicamente avanzato, con un team di burattinai incaricato di dargli vita sul set. E pur non avendo battute, ma solo suoni, riesce a essere molto comunicativo in linguaggio del corpo ed espressioni.

The Mandalorian and Grogu
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Il regista Jon Favreau e Pedro Pascal sul set di “Star Wars: The Mandalorian and Grogu”

Il bellissimo legame tra il Mandaloriano e Grogu

Star Wars: The Mandalorian and Grogu è ambientato nel periodo compreso tra Il ritorno dello Jedi e la trilogia sequel; anche se il film approfondisce la crescita di Grogu, figlio adottivo e apprendista del Mandaloriano, non è necessario aver visto la serie tv per averne comprensione e godimento. Può vivere anche come episodio a sé stante.

La sceneggiatura, scritta da Favreau, Dave Filoni e Noah Kloor, spinge il duo verso nuovi mondi, sfide e personaggi, tutti decisamente di bizzarre sembianze, in stile Guerre stellari, e resi del tutto credibili dall’animazione di Industrial Light & Magic. Ecco il combattente Zeb Orrelios, gli infidi gemelli Hutt, il gigantissimo Rotta the Hutt, che nella versione originale ha la voce di Jeremy Allen White.

The Mandalorian and Grogu
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Fry Cook, con la voce di Martin Scorsese nella versione originale

Nel doppiaggio si perde purtroppo una chicca: Martin Scorsese dà voce al cuoco del chiosco a quattro braccia, ciarliero e timoroso.

Molti si diletteranno per le ricorrenti battaglie. Noi invece abbiamo apprezzato l’intimità emotiva tra “padre e figlio”, fatta anche di non detti. Quel rapporto profondo che non ha bisogno di legami di sangue. Tocca il suo apice nella lunga parte in cui è Grogu – no spoiler, don’t worry – a prendersi cura del Mandaloriano, tra silenzi, dedizione e attenzioni ripetute.

 «Il vecchio protegge il giovane e poi il giovane protegge il vecchio. Questa è la via»: la saggezza del Mandaloriano.

Per dirla come il colonnello Ward/Weaver: «Mando, bel lavoro».