Matthieu Blazy è tra gli uomini più influenti al mondo secondo il Time. Ecco perché
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Matthieu Blazy è tra gli uomini più influenti al mondo secondo il Time. Ecco perché

di Tiziana Molinu

Code fuori dalle boutique, una maison che torna a splendere e una linea maschile che non esiste ma che tutti desiderano. Se il Time lo ha messo tra i 100 più influenti del pianeta, un motivo c’è. Anzi, più di uno.

Nella lista delle 100 persone più influenti del pianeta stilata dal Time per il 2026, tra capi di Stato, premi Nobel e miliardari della Silicon Valley, c’è anche Matthieu Blazy. Inserito nella categoria “Innovators”, il direttore creativo di Chanel (fresco di un triennio da Bottega Veneta) non viene celebrato soltanto per aver raccolto un’eredità pesantissima, ma soprattutto per averla trasformata in un nuovo, abbagliante inizio. Tanto da portare la maison francese, data in declino dopo l’addio di Karl Lagerfeld, a diventare il marchio più desiderato del momento, secondo la classifica periodica di Lyst. Non male, per uno che opera in silenzio.

Matthieu Blazy
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La rinascita di Chanel con Matthieu Blazy

La sua prima collezione per Chanel, la primavera-estate 2026, è andata in scena sotto un firmamento di pianeti, in un Grand Palais trasformato in uno spazio cosmico. La stampa l’ha definita «un big bang visivo e retorico». Pochi mesi dopo, Blazy ha portato l’alta artigianalità della maison in una stazione della metropolitana abbandonata a New York: la Bowery Station, sfilando con l’energia ruvida e meticcia della Grande Mela. In mezzo, una Haute Couture di eterea leggerezza e un autunno-inverno sulle note di Just Dance di Lady Gaga.

Collezioni capaci di generare code di ore, se non giorni, davanti alle boutique. Clienti in attesa di toccare con mano un capo, di annusare un tweed. Non capitava da tempo, per Chanel. Forse da Karl. Eppure la vera rivoluzione è un’altra, ed è una rivoluzione che non esiste. E spoiler… riguarda l’abbigliamento per l’uomo. Perché senza mai lanciare una linea maschile, Blazy sta plasmando la mascolinità Chanel. 

Matthieu Blazy
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La linea maschile fantasma

In questo momento tutti pongono la stessa domanda: «Allora, ci sarà una linea maschile?». La Maison, per ora, è categorica nel negare. La realtà, però, racconta un’altra storia. Da quando Matthieu Blazy ha messo piede al 31 di rue Cambon, gli abiti di Chanel hanno cominciato a comparire addosso a una quantità imbarazzante di uomini. E non modelli qualunque: A$AP Rocky, Kendrick Lamar, Pedro Pascal. E nessuno, ma proprio nessuno, trova la cosa strana. Anzi.

Nel nuovo universo Chanel secondo Blazy, sono gli uomini a saccheggiare l’armadio femminile del brand, e lo fanno sembrare dannatamente desiderabile. Sia chiaro: nessuna sfilata uomo, nessun reparto dedicato nelle boutique. Soltanto capi che nascono per la donna ma sono costruiti con una tale intelligenza sartoriale da adattarsi perfettamente al corpo maschile. È quella che i giornali hanno già battezzato la linea fantasma, e che il designer sta alimentando attraverso una rete di ambasciatori d’eccezione.

A$AP Rocky
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A novembre 2025, Blazy sceglie A$AP Rocky come primo ambassador della sua era. Poco dopo arriva Kendrick Lamar: ai Grammy 2026, la sera stessa in cui diventa il rapper più premiato della storia, Kendrick indossa uno smoking Chanel su misura firmato Blazy. L’haute couture abbraccia l’hip-hop, e lo fa sotto gli occhi di milioni di spettatori, con la firma di un brand che fino a ieri era solo femminile.

Poi tocca a Pedro Pascal, nominato ambassador ad aprile 2026. Sul red carpet degli Oscar si presenta con un completo senza giacca e una spilla crisantemo di seta e piume: un’immagine che fa il giro del mondo in poche ore. Completano la squadra Timothée Chalamet e Jacob Elordi. Elordi, in particolare, trasforma il tour promozionale di Wuthering Heights in una sfilata off-calendar, indossando giacche della prima collezione di Blazy e diventando da poco il nuovo volto del profumo Bleu de Chanel.

Nessuno grida allo scandalo. Nessuno parla di provocazione. Semplicemente, un ragazzo con una borsa Chanel a tracolla è il nuovo paesaggio della moda.

pedro pascal
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L’uomo del momento

Ma chi è l’uomo dietro questa rivoluzione silenziosa? Classe 1984, nato a Parigi da un padre esperto d’arte precolombiana e una madre etnologa, Blazy è cresciuto in un ambiente dove la bellezza era un linguaggio quotidiano. Formatosi alla prestigiosa scuola La Cambre di Bruxelles, è stato notato da Raf Simons ancora studente ed è entrato subito nel suo team dopo la laurea. Da lì un percorso da fuoriclasse nell’ombra: la linea Artisanal di Maison Margiela, poi Celine con Phoebe Philo, infine il rilancio di Bottega Veneta, dove in tre anni ha portato i ricavi a crescere del 6 per cento.

La sua nomina da Chanel, annunciata nel dicembre 2024, ha segnato la fine di un’attesa febbrile: per la prima volta la maison francese affidava la direzione creativa a un talento esterno dopo Karl Lagerfeld. Virginie Viard, che aveva retto il timone dopo la scomparsa del Kaiser, era una figura interna, sua “mano destra” per oltre trent’anni. Blazy no: veniva da fuori, portava uno sguardo nuovo. Una scommessa, per certi versi. Ma una scommessa vinta nel giro di due stagioni.

matthieu blazy
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Perché Blazy ha fatto una cosa semplice e difficilissima al tempo stesso: ha preso l’eredità più pesante della moda, quella di Coco e Karl, e l’ha posata con delicatezza dentro il nostro tempo. Senza spostare una virgola del dna del brand. Semplicemente, mostrandocelo sotto una luce nuova. Quella in cui Chanel non è più soltanto l’armatura di una donna potente, ma l’espressione di un’identità senza etichette.