Festa del Cinema di Roma 2026, tutti i film più attesi
Klara e il Sole (Sony Pictures)

Festa del Cinema di Roma 2026, tutti i film più attesi

di Simona Santoni

Tanti tantissimi titoli in una baraonda che entusiasmerà i cinefili. Tra Jenna Ortega amica artificiale e Anthony Ippolito sulle tracce di “Rocky”, ecco le storie da non perdere

Straripante. Come i giorni contemporanei, sovraccarichi di stimoli difficili da districare. Così è la Festa del cinema di Roma 2026, traboccante di film, ben 150, raramente in anteprima internazionale (ma spesso in anteprima nazionale) e con tanti italiani. Come in un gremito party cinematografico dalle luci stroboscopiche. «Il ruolo dei festival non è quello di orientare. Noi dobbiamo cercare di dare al pubblico più scelte possibili», è la mission del festival capitolino secondo Salvo Nastasi, presidente della Fondazione Cinema per Roma.

Anche noi disorientati, cerchiamo la nostra direzione in questa Festa del cinema di Roma 2026 volontariamente caotica, in programma dal 13 al 25 ottobre e distesa su tanti luoghi in cui vedere film: dall’Auditorium Parco della Musica alla Casa del Cinema, dal MAXXI al Teatro Alberto Sordi, al Cinema Giulio Cesare, al Teatro Palladium. E poi Museo nazionale di Castel Sant’Angelo, Teatro Ateneo La Sapienza e altri ancora. Con Monica Vitti, così malinconicamente assente, presente bella e folgorante nel poster di questa 21^ edizione. E Javier Bardem grande ospite, onorato con il Premio alla Carriera.

Javier Bardem
Photo by Thomas Niedermueller/Getty Images
Javier Bardem al Festival di Berlino, 26 febbraio 2020

Le sezioni? Tante, ovviamente. Con quella del concorso “Progressive Cinema - Visioni per il mondo di domani” (con 18 film) a cui guardiamo con particolare interesse. Da Grand Public, dove gorgogliano film con grandi star internazionali e già visti a Cannes, ci stuzzicano soprattutto lungometraggi passati da festival più lontani.
Ecco dalla baraonda capitolina i titoli che non vediamo l’ora di vedere. Questi i nostri film più attesi della Festa del Cinema di Roma 2026.

The Debut di Jesse Eisenberg 

Terzo film da regista per l’attore di The Social Network. Con la magnifica Julianne Moore e l’ottimo Paul Giamatti, in una commedia musicale che è un racconto di rinascita e scoperta di sé attraverso la magia dell’arte e dello spettacolo.

Lei interpreta Mona Friedman, una timida casalinga del New Jersey dalla vita ordinaria. Quando viene scritturata per una parte in una compagnia teatrale amatoriale, non immagina l’impatto che questo evento inaspettato avrà sulla sua vita. Sfidata dal risoluto ed enigmatico regista (Giamatti) a dare il meglio di sé, si trasformerà in un’attrice appassionata, disposta a tutto pur di proteggere l’integrità artistica del suo ruolo, trovando così anche la forza di riprendere in mano la propria esistenza. Nel cast anche lo stesso Eisenberg. 

The Debut ha avuto la sua prima mondiale a settembre al Telluride Film Festival, passando poi per altri festival, da Toronto a San Sebastián, ricevendo recensioni per lo più positive. A Roma è sotto la sezione Grand Public.

Klara e il Sole di Taika Waititi

Lo stravagante regista neozelandese Waititi, Oscar alla sceneggiatura con Jojo Rabbit, adatta il romanzo del premio Nobel Kazuo Ishiguro affidandosi a Jenna Ortega e Amy Adams.

Ortega, la protagonista della serie tv Mercoledì, ora è Klara, un'Amica Artificiale che, in un futuro distopico, ha come unico desiderio quello di trovare la casa perfetta. Quando Klara incontra Josie (Mia Tharia), le due scoprono fin da subito una forte affinità e, sebbene la ragazza viva un rapporto conflittuale con la madre (Adams) segnato da un grave lutto, lo stupore innocente e l'incrollabile lealtà di Klara inizieranno a sanare le ferite della famiglia, riportando la luce nel complicato mondo di Josie. Nel cast anche Steve Buscemi, Natasha Lyonne e Aran Murphy al suo debutto cinematografico.

Il film avrà la sua anteprima mondiale al BFI London Film Festival, per passare quindi nella sezione Grand Public della Festa del cinema di Roma 2026. Arriverà quindi presto nelle sale italiane, dal 22 ottobre.

Geister (Ghost Song) di Fatih Akin

Di Fatih Akin, regista tedesco mai banale, abbiamo appena visto il buonissimo film L'isola dei ricordi (Amrum), arrivato in sala nel marzo scorso. E ora il cineasta de La sposa turca, Orso d’oro a Berlino, e Oltre la notte, Golden Globe al miglior film straniero, torna con un dramma fantasy.

Protagonisti due giovani, Farasha (Mariam Dawoud) e Faris (Eren M. Güvercin), che si incontrano a una festa di laurea e si innamorano all'istante. Quella stessa notte lei muore. Trova però un modo per rimanere in contatto con Faris entrando nei suoi sogni. Per quaranta notti, lo visita in sogno, permettendo al loro amore di crescere...

Geister (Ghost Song) ha avuto la sua prima mondiale a settembre al Festival di San Sebastián. A Roma si svela nella sezione non competitiva Grand Public.

Giorni felici di Susanna Nicchiarelli

La regista italiana che abbiamo amato con Nico, 1988 torna con Giorni felici, tratto dall’omonimo fumetto di ZUZU, la più giovane autrice mai pubblicata dalla Coconino Press, che partecipa alla sceneggiatura del film.

Protagonista è Claudia (interpretata da Carlotta Gamba), una ventenne come tante che vive tra amori passati e futuri, passioni e prove da affrontare. Claudia però ha qualcosa di speciale: a volte, quando le emozioni prendono il sopravvento, si trasforma in una strana creatura, con ali bianche, zanne e zampe. Seguendo i suoi turbamenti e le sue peripezie, Nicchiarelli racconta la storia di una crescita, di una trasformazione e della costruzione di un’identità. Nel cast anche Riccardo Scamarcio.

«Emanciparsi dalla paura del mostro che ci portiamo tutti dentro e dallo sguardo giudicante dell’altro che lo teme e non lo comprende: questo è il percorso di crescita che racconta Giorni Felici, dimostrando che il coraggio di amarsi è una premessa necessaria della conquista della libertà»: le parole della regista.
Il film partecipa al concorso Progressive Cinema della Festa del cinema di Roma.

Giorni felici
Foto di Emanuela Scarpa / Vivo film, Tarantula
e Riccardo Scamarcio nel film "Giorni felici"

I play Rocky di Peter Farrelly

Dal regista del film premio Oscar Green book, ecco la storia che c’è dietro al fenomeno pop del 1976 Rocky. All’origine ci fu una produzione tumultuosa, dallo scarso budget, nata dalla sceneggiatura di Sylvester Stallone che all’epoca era un attore sconosciuto.

In I play Rocky lo interpreta Anthony Ippolito, noto per il suo ritratto di Al Pacino nella miniserie The Offer. Il film ripercorre lo sviluppo di Rocky. Con Sly che, nonostante i ripetuti no e la volontà dei produttori di scritturare un volto più famoso come protagonista, scommette tutto su se stesso, rimanendo determinato a interpretare il ruolo principale contro ogni previsione. 

Presentato in anteprima al Toronto Film Festival, a Roma è proiettato sotto la sezione Grand Public.

I love Boosters di Boots Riley

Risposta dissacrante e coloratissima a Il diavolo veste Prada, I love Boosters è una critica irriverente al capitalismo e una satira sull’industria della moda. Tra costumi eccentrici, colori choc e battute rock, in America è già uscito e ha ricevuto consensi: una commedia bizzarra e psichedelica dal ritmo incalzante.

Demi Moore interpreta un’importante Ceo nel mirino della Velvet Gang, una banda di taccheggiatrici che ruba nei negozi di lusso, svaligiando ogni stilista della San Francisco Bay Area. Nel cast anche Keke Palmer, Naomi Ackie, Taylour Paige, Poppy Liu e LaKeith Stanfield.

Cos’è un “booster”? Come dice il trailer, «qualcuno che ruba vestiti da un negozio e li rivende a un prezzo scontato». Per il rapper americano Boots Riley è il secondo lungometraggio da regista sceneggiatore. Partecipa al concorso Progressive Cinema.

Se domani non torno di Paola Randi

La tragica fine di Giulia Cecchettin, a quattro giorni dalla sua laurea, ha scioccato l’Italia. È un po’ disorientante che ora, a neanche tre anni dalla sua inaccettabile morte, diventi già film ma, fidatevi, è un film utile e da vedere. In mano a una regista come Paola Randi, dalla sensibilità raffinata, abile nel gestire il mezzo cinematografico.

Se domani non torno nasce per aprire un confronto pubblico sulla violenza di genere, sull'educazione e sulla responsabilità collettiva. Segue il coraggioso percorso aperto da Elena e Gino, sorella e padre di Giulia, che hanno trasformato il dolore personale in un messaggio civile, promuovendo una nuova narrazione, focalizzata sulle radici culturali del femminicidio e della società patriarcale.

Il film va oltre la cronaca e racconta una famiglia come tante nella provincia del nordest d'Italia. Filippo Timi è papà Gino, Tecla Bossi è Elena, Tommaso Allione il fratello Davide e Sabrina Martina è Giulia, con quel sorriso bellissimo. Evento Speciale Fuori Concorso alla Festa del cinema di Roma e ad Alice nella città, è ispirato al libro Cara Giulia di Gino Cecchettin e Marco Franzoso. Uscirà nelle sale il 5 novembre.

A talent for murder di Anton Corbijn

Un bel thriller con Helen Mirren e Olivia Cooke, l’Alicent di House of the Dragon: cosa chiedere di più? Lo firma l’olandese Anton Corbijn, ritrattista e fotografo di celebrità del rock, regista distintosi con Control (2007).

La divina Mirren interpreta un’altra divina, la celebre scrittrice Patricia Highsmith. Un misterioso giovane collaboratore di una casa editrice newyorkese (Alden Ehrenreich) viene inviato in Svizzera per convincere la romanziera dal carattere notoriamente spigoloso e complesso a scrivere un ultimo capitolo della saga di Ripley.

A Talent for murder è stato presentato in anteprima al Toronto Film Festival raccogliendo pareri favorevoli. Alla Festa di Roma è proiettato nella sezione Grand Public.

Riverrun di Philippe Parreno

Riverrun è il primo lungometraggio di finzione dell’acclamato artista contemporaneo francese che attraverso le sue opere lavora sull'ampliamento dei concetti di tempo e durata. Ingaggia un interessantissimo cast internazionale: Charlotte Gainsbourg, Zoë Saldana, Vicky Krieps, Angela Molina.

Si preannuncia come un viaggio intenso e visionario che esplora la fragilità del corpo e dell’identità, la trasformazione e la ricerca di sé. «Il film non spiega la depressione, né la cura né la glorifica. La sposta dal soggetto all’ambiente, dal dolore alla durata. Una persona rinuncia alla centralità, accettando di non essere più un soggetto sovrano, ma piuttosto continuità, durata, paesaggio»: queste le anticipazioni di Philippe Parreno.

Riverrun sarà presentato a Roma nella sezione dedicata alle sperimentazioni Freestyle. Uscirà nelle sale italiane nella primavera del 2027.

Riverrun
Credits: 100 Questions Productions LLC

Eurotrash di Frauke Finsterwalder

Della regista tedesca Frauke Finsterwalder abbiamo apprezzato Io & Sissi, rivisitazione degli ultimi anni dell'imperatrice Elisabetta d'Austria dal punto di vista della sua dama di compagnia. Per questo siamo davvero curiosi di ammirare il suo nuovo film, dalla trama alquanto singolare e invitante.

Eurotrash è un singolare road movie attraverso la Svizzera di un figlio (Alexander Fehling) e di una madre (Barbara Sukowa) dal rapporto conflittuale. Lei è malata terminale e perennemente ubriaca, lui è uno scrittore resosi conto che con la sua ricca famiglia ha sempre vissuto in modo egoista e spregevole. Per questo durante il viaggio cercano di sperperare e donare tutti i loro beni. Storia tragicomica, attraversa i panorami e i segreti di un’Europa che sogna di fuggire da sé stessa.

Film in concorso a Progressive Cinema, già presentato in anteprima alla Filmkunstmesse Leipzig, è basato sull’omonimo romanzo di Christian Kracht.